Quinto Capitolo

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Dean non arrivò esattamente puntuale a lavoro. Lo sguardo omicida di Bobby ne fu un chiaro segno, ma durante la strada aveva discusso della dannata uscita con Charlie e, per scopo fortuito del destino, aveva sbagliato strada.
Il karma - o qualunque cosa fosse quella merdata che lo perseguitava - non era mai stato dalla sua parte.
Ignorò quel vecchio ubriacone e si diresse verso l'officina per sbrigare alcune diavolerie che il venerdì scorso non aveva completato.
Con l'appuntamento erano rimasti per il giorno seguente verso le nove del mattino. La faceva facile lei, infondo quello che doveva chiedere un fottuto giorno libero era lui.
Ovviamente Castiel l'avrebbe informato la rossa, Dean, il suo numero, neanche l'aveva sfiorato.
Sistemò delle scartoffie riguardanti delle vecchie auto e lanciò un cenno del capo a Bobby mentre si dirigeva verso uno dei primi clienti.
Non appena gli espose il problema andò a controllare subito i dischi; una delle prime regole, da buon bambino ossessionato dalle auto qual'era stato, che aveva imparato era che se si sentiva uno stridio mentre si frenava c'era la possibilità di avere polvere o granelli di sabbia tra i dischi.
Congedò il proprietario con un cenno del capo e sospirò passandosi una mano fra i capelli: non era un lavoro in cui generalmente si perdeva molto tempo, ma preferiva farlo quando nessuno con un aggeggio che si spacciava per telefono attaccato all'orecchio continuava a fissarlo per guardare come trattava la sua auto.
Gli aveva rifilato un torna fra non più di mezz'ora mentre solcava i metri che lo dividevano dal "paziente".
Bobby gli rivolse un sorriso mentre si chinava per rimuovere le ganasce e pulirle dalla polvere.
"Sai, ragazzo" lo chiamò infine distogliendolo dal suo intento "Oramai credevo che il tuo bel culo qui dentro non ci avrebbe più messo piede."
Dean sbuffò un risata applicando del grasso a base di rame sugli spigoli delle ganasce."Mi ero perso" si giustificò rimettendo tutto al loro posto.
Lanciò un'occhiata al suo capo mentre roteava gli occhi.
"Viviamo in un paesino, ragazzo" ribatté "Perdersi non è fra le scuse per salvarsi il culo."
"Ma questa non è una scusa."
"Rifilala a qualcun'altro."
"E va bene" Dean afferrò la pezza posata sul cofano dell'auto e la usò per ripulirsi le mani "Charlie mi ha trattenuto al telefono ed ho preso la stradina sbagliata."
"Idiota" sbottò Bobby sembrando quasi divertito. Si sistemò il cappello in testa per poi guardarlo dritto negli occhi. "Sam?" chiese, in una muta domanda.
Dean scrollò le spalle in un gesto ormai abituale; era da un bel po' che Bobby non veniva a trovarlo e Sam, anche se non lo ammetteva, sentiva la sua mancanza.
Era stato una specie di genitore per loro, uno su cui contare e vomitare addosso insulti nonostante i suoi hai finito? dopo ogni sfogo. In un modo o nell'altro ti faceva sentire meglio.
Non averlo più fra i piedi era stato un colpo al cuore.
"Bene" rispose poggiandosi con i fianchi al cofano.
Bobby si era trasferito da Ellen un mese addietro ma nonostante la casa di lei distasse più del previsto dall'officina continuava a lavorarci.
"Dovresti passare qualche volta" continuò in un velato invito. "Gli farebbe molto piacere vederti."
Bobby sbuffò scomparendo dentro l'officina per poi tornare con due bottiglie di birra in mano."Vecchio ubriacone" sbottò alzando gli angoli della bocca in un sorriso.
Afferrò la bottiglia, una goccia che scivolava dal collo del vetro alla sua mano e la stappò.
"Ho molto da fare, Dean." la voce di Bobby arrivò pacata, quasi accondiscendente.
Dean si inumidí le labbra soffermandosi nei punti in cui qualche goccia di birra era rimasta.
"Lo so" disse infine disegnando delle piccole circonferenze sul vetro umido.
Bobby gli diede una piccola pacca chiudendo la mano sulla sua spalla. Gli sorrise e prese un'altro sorso di birra.
"Dovremmo organizzare qualcosa" se ne uscì infine, guardandolo di sfuggita "Sam, Ellen, Jo, tu ed io" si inumidí le labbra dove alcune gocce erano rimaste.
Il vento soffiava leggero quel giorno, il minimo per far spostare le foglioline sugli alberi. Dean viveva in un dannato paesino di montagna - tutta colpa di Sam con la sua fissazione per l'aria fresca - e non era mai andato nel bosco. O meglio, Sam una volta aveva provato a convincerlo ad accendere il camino anziché la stufa e la mattina successiva erano andati entrambi a cercare della legna da quelle parti. Perché anche comprarla era troppo semplice. Viva l'ironia.
Voleva bene a suo fratello, ma la sua mania per l'aria aperta, i libri, le informazioni... Cose da nerd insomma - togliendo dalla lista la fantastica natura - a volte lo rendevano un tantino un secchione.
Non troverai mai una ragazza gli ripeteva da piccolo tanto per prenderlo un po' in giro. Sam roteava gli occhi e lo ignorava, ritornando a cazzeggiare col suo laptop.
Dean accennò un sorriso al ricordo dei vecchi tempi. Scosse la testa e prese un altro sorso di birra che rischiò di bagnarlo quando Bobby gli diede una gomitata.
"Ahi" sbottò, massaggiandosi il punto leso " Ma ti ha dato di volta il cervello?"
"Non è colpa mia se la tua testa naviga fra le nuvole - sbuffò Bobby, scandagliandolo da capo a piedi.
"Ho detto che potrebbe andare, idiota "continuò, guardando una seconda auto parcheggiare proprio accanto a loro.
"Figlio di puttana "mormorò Dean, posando la bottiglia sul cemento quando si accorse di quale autovettura si trattava.
Crowley si sistemò il colletto, salutandoli con un sorriso.
"Bobby!" stirò gli angoli delle labbra in un sorrisetto, affondando le mani nelle tasche del giubotto. "Dean" lo salutò dopo qualche minuto, avvicinandosi con in macchina appostato uno dei suoi tirapiedi. Dean non aveva mai capito perché se li portava dietro. Insomma, erano dei meccanici, non assassini con manie omicide.
O almeno, quello accadeva solo nella sua testa.

Stay || DestielDove le storie prendono vita. Scoprilo ora