1. Truth & Tonic

342 59 91
                                        

Che anno il 2019! Bello, vissuto intensamente. Chiuso alla grande con viaggi, nuove esperienze, nuove persone, nuove prospettive.
Il 2020 ci intrigava. Doppia cifra tonda. L'abbiamo iniziato con propositi e piani come non mai. Eravamo super carichi!
Poi il virus.
Ci ha sorpresi, spaventati, bloccati. Ha spezzato la nostra routine e ci ha cambiati.
Abbiamo imparato nuovi modi di essere. In alcuni momenti abbiamo incontrato le nostre ombre. Abbiamo provato il vuoto dell'assenza e ci siamo addormentati con la dolce vicinanza di qualcuno lontano.
Le settimane trascorrevano a volte lente, a volte veloci; comunque strane. A volte, dei giorni sembravano finanche piacevoli, passati in casa a fare cose per le quali non avevamo mai avuto tempo.
Abbiamo provato il brivido di uscire di notte e infrangere il divieto.
Come quando bigiavi a scuola. Come quando dicevi ai tuoi che ti incontravi con un'amica. E invece.
Ci stiamo ancora pensando, dobbiamo ancora metabolizzare, capire.
Per quel che ci riguarda, tutto era cominciato qualche mese prima.

1° Dicembre. Ci eravamo incontrati per caso ad una riunione, al Truth & Tonic. Un'avventura per trovarlo! Avevo chiesto informazioni alla metà dei negozi sul Grand Canal shopping center, quello con l'effetto The Truman Show. Avevo controllato la mappa in tre o quattro Infopoint, fintanto che un simpatico signore di mezza età della security si era offerto di accompagnarmi, avendomi visto passare su e giù più volte. L'ascensore di accesso era nascosto in fondo ad un corridoio anonimo in un angolo del quarto piano. Il posto più inadeguato e difficile da trovare in tutto il resort del Venetian. Se qualcuno non si fosse presentato, sarebbe stato di sicuro giustificato.
Eravamo tutte persone che non si erano mai viste prima e che avevano investito buona parte di una mattinata azzurra e soleggiata per raggiungere quel "Wellness Café".
Anche tu eri lì. Sei comparsa, inattesa. E mi sei entrata nell'anima subito, intensamente.

Una giornata fitta di attività, che abbiamo trascorso insieme muovendoci da un hotel all'altro, da una sessione all'altra della convention, camminando per chilometri attraverso delle walking hall lunghissime, negozi, casinò, scale, ristoranti, passaggi aerei sulla Strip, ma sempre insieme. Parlando in maniera così naturale e confidenziale, come fossimo vecchi amici. Noi, che alla mattina non sapevamo l'uno dell'altra, non ci siamo divisi nemmeno per un istante, fino a sera.

Ti avevo lasciato a Las Vegas quella notte stessa. Troppo presto. In piedi, elegante, sotto quella enorme scritta luminosa "Supernova", mentre la mia macchina si allontanava. Le luci svanivano e il party diventava immediatamente un ricordo lontano. L'agenda dei giorni successivi era stata programmata da tempo; impossibile cambiare appuntamenti, voli e alberghi. Ma la tentazione di chiamare la segretaria per riorganizzare il tutto era stata forte.
Tu eri venuta in ritardo perché dovevi dare un'intervista lì nel Palazzo, dopo la standing dinner al Lavo. Mentre la limousine ti portava verso il Festival Grounds mi scrivevi un messaggio dopo l'altro. Mi chiedevi come ci saremmo potuti incontrare in mezzo a tutta quella gente.
E invece ti avevo trovato in un attimo. Ti avrei trovata subito anche tra milioni di persone.



 Ti avrei trovata subito anche tra milioni di persone

Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.

Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.

Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.

Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.
L'ultimo sabatoDove le storie prendono vita. Scoprilo ora