TATE POV
Arrivo a casa senza forze.
Mia madre mi sorregge sulla porta e mi trascina fino al piano superiore, in camera mia.
Mi abbandono sul letto mentre la pastiglia fa il suo effetto e lentamente il dolore cessa.
I capelli e la pelle si scuriscono, i sensi diventano meno acuti, gli occhi tornano normali, la rabbia scompare.
Non è ira, è malvagità pura. È un sentimento che ti anima di cattiveria.
E quando ne sei posseduto non puoi fare niente per fermarti.
Ho le mani chiuse a pugno.
Distendo lentamente le dita e mi sento debole. Anche la forza è svanita insieme al resto.
<<Perché hai aspettato tanto?>> mamma ha la voce rotta dai singhiozzi.
<<Perché io non sono come te. O come gli altri. Per me è difficile cercare di mantenere un aspetto normale nonostante io non lo sia. Violet mi ha aiutato, ma la sua scorta si sta esaurendo e dopo non potrò farci nulla.>>
<<Possiamo trovarla una soluzione.>>
<<Sono stanco di fingere.>> mi siedo sul bordo del letto <<Non posso farlo per sempre, il mio autocontrollo non è eterno.>>
<<Ma lo sapevi! Sapevi che in questi giorni saresti stato male! Dovevi rimanere in casa invece di uscire come un'incosciente. E con chi poi? Con una ragazza che nemmeno conosci.>>
<<Quella ragazza centra in questa storia molto più di quanto centri tu.>>
Le parole le arrivano come uno schiaffo.
So che le ho fatto male, ma in fondo è la mia natura. Ferire la gente. È il meglio che so fare.
<<Non sei come tuo padre.>> mormora.
<<Già, però lui ci ha abbandonati.>> ribatto.
<<Avrà avuto una ragione. Lo sai che ci credo ancora.>>
<<Oh, ma andiamo. In diciott'anni non si è mai fatto vedere e non lo farà.>>
<<Siete così simili che a volte mi dimentico che sei solo un ragazzo. È difficile per me cercare di tenerti nascosto, lo sai?>>
<<Lo so.>>
Lei sospira, poi esce chiudendosi la porta alle spalle e mi lascia solo con i miei pensieri.
GWEN POV
Scosto una tenda della finestra e sbricio la casa di fronte.
Le luci sono accese e una figura si muove avanti e indietro davanti al vetro.
Avrei voluto chiedere spiegazioni, quel pomeriggio.
Ma mie ero fermata davanti alla porta senza avere il coraggio di bussare.
<<Gwen è quasi mezzanotte.>> mi richiama la voce di Isabelle <<Domani è il primo giorno nella tua nuova scuola perciò forse dovresti andare a letto un po' prima del solito... Tanto per non essere stanca.>>
Le lancio un'occhiataccia e il suo viso si colora di rosso.
<<Ascoltami bene.>> farfuglia a bassa voce, nel tentativo di non farsi sentire
da mio padre <<Io sto provando ad essere una buona madre per te, ma mi devo dare una mano. Devi cercare di rispettarmi.>><<E chi ti dice che io voglia una nuova madre? Fra qualche mese diventerò maggiorenne e a quel punto me ne andrò. Questa non è più la mia famiglia.>>
<<Un'altra delusione per tuo padre. Ma ormai ci si è abituato, no? A te non frega niente di lui.>>
Salgo rumorosamente le scale con le mani premute sulle orecchie.
Non voglio più sentire una sola parola.
I pensieri si rincorrono nella mia testa senza che io ne venga a capo.
Mi addormento ancora vestita con il viso rivolto verso la casa di Tate.
La luce è ancora accesa.
Qualcuno non dormirà stanotte.
A/N
Scusate se come a solito ci ho messo vent'anni ad aggiornare ma non ho mai, MAI, M A I tempo.
Grazie per i like e i commenti, aw c:

STAI LEGGENDO
Back to the dead.
HorrorCi sono segreti che non vanno svelati, paure che devono essere tenute nascoste. Gwen lo sa. Quando si trasferisce con il padre a Sideheaven ha la possibilità di rifarsi una vita. Ma ancora non sa che è più di ciò che crede di essere. Che nasconde un...