il linguaggio è volgare e il punto di vista sarà tutto su sanzu, l'ambientazione è in uno ospedale psichiatrico fantasticato un po', l'anno? potete sceglierlo voi.
Non ci saranno descrizioni sui personaggi in generale se mai ci saranno parti in cui...
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paura..? aveva paura di cosa? in questo ospedale psichiatrico non si può avere paura di niente, o almeno era questo per me, i bambini di questo ospedale non li ho mai sentiti dire "ho paura" dovrebbe essere molto più grande di questi bambini e ha paura? Haruchiyo: di che cosa hai paura? Yn: che mi vengono a riprendere... Haruchiyo: a riprenderti? Yn: si... Haruchiyo: non voglio intromettermi nei tuoi affari ma chi ti deve venire a riprendere? e poi sei così fredda... sembri un cadavere. Yn non mi diete più una risposta si addormentò, su di me, abbracciata a me. In testa mi frullavano tante cose, cosa cazzo ci facevo chiuso li dentro e perché non ho fatto togliere questa ragazzina su di me, di cosa mi ero trattenuto. La mattina seguente lei non c'era più con me, non avevo dormito ma non l'avevo nemmeno sentita che si alzava. Era il giorno in cui quelle poche volte mi venivano a trovare i miei fratelli, non durava un bel niente quell'incontro e non li volevo nemmeno vedere. "haruchiyo. seguimi. adesso." quel maledetto dottore che mi si rivolgeva qualvolta in modo incazzato, a 50 anni cosa pretende di avere da persone malate? non gli diamo sicuramente soddisfazione a lui o perlomeno non siamo stati rinchiusi qui dentro per cavolate, io si, ma non penso che tutti gli altri siano come me. HO SOLO UNA FOTTUTA DIPENDENZA. Era quello che ripetevo sempre, sempre, sempre e... "come stai sanzu?" Haruchiyo: eh..? come dovrei stare..? MI AVETE RINCHIUSO QUI COME SE FOSSI VERAMENTE PAZZO! "calmati sanzu. ci osservano, già le visite durano poco se tu ti innervosisci non parleremo mai" Haruchiyo: perché Takeomi, perché... adesso sarebbe pure colpa mia se MI avete rinchiuso qui dentro? Takeomi: sanzu... "alzatevi. non potete stare più qui." sapevo che se dovevano rimanere un po' di più dovevo stare calmo ma non ci riuscivo. Non li volevo vedere più. Yn: Haruchiyo... Haruchiyo.. mi piace il tuo nome, ma.. se continui a fare così li perdi.|rise. Haruchiyo: Stai zitta tu. Guardai Takeomi e mia sorella andare via con una faccia che non saprei se dire che erano schifati, confusi, delusi. L'unica persona che volevo in torno in quel momento era Shinichiro. Il migliore amico di mio fratello maggiore. _
"devi tornare in camera senza discutere. vattene!" Mi girai innervosito e gli feci il dito del mezzo, mandandolo a fanculo me ne andai, mentre me ne stavo andando sentì solo una donna, una dottoressa dire: "però ha ragione, vedendolo non è come gli altri, ha una dipendenza..." non sentì più nulla, si accorse che la stavo ascoltando è abbassò il tono della voce coprendosi la bocca con la cartelletta clinica in cui al suo interno c'erano tutti i nomi dei pazienti, avevo provato a cecare la mia una volta ma non si trova da nessuna parte. Haruchiyo: Sono più convinto che mi usano come cavia. Yn: smettila. se sei qui c'è un motivo, anch'io lo pensavo, dicevo che ero qui solo per dei stupidi tagli che mi facevo da sola e invece poi ho scoperto che siamo qui anche per dei disturbi d'ansia. Haruchiyo: bene, io non ho disturbi d'ansia. Mi sono iniziato a drogare solo per colpa dei miei fratelli e per un mio amico... che mi ha fatto queste cicatrici. Yn: ma tu uccidi, un altro motivo per cui sei qui e poi sei... vabbè lascia stare. La guardai ma non dissi nulla, quel "sei" mi insospettiva ma evitai di aprire bocca. Mi stavano nascondendo qualcosa, ma cosa. Dal corridoio delle stanze a di fuori si sentiva un uomo che correva urlando e ridendo per tutto l'istituto psichiatrico, arrivando nelle stanze si metteva a tirare quelle porte come se le volesse romperle, non riusciva quindi passava per tutti facendo sempre in quel modo nella speranza che se ne aprisse una. Haruchiyo: SENTI MALATO DEL CAZZO, ALCUNE PERSONE STANNO DORMENDO, STAI ZITTO. non l'avessi mai detto, tornò davanti alla mia stanza, urlando e facendolo apposta fino a che non sono arrivati quei dottori del cavolo, Yn per uno strano motivo si teneva a me, ho notato che quando qualcuno faceva rumore o urlava si spaventava ma non ne capivo il motivo. Quando lo fecero calmare Yn si staccò, non mi interessava più di tanto, volevo solo uscire da quel posto.