Partita a cuore aperto

260 14 67
                                        

Pov's River Gonzalez

- Noi con l'anima in tempesta abbiamo sempre bisogno di passione. Baci, sogni, sesso, risate, sfide. -

Sto scendendo le scale, con il sottofondo dei passi di Orquidea dietro di me.

La gelosia mi corrode le viscere, sento il respiro diventare più pesante e una patina mi si forma all'angolo dell'occhio destro.

Ma poi ripenso alle parole di papà.

Io sono la mente, la furbizia e di certo la forza non mi manca.

Devo stare calmo, non posso scatenare un putiferio solo perché non so contenere la bestia del cazzo che in realtà sono.

È la ragazza dai capelli color petrolio a distrarmi dalle mie cattive intenzioni.

"River, ti prego, sii gentile. Lui è... come dire..." Balbetta.

"Ora lo vedo com'è, non preoccuparti." Ringhio in risposta e sento il suo sussulto.

Afferro la maniglia della grande porta d'ingresso e la spalanco.

Oltre il vialetto è appostata una Range Rover nera ad attirare la mia attenzione però, è un ragazzo dai capelli biondi con le mani in tasca appoggiato allo sportello.

Solleva di scatto la testa ma appena mi vede, aggrotta le sopracciglia.

Orquidea è dietro di me che con la mia stazza la copro tutta, non facendogliela vedere.

Mia.

Mi incammino verso questo qui e la ragazza mi segue rimanendo dietro la mia schiena.

È alto, un bel fisico, da giocatore di football probabilmente, occhi chiari verdi.

È un poco più basso di me.

Si sporge per cercare mia cugina con lo sguardo ma lo blocco sul nascere.

"Chi sei?" Tuono, digrignando i denti.

Riporta gli occhi su di me e ghigna divertito, staccando la schiena dalla macchina.

Non puoi competere con il sottoscritto, è inutile che fai il tuo giochetto psicologico.

"Ivan, amico, piacere. E tu?" Mi porge la mano che non stringo, facendo una smorfia per tutta questa confidenza.

"River." Dico scrutandolo.

"Bene, River. Non mi sembra di aver scritto a te, quindi scansati. Voglio vedere Orquidea." Se la patina prima era in un angoletto, ora mi investe crudelmente.

Traggo un respiro profondo e sorrido falsamente, una guancia calda si poggia sulla mia schiena.

"Non giocarti la carta, amico. Se fai lo stronzo, io rido, tu finisci male e non rivedi più mia cugina." Alle ultime parole perde un po' di colore dalle guance. Due pugnetti tremanti stringono la mia maglietta da dietro.

Il biondo si riprende dopo qualche secondo dalle minaccie.

"Non voglio mica fare niente, solo uscire con lei." Chiarisce infastidito.

"Trattala bene, cazzo. Già c'ha pensato qualcun altro a farla soffrire e quello lì è proprio un bastardo. L'ultima volta che l'hanno fatta piangere è finita in tragedia per chi ha osato farlo, quindi occhio. Giuro che ti vengo a cercare." Sputo avvelenato, puntandogli un dito contro mentre le braccia di mia cugina mi circondano la vita in un abbraccio.

Ivan sembra capire davvero la situazione e non obbietta, anzi, annuisce convinto.

"Non la farò stare male." Dice con voce seria.

Sentire (SOSPESA)La tua prossima ossessione. Scoprilo ora