I tuoi particolari

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Non ricordo il momento esatto in cui realizzai di essermi innamorato di te.
Ricordo, però, il freddo di quella serata, tu ti stringevi nel tuo parka verdognolo mentre osservavi il cielo.
«Sai,» dicesti «la notte mi è sempre piaciuta, il giorno mi sembra di soffocare in mezzo a tutte quelle persone» mi si strinse il cuore.
Ti guardai negli occhi, potevo leggere chiaramente il tuo dolore in essi ma, nonostante questo, continuavi a celarlo dietro a mille sorrisi.
Perché, Jimin?
Non hai mai voluto parlare seriamente con qualcuno dei tuoi problemi.
Io ero lì, però. Mi sarei anche preso un proiettile in testa per te, non lo hai mai voluto capire e forse, oltre la nostra rottura, questo fu ciò che mi provocó più dolore.
Mi manchi così tanto...Mi manca tutto di te: il tuo sorriso, il modo in cui mi abbracciavi nascondendo la testa nell'incavo del mio collo, il trovarti ogni domenica mattina con un libro in una mano e una tazza di tè caldo nell'altra, il modo in cui battevi le mani e in seguito ti avvicinavi a me riempendomi di baci quando ti suonavo qualcosa al pianoforte, mi manca vederti ballare sulle note di qualsiasi canzone minimamente orecchiabile e ritmata.
Ballare.
Hai sempre amato ballare e hai sempre insistito perché ballassi con te, mi sarei spezzato le gambe piuttosto che ballare.
Preferivo di gran lunga osservare te, ballare.
«Eddai, Yoongi!» lamentavi ogni volta, non mi avresti mai convinto.
Sto sorridendo e piangendo allo stesso tempo mentre scrivo queste parole, perché mi accorgo di quanto male ci siamo fatti a vicenda.
L'errore è stato mio, non ti ho trattato come meritavi e una persona come te meritava decisamente un trattamento migliore. Ma sono sempre stato egoista e ho preferito tenerti per me nonostante sapessi che così facendo ti avrei ferito ulteriormente. Però, questo non me l'hai mai rimproverato. So che non sembra, Jimin, ma io ti ho amato e ti amo tutt'ora.
Ti ho lasciato andare così facilmente...ma evidentemente, non c'era più nulla da fare e lo sapevi anche tu.
Tu, però, mi hai amato?
Suppongo di si, visto che la sera in cui andasti via litigammo. Mi urlasti contro con tutte le tue forze «Ti odio!» per poi fiondarti sulle mie labbra concedendomi quello che, tristemente scoprii più tardi essere, il nostro ultimo bacio.
Fece così male che per un mese non misi piede fuori casa. Hoseok cercó in tutti i modi di aiutarmi, ma l'unico che poteva effettivamente fare qualcosa eri tu.
E non avresti potuto fare nulla, perché quella volta non saresti ritornato e io lo sapevo benissimo.
Non so neanche perché sono qui a scrivere queste inutili parole che non leggerai mai.
Sto male, scrivere ciò mi ha fatto male.
Sento come se stessi per soffocare, ho un dolore al centro del petto che non mi consente di respirare appropriatamente. Forse sto morendo. Forse questa è la mia punizione per non esserti stato accanto. Non so dove tu sia adesso, non so cosa ne hai fatto della tua vita, non so se sei andato avanti, se anche tu come me sei ancora fermo su quello che è stato la nostra relazione.
Però voglio che tu sappia che ti amo e non smetterò mai di farlo, Park Jimin.

-Yoongi

N.A

Onestamente, è la mia preferita tra quelle che ho scritto.

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