Terzo Capitolo

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Castiel non pensava di certo che, in nemmeno un giorno della sua "vacanza", potesse quasi spaccarsi il naso. Castiel non credeva di certo di reincontrare una sua vecchia conoscenza come Charlie, figlia del collega di suo padre e amica fidata avuta da anni. Castiel non si immaginava di certo di scontrarsi una seconda volta col tizio che l'aveva mandato in ospedale e trovarlo in casa sua, la porta aperta in uno spiraglio e i suoi occhi verdi sgranati per la sorpresa.
La scena poteva essere quasi comica sotto un punto di vista esterno - o sotto quello di Balthazar e Gabriel. Insomma, quel tizio, Dean, quello con una grazia da elefante, era dentro le mura di casa sua, gli occhi grandi quasi quanto delle tazzine da tè e la mano che - vista la posizione del braccio - stringeva la maniglia.
Castiel non si sarebbe lamentato se l'avesse incontrato in un supermercato o magari in un bar, infondo era un bel ragazzo, un tipo che - nonostante quel piccolo incidente - sembrava appartenere a quella classe dei "buoni amici". Ma rivederlo in casa sua, con la faccia di un bambino colto nelle mani nel sacco era davvero... Strano.
"Sei un ladro?" nel dirlo aveva inclinato la testa ed assottigliato gli occhi. Non sembrava un uomo da cose del genere, ma talvolta l'apparenza inganna e Castiel era stato preso troppe volte per il fondoschiena, quindi, un po' di prudenza ci stava.
Per Dean, invece, era tutt'altra cosa.
Ritrovarsi il tizio a cui stava per spaccare il naso lo fece quasi ridere.
I cliché dovevano essere all'ordine del giorno per lui.
Deglutí e sbatté le palpebre.
"Cosa?" la domanda di Castiel l'aveva colto alla sprovvista e, dopo averne compreso il senso, scoppiò in un'immensa risata "No, Cristo, non sono un ladro!" lo guardò ancora per un bel po' con un sorriso a trentadue denti. Castiel ricambiò lo sguardo sbattendo le palpebre ma non si mosse.
Fantastico, ora la polizia sarebbe spuntata da un momento all'altro?
Fece ricadere la mano lungo il fianco dopo aver aperto del tutto la porta e si spostò per far passare Castiel intento a tenere in mano due buste che andò a posare sul tavolo. Lo osservò per un po' di tempo resistendo alla tentazione di passarsi una mano sulle labbra; aveva indosso lo stesso impermeabile che gli aveva visto quella mattina e le braccia - ormai libere dal peso delle buste - erano rimaste rigide lungo i fianchi. Dean fece risalire lo sguardo sul suo viso mettendo le mani in avanti quando si accorse dell'espressione indecifrabile con cui Castiel lo stava osservando.
Infondo non poteva biasimarlo: ritrovarsi uno sconosciuto in casa non era per niente una cosa da tutti i giorni.
"Amico, ti giuro, non voglio rubare niente qui dentro."
L'uomo assottigliò gli occhi "Come sei entrato?"
E sul serio, in quel momento sarebbe voluto sprofondare.
Dean accennò una risatina isterica; non conosceva quell'uomo e quindi non sapeva cosa aspettarsi.
Solo Charlie lo salvò dallo scappare a gambe levate.
"Castiel!" disse, allungandosi verso di lui per stritolarlo in un abbraccio, poi si girò indicandogli il maggiore dei Winchester "Lui è il mio amico, quello di cui ti ho parlato le scorse volte al telefono" afferrò una delle buste per svuotarla dagli ingredienti per gli hamburger. Quando finí posò le mani sul tavolo e li guardò con un sorrisetto "Questo" esclamò afferrando il libro ed avvicinandosi a Cas "È il mio regalo" glielo porse " l'avevo dimenticato e questo stronzetto è stato così gentile da portarmelo" ammiccò verso Dean ricevendo un sibilato fottiti.
Charlie rise mentre continuava a svuotare la seconda busta uscendo per lo più birre e altre bevande.
Castiel si rigirò il libro fra le mani. Quando vide la copertina gli occhi gli si illuminarono.
"Mio fratello l'aveva venduto." esalò lanciandogli un occhiata.
Dean corrugò la fronte; era davvero felice per un libro di Oscar Wilde? Da non credere.
"L'ho comprato per questo, dolcezza. Tuo fratello è uno stronzo." gli si avvicinò chiudendolo in un piccolo abbraccio. Si staccò dopo pochi secondi sfregandogli le mani sulle braccia.
"Grazie Charlie."
Dean si sentí quasi di troppo.
"Mi dispiace rovinare il fantastico momento, gente" si intromise "Ma credo di andare a riprendere quella scopata che Charlie mi ha fatto scappare."
La diretta interessata roteò gli occhi incrociando le braccia al petto " Il mio cavaliere dovrebbe portare più rispetto alla sua regina" disse alzando in mento con aria di sfida, ironica e con un sorriso divertito stampato in faccia.
Dean quasi rise al ricordo: pochi mesi prima, verso settembre, Charlie l'aveva convinto a partecipare al Gioco di ruolo dal vivo, una cosa che lei faceva ogni anno tormendandolo con i suoi: Dai, Dean. Partecipa. Sarai il mio braccio destro!
