Capitolo IV ⭐

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«Solo chi ha un cuore ricco di luce
riesce a mettere da parte
i giudizi e accetta gli altri per
quello che sono».

Cinque anni dopo.

Il tempo si muove, corre velocemente. Ogni momento, che sia allegro o triste, rimane impresso nella memoria. Ogni volto passato che ha accompagnato il cammino resta dentro al cuore, lo si porta con sé nelle tempestose avventure, nei sorrisi fugaci che regala la vita.

Per Hellionor erano passati cinque anni dall'invasione del villaggio. Cinque anni in cui era stata costretta ad abituarsi alle rigide regole di Siviglia, agli abiti fastidiosi e stretti, alle scarpe, al dormire in un letto. Era cresciuta senza mai dimenticare il dolore e i volti dei suoi genitori.
Lei cresceva e Siviglia cambiava giorno dopo giorno, trasformandosi nel cuore pulsante e spietato del mondo.

El Arenal si riempiva di caravelle e di uomini per il secondo viaggio di Cristoforo Colombo. La gente gridava all'oro e alle meraviglie dell'oceano, ma nel 1496 il navigatore era rientrato con poche ricchezze: uomini scheletrici, spezzati dalle febbri, dalle malattie e dal disincanto di quelle tappe transoceaniche. Hellionor imparava a camminare a testa bassa e a pregare tra il picchiettare costante degli scalpellini e i ponteggi attorno alla cattedrale. Cresceva sentendo l'odore del fumo che saliva da Tablada, dove le fiamme dell'Inquisizione di Torquemada divoravano le vite di bambini, uomini, donne e anziani presunti eretici, fino alla morte del Grande Inquisitore nel 1498. E ora, sul fiume Guadalquivir, sei navi erano pronte a salpare per il terzo viaggio del navigatore.

Lontana dal caos e dalla frenesia della città, tra il fruscio del vento e il cinguettio degli uccelli, una voce riecheggiò:«Vinco io la corsa!»Il suolo tremava al battito degli zoccoli, accompagnato da granelli di terra che si alzavano e ricadevano sul terreno. Su un destriero bianco dalla criniera bionda, in netto vantaggio, c'era una ragazza di diciassette anni: Hellionor. Le trecce le svolazzavano dietro le spalle, l'aria fresca le accarezzava il corpo e il mantello si sollevava, gonfiandosi con il vento. In quegli anni aveva trovato il modo di risanare, almeno in parte, la ferita lasciata dalla morte dei suoi genitori. Quando ripensava a loro, era come sentire del veleno in circolo nel sangue.
Negli ultimi mesi aveva inciso nel cuore e nella mente una frase, che si ripeteva ogni giorno:
Ricorda chi sei. Ricorda che nessuno può spezzarti. Infine, ricorda che tu ti rialzerai sempre come una fenice.

La fanciulla torceva il busto per girarsi e vedere il suo avversario, mentre continuava a stringere le redini e a galoppare. La bambina scalza, sradicata dalla sua casa, ora era diventata una donna dalla bellezza fiera e malinconica. I vestiti semplici che indossava non riuscivano a domare la sua grazia innata. Dietro di lei, in svantaggio, c'era Josh, ormai ventenne, sul suo cavallo beige. I suoi occhi castani, screziati di verde, scintillavano sotto i raggi del sole. I capelli neri come la notte gli cadevano sulla fronte, agitati dal vento; la statura ormai da uomo e una barbetta scura gli decoravano la mascella. Non era più il mozzo della nave, ma solo un giovane che lavorava nella stalla di Albert e lo aiutava a realizzare gioielli, eppure non aveva perso la sua lealtà vispa e protettiva. Hellionor fermò il cavallo vicino a dei cespugli, accanto al postigo della basura. Josh la raggiunse e frenò alla sua destra.

«Non vale, hai preso una scorciatoia e non hai seguito il sentiero!», protestò, con il naso e la bocca che cercavano disperatamente ossigeno.
«Non è vero! Non riesci proprio ad accettare che sono diventata più brava di te a cavalcare», affermò lei, mentre un timido sorriso le increspava le labbra. Josh le diede una leggera spintarella con il braccio: «E va bene, lo ammetto. Sei migliorata a cavallo, non solo a scherma. Non capisco come fai: è come se ce l'avessi nel sangue. Forse hai davvero il sangue di quel nobile...» Il ragazzo girò la testa per guardarla. Lei teneva gli occhi fissi sulla porta da dove, anni prima, erano fuggiti.

La leggenda della Portatrice Di Pace. ( IN REVISIONE)La tua prossima ossessione. Scoprilo ora