«𝘗𝘦𝘳 𝘲𝘶𝘢𝘯𝘵𝘰 𝘵𝘦𝘮𝘱𝘰 è 𝘱𝘦𝘳 𝘴𝘦𝘮𝘱𝘳𝘦?» 𝘤𝘩𝘪𝘦𝘴𝘦 𝘈𝘭𝘪𝘤𝘦.
«𝘈 𝘷𝘰𝘭𝘵𝘦, 𝘴𝘰𝘭𝘰 𝘶𝘯 𝘴𝘦𝘤𝘰𝘯𝘥𝘰» 𝘳𝘪𝘴𝘱𝘰𝘴𝘦 𝘪𝘭 𝘉𝘪𝘢𝘯𝘤𝘰𝘯𝘪𝘨𝘭𝘪𝘰.𝘈𝘭𝘪𝘤𝘦 𝘯𝘦𝘭 𝘱𝘢𝘦𝘴𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘮𝘦𝘳𝘢𝘷𝘪𝘨𝘭𝘪𝘦 𝘥𝘪 𝘓𝘦𝘸𝘪𝘴 𝘊𝘢𝘳𝘳𝘰𝘭𝘭
Einstein scoprì che il tempo era rallentato dalla velocità.
Per capire cosa significasse "essere rallentati dalla velocità" o meglio, che il tempo fosse fermato dall'eccesso della velocità ho dovuto leggere vari libri di fisica. Non starò qui a scrivere formule, ma cercherò di farmi capire con degli esempi pratici.Il fatto in sé è risultato semplice: immagino di stare ferma e chiedo, invece, a te, di camminare avanti e indietro. È scientificamente provato che il tempo, per te, passa più lentamente.
Quindi è come se vivessimo due durate diverse: tu, che ti muovi invecchi meno, il tuo orologio segnerà meno tempo, hai meno tempo per pensare, la pianta che porti con te (ad esempio) ci metterà di più a germogliare... Per tutto quanto si muove, il tempo passa più lento, ha detto Einstein.
Quindi, rendendo la cosa un po' più matematica, ma anche comprensibile (giuro che poi la smetto, ma queste cose mi hanno sempre affascinata un sacco): t è il tempo che passa per me che sto ferma, il ritmo a cui avvengono i fenomeni fermi con me; t' è il «tuo tempo», il ritmo a cui avvengono i fenomeni che si muovono con te. t è il tempo che misura il mio orologio fermo,t' il tempo che misura il tuo orologio in moto. t è molto più piccolo di t'. La cosa sembra strana, lo so, eppure è così. Ecco che, in parte mi si spiega, il veloce fluire di questo anno.
Un anno fermo, sotto tanti punti di vista. Un anno immobile, in cui il tempo è volato. Perché nella quiete (intesa proprio come fermezza e impassibilità e dunque assenza di velocità) di questo 2020, il tempo è stato quasi assente. A molti è sembrato di non vivere, di addormentarsi nel Febbraio del 2020, di risvegliarsi a fine Giugno, ancora anche dopo. Poi tornare in letargo, un po' come fanno gli animali e riaprire gli occhi al suono, non della sveglia, ma dei botti di Capodanno.
È sempre stato così. E prima ancora che Einstein potesse dimostrarlo con una formula matematica, noi lo sapevamo, perché lo sperimentavamo.
Il tempo non passa, ovunque, alla stessa velocità.
Ci sono dei tempi propri e lo sappiamo tutti: ore volano come minuti e i minuti opprimono lenti come fossero secoli.
Ma se l'abbiamo sempre saputo, perché ci ostiniamo a credere che il tempo deve passare ovunque alla stessa velocità? Non è l'esperienza diretta ad averci dato questa idea, quindi da dove l'abbiamo imparato?Ecco la prima cosa che ho avuto modo di maturare e di imparare in questo 2020.
Il tempo è proprio.
Non c'è luogo dove il tempo sia uguale, e non parlo solo di Terra rispetto Marte, o rispetto Giove... parlo anche e soprattutto di noi qui. Penso alle meridiane che "segnavano" le ore con il salire e scendere del Sole, al fatto che "mezzogiorno" non è ovunque alle 12. Perché il Sole va da est verso Ovest, quindi prima il mezzogiorno sarà a Venezia, poi sarà a Torino, prima a Catania, poi a Palermo. Allora il tempo non è ovunque nello stesso momento.Non c'è un tempo giusto e uno sbagliato, non c'è un tempo primo e un tempo secondo, ci sono infiniti tempi. Perché quel tempo che esiste al di là di tutto, al di là del cambiamento, il tempo che ci hanno insegnato a scuola, il tempo che segnano gli orologi, quel tipo di tempo è invenzione, entità su cui si basano tutte le leggi fisiche e gli ordini nel mondo.
"Adesso" è solo mio. Il mio adesso è diverso dal tuo adesso.
Sì, lo abbiamo sempre saputo. Ma io l'ho capito ancora di più. Non mi bastava il Qoelet, con la sua "poesia" sul tempo, avevo bisogno di provarlo.
Ho imparato che nel tempo proprio, però, non tutto è giusto. Ho imparato che il tempo passa se noi lo facciamo passare, se noi decidiamo di cambiare. Ho preso in mano il mio tempo, che per tanto avevo lasciato scorrere inerte, senza percepirlo, senza sfruttarlo al massimo: sono cambiata e l'ho reso mio.
E anche se il mondo non si è mosso e quindi il tempo è passato in fretta, io ho corso e l'ho fermato. Ho avuto il mio momento, l'ho assaporato, ho contato i minuti, poi i secondi, li ho percorsi e li ho usati come meglio potevo.
Questo "tempo proprio" mi ha aiutato, così come mi ha fatto soffrire.
Mi ha fatto prendere maggior consapevolezza di me, di quello che voglio diventare, di cosa ho bisogno per realizzare i miei sogni, di chi voglio al mio fianco. Allo stesso modo, questo mio tempo l'avrei voluto conoscere prima o, ancora, avrei voluto condividerlo maggiormente con chi non ho potuto, per forza di cose.Ha sempre avuto ragione il Bianconiglio: lui, con il suo orologio, forse non conosce poi così bene il tempo. Gli critico la fretta, che poi è spesso mia alleata, così come l'anticipo o la paura del ritardo. Ma su una cosa ha sempre avuto ragione: a volte, per sempre, vale solo un secondo.
Questo anno è valso poco. Ma è valso comunque. Pure i miei capelli bianchi ne sono testimoni.
È stato un anno senza tempo, ma ci sono stati dei momenti, come quelli trascorsi con te, che lo hanno reso eterno.
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2020 e quello che penso mi abbia insegnato
Non-FictionA tutti coloro che corrono nell'Adesso, sconfortati dall'idea che sia peggiore di altri Adesso che lo hanno preceduto: fidatevi, tra qualche anno, comincerete a rimpiangerlo. Per non lasciare che la sofferenza trascorra invano, vi dedico le mie rifl...