E Dean, sul serio, non l'aveva più retta, decidendo che, per quel giorno l'avrebbe accontentata. Non l'aveva mai ammesso - e non l'avrebbe fatto per molto tempo a venire - ma si era anche divertito. Fingersi un cavaliere in quel mondo completamente inventato... Nonostante fosse stata una cosa da nerd; a lui era piaciuta.
Spiegare poi a Sam il perché la parrucca lunga e bionda era stata tutt'altra storia. Charlie alla fine aveva trascinato anche lui in quel mondo completamente pazzo.
Avevano anche preso parte e vinto alla guerra più importante che si stava svolgendo fra quelle fazioni e lui ne andava estremamente fiero, comprendendo il discorso alla Braveheart* che aveva fatto un certo effetto. O almeno, così pensava lui.
Insomma, era stato un giorno piuttosto movimentato e lui è Charlie continuavano a ricordarlo come uno dei momenti migliori passati insieme.
Si era quasi scopata anche una fata - e che fata: quella era una ragazza tosta, altro che Hermione Granger, Charlie poteva considerarsi un intellettuale ed una maga ancora più in gamba.
Sorrise al pensiero e si inumidí le labbra affondando le mani nelle tasche del giubbotto.
"Non voglio di certo rovinarvi la festa" disse dondolandosi sulle gambe e lanciandole uno sguardo divertito. Qualche volta le si rivolgeva col voi solo per fargli spuntare quel sorriso che la contraddistingueva dagli altri. Guardò di sfuggita Castiel è roteò gli occhi quando si accorse che lo fissava ancor con gli occhi assottigliati quasi come se volesse scavargli dentro l'anima. Beh, la sua anima voleva rimanere sola ed in santa pace, grazie tante. "Andiamo, amico" esclamò passandosi una mano fra le labbra "non ti starò più fra i piedi per un bel po'."
Lo vide poggiare il libro su una mensola vicino al cammino ed accennare un sorriso "Sei il benvenuto, Dean" esclamò, la voce ferma e calma, non una sfumatura in cui si poteva capire qualunque altro sentimento.
Si girò verso di lui accennando col mento all'attacca panni vicino alla porta. " Posso ripagarti per il passaggio all'ospedale con una cena." si bloccò un attimo come per soppesare la questione "Se gli hamburger ti piacciono ovviamente."
Dean era tentato di rifiutare, ma lo sguardo omicida di Charlie lo avvisò per bene di dare una risposta con calma.
Quando annuì dopo pochi secondi, Charlie si appoggiò con i fianchi al tavolo guardandolo decisamente divertita. "Ho sentito passaggio all'ospedale" ripeté le parole usate da Castiel ed il sorriso le si allargò ancora " Così sei tu lo stronzetto che per poco non gli spaccava il naso." completò saltando giù dal tavolo quando il Winchester le si avvicinò.
Charlie scosse la testa facendo segno di no col dito mentre Dean sbuffava una risata.
"Questo corpo " lo richiamò indicando se stessa" È accessibile unicamente alle donne, bellezza. "
"Volevo solo darti un caldo e caloroso abbraccio."
"Che tradotto verrebbe a dire Volevo solo strozzarti."
Dean si strinse nelle spalle lasciando le mani dentro le tasche del giubbotto.
La casa era piuttosto calda, ma le dita e l'intero palmo erano a dir poco ghiacciati.
"Quanto sei perspicace. Hermione sarebbe fiera di te."
Il padrone di casa inclinò di nuovo la testa, in quel modo tutto suo di esprimere la confusione. Dean lo studiò per qualche secondo "Hermione Granger" esalò e no, non aveva mai letto Harry Potter, doveva solo ringraziare il caro fratellino Sam e la sua ossessione per quella saga se ormai sapeva tutti i personaggi a memoria "La maga di Harry fottuto Potter."
Castiel continuò a fissarlo, forse si aspettava un altro tipo di risposta.
"Amico, la strega, quella secchiona e pignola." sbottò enfatizzando le parole con le dita.
"So chi è Hermione Granger, Dean." lo informò "Ma non capisco cosa c'entri con Charlie."
"Okay, ragazzi" intervenne l'interpellata mimando uno stop con le labbra dopo aver allungato la lettera iniziale della prima parola. " Non toccatemi Hermione o questa casa sarà l'ultima cosa che vedrete."
Ma Dean non ci faceva neanche più caso, l'unica cosa a cui pensava, in quel momento, era lo strano e misterioso carattere di Castiel unito alla sua condanna a morte.
Sarebbe stata una lunga serata.

Note dell'autrice:

Ebbene, sono di nuovo qui è stressarvi con un altro capitolo di questa dannata FF XD e vi sarei immensamente grata se spenderete qualche minuto del vostro tempo per farmi sapere cosa ne pensate, o magari se avete critiche da fare o consigli io sono sempre qui u.u
E se volete ho scritto anche un'altra long Destiel ma ambientata ai tempi del liceo - insomma, non so ancora cosa ne uscirà fuori XD -
Ultima cosa è poi non vi stresso più, prometto: Io ed @EleAyame abbiamo creato un gruppo interamente dedicato a Supernatural e alla Destiel, ancora siamo solo in due, ma se vi volete aggiungere scrivete nei commenti o contattatemi per messaggio privato, saremo felicissime di conoscere altre fan della coppia proprio come noi.
Alla prossima, gente!

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