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Le prominenti arcate della chiesa facevano sì che anche il minimo sibilo rimbobasse sonoramente nell' ampio edificio religioso.

Si percepiva il rumore dei sussurri di quella piccola famigliola; madre padre e quello che sembrava un unico figlio.

Erano soli, il silenzio spezzato dai bisbigli emetteva un'aria serena ma dallo sfondo inquietante.

Il ragazzo moro dalla mascella squadrata, aveva un volto inespressivo, vuoto;
Le sue mani erano intrecciate tra loro ed il suo sguardo era puntato ad uno dei tanti affreschi presenti sui muri.

Ad un certo punto il prepotente silenzio fu sovrastato dall'apertura della porta principale, un fascio di luce si proiettó sulle navate della chiesa illuminandone i particolari dorati.

La famiglia si fece distrarre dai colori armonici che quel raggio di sole risaltava e si voltò ingenuamente verso l'apertura.

Il ragazzo si fece strada nell'ampio corridoio della chiesa, appena chiuse il portone d'ingresso, dietro di sé.

Sentiva i vari sguardi posarsi su di lui, ma sembrava non darci per nulla peso.

Lentamente iniziò ad ammirare i dipinti e gli affreschi che ricoprivano le mura dell'edificio; era estasiato dalle varie presentazioni dettagliate, le osservava stupito, apprezzandone colori e figure; un vero spettacolo.

La coppia più anziana si stupì nel vedere un'altra persona oltre a loro, non era mai capitato; di domenica erano presenti anche dei cordiali anziani, ma nei giorni settimanali era difficile trovarci qualcuno, per di più un giovane ragazzo, praticamente impossibile.

I due si guardarono negli occhi con fare complice, per poi dare un occhiata al proprio figlio immerso nei suoi pensieri ignaro di tutto.

La donna si alzò elegantemente dalla panca per dirigersi con passo felpato alla giovane figura soffermatasi ad ammirare uno dei tanti dipinti.

Ella posò con cautela il braccio sottile sulla spalla del ragazzo, che all'istante si voltò  colto alla sprovvista.

Il moro era ignoto delle azioni della propria madre finché il rimbombo della sua voce lo fece destare dai propri pensieri

"Scusami non intendevo spaventarti"

Sorrise la Donna, dispiaciuta

"Nulla, scusi lei"

Il ragazzo sorrise rassicurante e cordialmente

"Ha per caso bisogno di qualcosa?"

Precedette il cenere

"Si... volevo chiederti se ti potrebbe far piacere unirti a noi"

La donna si spostò da di fronte al ragazzo, così da permettergli una piena vista della sua famiglia

Ci rifletté quanto basta, senza che mai il suo sorriso squadrato lasciasse il proprio viso.

Subito il cenere notó il moro, intento a pregare, cercando invano di non fare caso a cosa stesse succedendo; si soffermó per qualche secondo  sulla figura seria e inespressiva del coetaneo ed infine accettò.

Finita la sessione di preghiera i quattro uscirono insieme dalla cupa chiesa, venendo abbagliati fin da subito, dai raggi di sole della calda giornata di primavera.

La donna sorrise al giovane

"Come ti chiami?"

"Taehyung, Kim Taehyung"

"Che nome delizioso, è un piacere Taehyung il mio nome è Seungry, lui è mio marito Chenly"

Prese amorevolmente a braccetto l'uomo accanto a sé

"Invece lui è Jungkook, nostro figlio"

La madre guardò dolcemente il proprio ragazzo, che al contrario sembrava infastidito dalla situazione.

"Piacere Jungkook"

Con un piccolo ghigno il cenere si avvicinò al moro

"...um ciao"

La madre interruppe subito i due coetanei

"Taehyung, come puoi notare mio figlio non è una persona amichevole, ma nel profondo ha un animo buono, onesto datogli dal signore come a tutti noi..."

Fece una piccola pausa per guardare in alto

"... vorrei che si facesse degli amici buoni, e fedeli, ma purtroppo sembra che nessun giovane sia più interessato alla religione e a scuola non sembra socializzare... Kim ti andrebbe di essere per lui un amico di fiducia?"

Il cenere non ci pensò più di due volte a rispondere

"Certamente, mi prenderò io cura di vostro figlio"

Sorrise ammiccante al moro.














📜𝐁𝐢𝐛𝐥𝐞 𝐛𝐨𝐲||𝒯𝒶ℯ𝓀ℴℴ𝓀☁️Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora