Fare la doccia dopo aver praticato dello sport, e come fumarsi una sigaretta dopo aver scopato: peccato che non fumo e sono in astinenza ormai da mesi. Quindi chi si accontenta gode.
Il temporale ha scatenato la sua ira, giusto in tempo prima che tornassi nel mio appartamento: per quanto essere una Reynolds mi dia la disponibilità economiche da potermi permettere un appartamento a Beverly Hill, ho deciso di abitare in un palazzo vecchio ma confortevole a poca distanza da tutto ciò che mi serve.
Non sono mai stata una persona legata alle cose materiali: quando un anno ho iniziato a guardare cosa offrisse il mercato, mi son sempre promessa che dovevo prendere qualcosa di piccolo ma coccoloso. Qualcosa che non mi impegnasse tanto nella pulizia e gestione, grande quando mi bastava per viverci, e muovervi senza inciampare in qualche mobilio.
La scuola di giurisprudenza che stavo frequentando era tra le più prestigiose e care, quindi le borse di studio che offrivano erano notevolmente alte.
Per quanto la mia famiglia mi avesse intestato un conto corrente sufficiente, da vivere senza lavorare, nel momento in cui ho voluto mettere in atto il mio piano malefico ero intenzionata a tenere un profilo basso: e dato che i soldi son la prima cosa rintracciabile, ho preferito aprire un conti incognito, versare le borse di studio e viverci come meglio riuscivo: sono entrata in appartamento con due forchette, due piatti, due bicchieri e una pentola. Ho comprato una bicicletta usata per spostarmi in autonomia, e se proprio necessito di fare lunghi tragitti ricorro ad usare un taxi.
Penso di non essere mai stata così felice in vita mia.
Prima di partire però, ho comunque fatto una telefonata ai miei, giusto per avvisare che non mi avrebbero più trovata a New York e che mi sarei trasferita altrove per cercare la mia strada. Non sono poi così cattiva, e non volevo trovarmi nella situazione di finire tra le persone scomparse, o essere rintracciata nell'immediato. Detto ciò, mi sono tolta da ogni social e ho gettando la scheda del cellulare nel bidone: mi son accorciata un po i capelli, ho fatto una riga di piercing su un orecchio e nel naso, e già che c'ero anche nell'ombelico.
Adesso a distanza di tre mesi, tra il lavoro e il corso di barista mi sento di poter dire che i soldi non fanno la felicità: ovvio, ho sempre vissuto con così tanto lusso e nella facilità di potermi permettere tutto, che inizialmente non è stato semplice giostrarmi nel cercare di capire che potevo permettermi solo ciò che guadagnavo. Sono sicura, anzi certa, che per quanto ho cercato di fare le cose fatte bene, i miei sappiano comunque dove mi trovo: e il fatto che non abbiano ancora provato a contattarmi ne è la prova. La mia intenzione non è quella di dileguarmi dalla faccia della terra, ma solo essere libera di scegliere della mia vita. Ho bisogno di schiarirmi le idee, e per farlo dovevo prendere le distanze.
L'unica cosa che al momento non riesco a fare da sola, è il mangiare: a malapena riesco a prepararmi un panino, e infatti credo di aver perso qualche chilo.
Quando arrivo al club in prima serata, regna ancora la quiete e nel corridoio trovo Big Jim: un omone grande e grosso che tra qualche ora si piazzerà all'entrata per gestire la folla.
« Buonasera Samantha! Non mi aspettavo di vederti stasera!» Mi saluta sistemandosi l'auricolare alle orecchie.
« Buonasera Jim! Julia ha avuto un problema con Sofia... La sostituisco solo per qualche ora.» poi ci rifletto e lo fermo chiamando mentre lo guardo andare verso l'entrata. «Posso chiederti una cosa?»
« Dimmi bimba! Tu puoi chiedermi tutto» esclama facendomi un sorriso, che per quanto di stazza possa fare paura anche a Hulk con il suo baffo da sceriffo, i capelli quasi rasati e i muscoli che gli esplodono sul petto, penso sia uno degli uomini più buoni di questa terra.
