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Lydia non è venuta a scuola il giorno seguente, e nemmeno quello dopo, o quello dopo ancora. Non volevo sembrare strana o inquietante, ma ho iniziato a preoccuparmi seriamente che le fosse successo qualcosa di brutto.
"Rue?" Lydia sollevò la finestra, aprendola mentre continuava a sbattere le palpebre, stupita. "Che ci fai davanti alla mia finestra?"
"Hey." Ansimò la riccia, stanca dopo aver percorso l'intera rampa di scale antincendio del palazzo. "Come sta andando?"
Lydia alzò le spalle. "Direi che... sta andando?"
"Non hai avuto una buona giornata?" Chiese Rue con il respiro ancora affannoso, lanciando uno sguardo all'interno della camera di Lydia. "Ce l'hai dell'acqua?"
"Diciamo che non sto avendo una buona settimana in generale." La corresse la liscia, passando alla riccia una bottiglietta d'acqua mezza vuota mentre scavalcava il davanzale ed entrava nella sua stanza. "E tu?"
"Ti va di essere la mia socia in affari?" Disse Rue tutto d'un fiato fra una sorsata d'acqua e l'altra. "Ho qui la mia bici."
"Socia in affari?" Lydia fece un sorrisetto innocente e incrociò le gambe. "Cosa intendi?"
"È per una cosa abbastanza illegale." La Bennet scosse la testa, premendosi le labbra una contro l'altra. "Quindi, ti va?"
La verità era che, Lydia sapeva benissimo di essere in una posizione terribile per poter pensare di compiere qualcosa anche solo di lontanamente illegale, ma dopo aver passato gli ultimi tre giorni chiusa in camera perché l'intero mondo sembrava volerla torturare, quando sono andata da lei si è sentita per la prima volta da giorni senza il bisogno di rinchiudersi nella sua armatura. So che non dovrei dirlo ad alta voce perché ora la situazione è davvero andata a puttane, ma mi ha reso leggermente felice sapere di essere l'unica persona capace di tirarla fuori dalla sua camera.
"Quindi, come mai non sei venuta a scuola?" Chiese Rue a Lydia che si sedette sul retro della sua bici, dandole la possibilità di partire.
"La mia terapista mi ha messo troppa pressione." Ammise lei, stringendo le mani attorno alla vita della riccia mentre imboccavano una curva. "Voglio ricominciare a studiare da casa."
"E le tue lezioni private da Elliot?" Rue tentò di ricordare quali materie le servisse recuperare, ma i suoi ricordi erano tutti fottutamente sfocati.
"I miei voti sono sufficienti, e il problema non sono i compiti." Ammise Lydia mentre la riccia fermava la bici. "È solo, sai, tutto quello che è successo."
Rue la lasciò scendere per prima, le lanciò uno sguardo ed esitò. "Ne vuoi... parlare?"
La liscia scosse la testa, voltandosi verso la casa di fronte a loro. "È questa la nostra destinazione illegale?"
"Già." La riccia scese dalla bici, aggiustandosi il colletto della giacca da uomo che stava indossando, mentre Lydia si spostava i capelli dietro le orecchie mettendo in mostra i costosi orecchini che suo padre le aveva regalato, nel disperato tentativo di sembrare il più professionale possibile.