«Troverai sempre qualcuno
disposto a curare le tue ferite,
quelle invisibili che nascondi
nel cuore».
1485.
«Mamma, papà!» chiama la piccola Hellionor.
I piedini sprofondano nella sabbia rovente della spiaggia, mentre il vento caldo dell'oceano fa danzare le sue trecce e le accarezza la pelle riscaldata dal sole. Corre verso di loro, le labbra illuminate da una risata cristallina.
«Guardate cosa ho trovato!»
Le sue piccole mani giunte custodiscono tesori: conchiglie madreperlacee ancora umide di salsedine e fiori selvatici dai petali vivaci. Sfiora i solchi ruvidi di un guscio con il turgore dei polpastrelli, sbarrando gli occhi per il contrasto con il velluto morbido della corolla che tiene nell'altra mano.
Il padre si china e l'accoglie tra le braccia. La solleva verso il cielo azzurro, facendola ruotare su se stessa in una danza improvvisata, guidata solo dalla risacca. Il sorriso di Hellionor emana una luce più calda di quella del sole di mezzogiorno.
Poi corre dalla madre. Si accovacciano insieme sulla riva. ; granelli di sabbia vengono alzati dal vento e si depositano sulle loro gambe, mentre le onde si infrangono sulla riva con ritmo lento.
Con estrema cura, la bambina comincia a sistemare i fiori tra i capelli intessuti di Helene, intrecciando una corona imperfetta con sfumature d'indaco, verde, giallo, viola e bianco.
«Mamma... io, te e papà saremo sempre insieme?», chiede mentre infila l'ultimo stelo.
«Sì, piccola fenice mia», risponde Helene posandole una mano sulla guancia.
Un attimo di silenzio, interrotto solo dal grido dei gabbiani. Poi una domanda esce quasi per caso:
«E se... non ci siete?»
Helene non esita. Guarda la figlia e le afferra le mani.
«È impossibile, amore mio. Mamma e papà saranno sempre con te» Traccia le curve del suo viso con la punta delle dita, fino al nasino.
Il padre si avvicina a mamma e figlia, offre la sua mano a Helene, aiutandola a tirarsi su e poi solleva la piccola dalle ascelle. Hellionor si aggrappa al collo del suo papà mentre lui abbraccia la mamma con il braccio destro. «Qui siamo al sicuro e liberi di essere una famiglia».
Rimangono così a guardare l'oceano e il sole toccare le acque, colorandole di arancione e giallo.
1486.
Nel cuore della foresta, l'anziana saggia siede alle radici di un'imponente ceiba sacra. Le foglie brillano alla luce del crepuscolo e vorticano lente nell'aria caldo-umida. Hellionor, a soli cinque anni, le si avvicina a piedi nudi e si siede sulla terra battuta, tra le grandi venature di legno dell'albero.
«Cosa sono gli antenati?» Si avvicina al fuoco che crepita piano. La donna le rivolge un sorriso tenero, mentre le sue mani esperte intrecciano un piccolo bracciale di fibre e cotone selvatico.
«Sono le nostre radici, piccola mia. I loro zemí ci guidano e ci proteggono dal mondo invisibile, anche quando i nostri occhi non possono vederli».
«Possono... sapere tutto?»La bambina inclina il capo, gli occhi spalancati per la curiosità.
«Sì», l'anziana lega con cura il bracciale al polso minuto di Hellionor. «Ogni volta che pronunciamo i loro nomi, ogni volta che cantiamo i loro areytos sotto le stelle... li facciamo vivere ancora tra noi.»
Hellionor tace, perdendosi a guardare le scintille del fuoco che salgono verso le fronde dell'albero sacro. «E se avessi bisogno del loro aiuto? Se mi sentissi sola... o triste?»
«La tua voce li raggiunge attraverso il vento e il respiro della foresta». L'anziana alza lentamente le mani verso la chioma della ceiba e verso il cielo. «Chiudi gli occhi e ascolta. Ti risponderanno nel fruscio delle foglie. Oppure guarda in alto: ti manderanno un segnale».
Quei ricordi d'infanzia erano riaffiorati. Lo sguardo seguiva quelle lettere incise: parole lasciate da una bambina che cercava solo conforto.
Un raggio di sole obliquo penetrava dalla finestra, tagliando a metà il buio della stanza, mentre la quiete avvolgeva ogni cosa.
Hellionor posò i palmi sulla parete ruvida e corrugata dal tempo e dall'umidità. Passò le sue dita sulle incisioni fatte con la punta di un chiodo, sentendo le voci dei genitori e una perla d'acqua serrata negli occhi.
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La leggenda della Portatrice Di Pace. ( IN REVISIONE)
أدب تاريخي«Ricorda chi sei. Ricorda che nessuno può spezzarti. Infine, ricorda che tu ti rialzerai sempre come una fenice.» Nel cuore pulsante del XV secolo, Hellionor vive immersa tra i ritmi lenti e semplici della terra indigena, custode di un amore nato ne...
