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Introdotti nello zoo, ammirai l'enorme statua del leone raffigurato su una zampa come se stesse eseguendo un salto. Io ed Aaron senza spiaccicare parola dopo aver pagato i biglietti e passati ai controlli, oltrepassammo il negozio di peluche con alcune felpe esposte e dei chioschi. Dopo aver sorpassato il cartello con delineata l'area zoologica e più avanti la pietra con la dedica Terrace Lagoon, ci fissammo intensamente come se avessimo colto reciprocamente il messaggio attraverso il linguaggio degli occhi. Scattammo una foto ricordo, per poi inoltrarci lungo le aree in cui si trovavano ogni specie di animale e godersi l'atmosfera naturale.

Visionammo le anatre mallard che nuotavano insieme ai pesci koi e ciò che osservavo lo immortalai nel mio cellulare in versione video e foto.
Ma quanto erano belli?! Più ci spingevamo oltre, più rimanevo a bocca aperta per quanto fossero incantevoli.

All'interno comunque c'erano altri negozianti, qualche artista intento a fare caricature, mezzi di trasporto tra cui pullman turistici e altri punti ristoro. Quando ci fermammo a contemplare le scimmie papio hamadryas, toccai il braccio di Aaron per proporre: <<Prendiamo il gelato a perline?>>

<<Se lo vuoi te lo compro, pasticciona.>> Mi informò lui con un sorriso sornione.

<<E chi te lo ha chiesto. Volevo solo essere gentile rendendoti partecipe della cosa e sapere se lo volessi anche tu. La prossima volta non ti dico nulla.>> Sbuffai, incrociando le braccia al petto.

<<Quanta permalosità contieni...>> Appurò lui, sempre con quel sorriso dannato stampato sulle labbra.

Beh... un giorno o l'altro lo prenderò a sberle per quanto mi infastidisce.
Non gli volevo dare tutta questa soddisfazione.
Girai i tacchi e lo piantai in asso, camminando verso il bancone senza aspettarlo.

Mentre ordinai un sacchetto sfuso al cookies 'n cream contenente scaglie di biscotto oreo, avvertii la sua presenza dietro la schiena. Non ci diedi peso perché rimasi tranquilla a gustarmi il gelato in santa pace. <<Ruby? Davvero ti sei offesa per la mia offerta gentile?>>

A pensarci bene... se devo essere onesta, non mi ero offesa, soltanto che lo lasciai penare ancora per un altro minuto buono. E poi vedendolo appoggiare un braccio sul bancone, dissi rivolta all'uomo che mi aveva servito quella squisitezza: <<Grazie è stato davvero gentile ad aspettare fino adesso di prepararglielo. Dai posso ammettere che il mio amico se lo merita il blue raspberry ice.>>

<<Si figuri signorina! Arriva subito.>> Appena terminò di inserire le piccole palline colorate di azzurro nel contenitore in plastica per Aaron, glielo porse dinanzi. Aaron, d'altro canto, sembrava confuso e disorientato.

Preoccupata mi avvicinai di poco a ridestarlo dai suoi pensieri.
<<Stai bene?>>

Acconsentì col cenno del capo e proferì: <<Ma te lo hanno mai detto che sei strana?>>

<<Oh innumerevoli volte! Tu me lo ripeti di continuo. Kyle ogni tanto me lo fa notare e Leah me l'ha praticamente detto da quando eravamo piccole.>> Elencai pacata. <<E poi perché, scusa?!>> Volevo sapere a cosa era dovuto adesso quel commento.

<<Niente lascia stare. Comunque non sapevo che ricordassi cosa prendo di solito.>>
Ne sembrava molto impressionato e mi diede un piccolo buffetto sul naso.
Feci spallucce in risposta e proseguimmo il tour.

Passato il servàlo che era rannicchiato a dormire, giungemmo al suricato che attirai la sua attenzione producendo rumore con la lingua sul palato. Il suricato, con un faccino grazioso, puntò subito lo sguardo verso di me.
Agitai un braccio nella sua direzione e asserii prontamente: <<Ti assomiglia di gran lunga Aaron. Secondo me siete lontani parenti. Quantunque lei, o lui, è di gran lunga preferibile a te.>>

I mondi dimenticatiDove le storie prendono vita. Scoprilo ora