<<Ruby?!>>, chiamò zia Iris dalla stanza accanto, rimarcando il mio nome con un tono più alto del normale.
Uscii di corsa dalla mia cameretta — in pigiama e con i capelli decisamente arruffati — nel tentativo di ridestarmi dal sonno, e la raggiunsi. <<Che succede?>>
Lei scoppiò a ridere, ma si ricompose subito per stamparsi sul viso un'aria dí rimprovero.
Oh, oh! Cos'avrò combinato stavolta?
<<Hai visto che ore sono, signorinella?>> indicò la sveglia sul comodino accanto al letto, dove facevano mostra di sé una lampada, la sveglia, il cellulare e un libro da cui sbucava un segnalibro.
Erano le otto e mezza... Spalancai gli occhi.
Perdindirindina! La scuola!! Ero in ritardo.
Implorai la zia, inginocchiandomi e muovendo le braccia come se stessi venerando un dio sceso dal cielo per convincerla a scrivermi la giustificazione.
Zia Iris, impeccabile come sempre nei suoi pantaloni a sigaretta color crema e tacchi Louboutin — tra l'altro, le scarpe che amavo — cedette, ma con un avvertimento: <<Non costringermi a punirti con lavori casalinghi. Non voglio ricevere reclami dalla tua preside, siamo intesi?>>
Ai pantaloni aveva abbinato una camicia di seta nera aperta e un top di pizzo bianco. Annuii con vigore.
Modesta e sincera la zia. Beh, aveva sempre avuto molta pazienza con me e mia cugina Leah.
Era un modello al quale ispirarsi; non la potevo non lodare. Nonostante le mie marachelle, la consideravo una mamma: mi aveva cresciuta e si era presa cura di me da quando ero un 《fagotto》, come le piaceva soprannominarmi.
Aveva trentotto anni, ma ne dimostrava venti, possedeva una spiccata vena di umorismo ed era parecchio intelligente e perspicace. Non le sfuggiva mai niente ed era difficile fargliela sotto il naso.
Amava il trucco e usava colori scuri e sgargianti. Oggi la scelta dell'ombretto grigio brillantinato le calzava a pennello, risaltando i suoi occhi a mandorla color verde-nocciola; anche il rossetto color pesca tendente all'arancio accentuava la forma ad arco di cupido delle sue labbra. Le ciglia erano ben marcate e allungate grazie al mascara, e aveva un leggero tocco di blush sulle gote che si adattava alla perfezione alla sua pelle.
I suoi capelli, castani scuro e lisci, li portava legati in una severa coda di cavallo.
Nonostante amassi la zia, non le avevo mai rivelato o lontanamente accennato di possedere dei poteri. Erano apparsi dal nulla al compimento dei mei undici anni; ricordo ancora la sensazione di panico e smarrimento. Perché proprio io? Come potevo spiegarle che sua nipote era una strega? O almeno così credevo. Non riuscivo a spiegare come fosse stato possibile che ne fossi entrata in possesso! Ma quello che più mi terrorizzava era la sua possibile reazione. Non avrei retto una sua crisi isterica, né tantomeno il dolore che le avrei causato. Era una situazione aberrante persino per me.
All'improvviso sbadigliai, coprendomi subito la bocca con la mano. Avevo sonno, comprensibile dato che mi ero coricata a letto soltanto alle tre di notte per colpa di Aaron, che mi aveva trattenuta in una lunga e accesa conversazione al telefono. Il mio primo cellulare lo ricevetti per il sedicesimo compleanno e da allora lo curo come un tesoro. Comunque, la conversazione con Aaron non era stata affatto civile: avevamo discusso a voce alta per ore. E per cosa, poi? Non aveva importanza. Ormai tra noi era sempre così.
Un altro sbadiglio. <<Ruby? Ma ti pare sbadigliare in questo modo spudorato?>>
<<Hai ragione, zietta! Scusami, sono esausta>>.
Lei mi sorrise, così colsi l'occasione al volo: << Zietta cara, posso festeggiare con tutti i miei compagni qui?>>, la pregai con le mani giunte.
Mi osservò con aria indagatrice, cercando la fregatura, poi disse: <<Certo, furbetta. Ma dimmi, non sei contenta di terminare questo traguardo scolastico?>> Sembrava più entusiasta lei di me. <<Tesoro, a proposito: hai lettoe le buste dei college? Ti hanno accettata?>>
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I mondi dimenticati
FantasiaLa partenza di una persona cara rattrista quando si tratta della propria migliore amica, ma Ruby Taylor confortò Holly Bedford giurando che sarebbero restate in contatto e che la loro amicizia sarebbe riuscita a durare nonostante la distanza. Rimarr...