« Stamattina mi sono imbattuta in una veterinaria. Tu sei di Los Angeles giusto?»
« Nato e cresciuto!»
« Conosci qualche clinica che abbia una dottoressa di nome Keyline?»
« Si! La dottoressa Rodriguez! Ha in cura la mia piccola Minny... Carissima persona! Perchè me lo chiedi? Hai preso in animale?»
« No! Stamattina mi stava per rubare il taxi! Ha pagato lei... l' ho invitata a passare stasera. Per sdebitarmi. Quindi gli devo un drink. La puoi fare passare?»
« Anche se non me lo chiedevi, l'avrei fatta passare comunque! Quella donna è un angelo per la mia cagnolina» Mi strizza l'occhio.
« Ah...» borbotto stupita di tanta ammirazione.
Devo essere onesta nell' ammettere che in fondo, aver sostituito Julia non mi è dispiaciuto. Lei al contrario mio ha il ruolo da barista nel locale mentre io da cameriera, ma per quanto frequenti ancora il corso non credevo di avere così tanta manualità nel gestire e servire gli alcolici. I cocktail più complicati li lascio fare a chi è più esperto, ma sento che stare dietro al bancone è ciò per cui sono nata. Tra chi ci prova, e chi cerca di indagare su come mi chiamo: la serata prosegue a gonfie vele con la musica a tutto volume.
« Ehi Samantha!»
Mi sento chiamare finchè son concentrata a creare una serie di caipiroska, ma quando alzo lo sguardo, Keyline mi sorride da in piedi davanti al bancone:
« Hey! Sei passata!» Sono praticamente costretta ad urlare per via del volume della musica, e sicuramente la sensazione di tappo alle orecchie mi perseguiterà fino a domani.
« Non si rifiuta un drink gratuito no?!»
« Cosa bevi?» gli sorrido notando come si sia tirata per la serata. Ha un rossetto rosso che gli esalta la carnagione, i capelli sciolti e nel mento presenta una piccola fossetta che nel complesso del viso gli dona quella classe in più a cui non avevo notato stamane. « Ad essere onesti, non si rifiuta un drink quando sono io a regalarlo!»
« Perchè nessuno ti ha mai pagato un taxi?»
« Perché nessuno me l'ha mai rubato!»
« Mi va bene anche quello che stai preparando ora! Ma accetto solo se ne puoi bere uno anche te!»
Gli sorrido ma accetto preparandone uno in un bicchiere decisamente più piccolo.
Non dovrei, ma non è un peccato allungarsi qualcosa. Da quando ho iniziato ho bevuto solo acqua, al contrario dei miei colleghi. Il primo bicchiere va giù in un solo sorso, rendendomi conto che di vodka devo aver leggermente esagerato. Non sono mai stata una gran bevitrice, quindi sommato anche al fatto che ho lo stomaco vuoto, comincio da subito sentirete uno strano effetto alla testa.
« Bello carico eh??» Mi chiede Keyline un volta terminato il suo
« già! Meglio che il prossimo giro lo facciamo quando ho finito. Hai pazienza di aspettarmi? Non dovrebbe mancare ancora molto per finire!» la vodka in circolo credo mi aiuti ad urlare più del dovuto, facendola ridere.
« Certo! Volentieri...Nel mentre però preparamene un altro!» mi ordina divertita.
Ubbidisco e termino anche quelli che dovevano uscire per servire un tavolo, non vedo gente vicino a lei e quindi presumo che si sia presentata da sola. Approfittando di un momento caldo, chiedo a un collega, con la scusa di andare in bagno, se gentilmente può prendere il mio posto. Ho bisogno di controllare il telefono, nell'eventualità che Julia mi avesse scritto e dileguandomi nello spazio addetto al personale mi sbrigo a leggere i messaggi.

STAI LEGGENDO
Insegnami a restare
RomanceUn'ironica coincidenza dà inizio ad un sentimento nuovo e mai provato prima, un sentimento che stravolge, che pone la vita di fronte a infiniti dubbi e alla propria verità. Ed che così che senza preavviso, ma in un modo naturale e passionale, viene...