La mia migliore amica stava tornando solo in quel momento dopo essere andata a parlare con suo padre, come ci aveva chiesto di lasciarle fare.
Noi la avevamo aspettata, fermi nello stesso punto in cui ci eravamo fermati per parlare.
«Sarah!» urlò Kie.
«Ce l'ha fatta!» esultò Pope.
Fui la prima a raggiungerla e, non appena Sarah scese dalla barca, la strinsi in un forte abbraccio. Avevo avuto seriamente paura per lei, che magari Ward le facesse qualcosa.
«Cos'è successo?» le chiese John B con tono allarmato «Com'è andata?»
«Avevate ragione» scosse la testa Sarah «Non ha funzionato. Mi dispiace»
«Non è colpa tua» la rassicurai.
«Va bene. Allora è deciso, ragazzi: ora salite su quel cavolo di furgone e ce ne andiamo subito fa qui» disse Maybank.
«Ok. Prendete delle provviste e preparatevi il prima possibile» concordò Pope.
Io esitai. Sarei stata pronta a seguirli, soprattutto se significava mantenere Sarah al sicuro. Ma non potevo lasciare indietro i miei fratelli e mia madre, non dopo tutto quello che avevamo passato nell'ultimo anno.
«Credo Che sia troppo tardi» fece Kie, con lo sguardo fisso.
Allora le sentii pure io: delle sirene della polizia.
«Ti hanno seguita?» chiese John B a Sarah.
«Merda» imprecai, portandomi le mani nei capelli.
«Sarà stato tuo padre» suppose il castano.
«Ci serve una via d'uscita» affermò Pope.
«Restate sulla spiaggia e tenete le mani in alto!» esclamò uno dei poliziotti con un megafono.
Si stavano avvicinando a noi, sempre più velocemente. Erano almeno quattro imbarcazioni.