Era una giornata nuvolosa, fredda con le strade vuote, [T/N] decise di fare un giro per la città, era una delle cose che adorava di più, uscire non incontrare nessuno per strada, la solitudine era una delle cose adorava di più.
Quella sera, [T/N] era uscita per liberarsi dai pensieri dei genitori e dei compagni, era stressata, non poteva più sentire delle loro lamentele. [T/N] decise di svoltare in un vincolo, dove trovava la sua libreria preferita.
[T/N]: "buongiorno" salutò con un gran sorriso Il libraio la salutò: "ancora qui?" Infatti non era la prima volta che veniva lì. [T/N]: "sono venuta a prendere il mio libro preferito". L.: "ancora? Non ti stancherà mai quel libro?" [T/N]: "perché dovrebbe stancarmi [L/P]? Mi rilassa molto" L.: "va bene, ci vediamo allora [T/N] [T/N]: "certo,arrivederci" così prese il libro e uscì, ormai quel libro l'aveva preso in prestito così tante volte, che poteva prenderlo senza problemi.
[T/N] uscì dalla libreria e si incamminò felice,fino a che non si scontrò contro un ragazzo. [T/N]:" oh, mio dio, perdonami, non era mia intenzione". Il ragazzo si girò e la guardò. ???: "meglio se stai attenta, tra poco potrebbe piovere" detto questo il ragazzo si girò e si avviò.
[T/N] si incamminò velocemente, finché non iniziò a piovere, ma conoscendo la strada, svoltò in una strada dove c'era un tetto di una casa abbandonata, si sedette sulla scala e si mise a leggere. Nel mentre sentiva la pioggia aumentare, ma [T/N] non la ignorava ,anzi adorava leggere un libro mentre le gocce d'acqua colpivano violentemente il pavimento , ma qualcosa era diverso, non riusciva a concentrarsi sul libro, ripensava al volto del ragazzo, perchè la nostra [T/N] non si interessava spesso sulle persone, ma lui, l'aveva colpita particolarmente. Infatti aveva una pelle screpolata e pallida, con una cicatrice sull'occhio e una sulla bocca, con un insolito neo sotto la bocca, quei capelli color grigio che rendeva ad un azzurro molto chiaro e quei occhi color rosso lava che risaltavano il suo sguardo inquieto. [T/N] sentì in lontananza dei passi, credeva fosse il proprietario del ristorante che si trovava più avanti, invece ,alzo lo sguardo, e vide lo stesso ragazzo di prima.
???:"scusa, ma io dovrei passare" [T/N] si spostò velocemente e imbarazzata "scusa,non credevo fosse di qualcuno" ???: "perchè sei ancora qui, non dovresti essere a casa?" [T/N] nascose il libro dietro di sé "ero uscita e sono rimasta qui" ???:"entra, fino a che non passa" Sembrava un'obbligo, ma [T/N] non accetto l'invito,il ragazzo insistette, dopodiché [T/N] si fece convincere,dato che voleva conoscere meglio la persona misteriosa che aveva davanti.
I due si sedettero al balcone di un bar abbandonato. [T/N] interruppe il silenzio :"credevo fosse una casa questa" Il ragazzo non rispose e restarono in silenzio entrambi a lungo fino a che non smise di piovere.
[T/N] si avviò verso l'uscita, "grazie" ???: "shigaraki tomura" rispose il ragazzo, il quale sembrava frustrato. [T/N] "grazie tomura, spero di rivederti in giro". Tomura: "se vieni a prendere [L/P] credo che non sarà l'ultima volta che ci vedremo, è un bel libro,non pensi?" disse lui divertito come se avesse dei strani sbalzi d'umore. [T/N] restò un po' in imbarazzo "grazie,tomura" Tomura": "penso che sarà meglio se non ci vedremo, lo dico per te". Concluse quella frase, prendendo il telefono che per sbaglio sbriciolò, ma [T/N] non sembrava spaventata, infatti prese un bicchiere sul balcone che evaporò e fece un sorriso, che mise in imbarazzo il ragazzo, dopodiché uscì.
[T/N] pensò, "finalmente mi sono fatta un amico" "chissà quante volte l'avrei visto" ,infatti non prestava molta attenzione se fosse buono o cattivo, aveva solo in mente "tomura shigaraki".
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Disegno fatto da me :3 spero vi piaccia questa storia, se ne volete altre, basta scrivere. Detto questo bye.