È nato un maschio, si chiama Luke... come quella foto.
Dopo tanti anni... Luke ha 16 anni e io ne ho 37. Lui è ugualissimo ad Aden, però ha il viso un po' più simile al mio. Ha gli occhi misti tra castani e verdi, come me, mentre Aden li aveva castani. È bellissimo, altissimo, magro... frequenta il terzo anno di superiore.
Però ancora non ha capito che suo papà è morto... e certe volte si arrabbia. Litighiamo, ma non si sfoga con me.
Io sono rimasta per 16 anni da sola, non mi sono fidanzata con nessuno. Ora vivo in una casa con Luke, solo noi due, per sempre.
Io lavoro come parrucchiera, ho un negozio.
"Ciao, mà!" disse Luke entrando a casa.
"Heii, ciao!" risposi. Sono cambiata... sono diventata più grande.
"Ha fatto la pasta al sugo? Mmmh, buonooo!" disse contento.
"Ahaha, ti piace eh..." risposi sorridendo. Ci sedemmo e mangiammo.
"Com'è andata a scuola?" chiesi.
"Bene, bene."
"Ok."
"Mamma..."
"Dimmi."
"Ma... ancora non capisco... come è morto papà?"
Sospirai.
"Un giorno io e lui siamo usciti e lui mi disse: 'Vado a prendere la macchina.' Mi alzai e gli dissi 'Ok'. Ci avvicinammo alle strisce pedonali.
'Aspetta,' mi disse. Mi fermai, ma lui attraversò e si girò a guardarmi. Mi fece un sorriso mentre attraversava e io sorrisi.
All'improvviso sentii il suono di un clacson, una macchina passò velocissima e lo colpì. Lui guardò impaurito.
'ADE—––N!' urlai, ma ormai era caduto a terra.
'Oddio, Aden, no, no, no!' urlai e alla fine... entrò in coma e poi morì."
"Capito."
"Mi dispiace che non ci sia... che non vi conosciate..." dissi, accarezzando il suo braccio.
"Ma hai una foto di papà?"
"Certo, non ti ricordi?"
"Insomma..." mi alzai e presi la cornice. "Eccolo," dissi.
Lui guardò la foto. "Ma mi assomiglia tanto."
"Molto vero..." sorrisi.
"Vabbè... lo amavi tanto, mà?"
"Tanto..."
Sospirai. "E come vi siete conosciuti?"
"Allora... andavamo a scuola insieme, eravamo migliori amici, poi un giorno mi disse che era innamorato di me e ci siamo baciati. Alla fine siamo diventati fidanzati."
"Che bella storia..."
Sorrisi di sollievo. "Comunque, fra poco arriva Natalya per una settimana qui," dissi.
"Ok."
"Che c'hai?" chiesi preoccupata.
"Eh, niente. Sto pensando a quello che mi hai raccontato."
"Eh... dai, non preoccuparti."
"E non ti dispiace stare sola?"
"Certo, ho sofferto molto e poi non mi va di fidanzarmi con un altro."
"Ok... vabbè." Si alzò.
"Eh, puoi sistemare la tua stanza?" dissi, indicando fra due dita per la paura.
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Noi siamo perfetti
RomansaUna storia che racconta di una ragazza di nome Sharpay, ha una migliore amica e un suo migliore amico che frequentano insieme al liceo.Tra gli amici e i racconti a scuola, i momenti romantici...
