Eva

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                                                            Eva



Sono una persona estremamente sicura di sé, in più ho un sesto senso eccezionale. Stavolta non deluderò nessuno; non ci saranno cuori infranti, messaggi minatori e offese bigotte. Siamo qui entrambi per appartenerci una notte, una sola e unica notte.

Sulle note di "America" di Gianna Nannini l'atmosfera si scalda improvvisamente.

Piccoli e delicati morsi scatenano la mia irrefrenabile voglia di sentirlo dentro di me ancora una volta.

"Fammi sognare, lei si morde la bocca e si sente l'America.

Fammi volare, lui allunga la mano e si tocca l'America.

Fammi l'amore, forte sempre più forte come fosse l'America.

Fammi l'amore, forte sempre più forte e io sono l'America."

Si siede sul bordo della Jacuzzi cercando di recuperare il suo calice. Mi faccio spazio tra le sue gambe e accolgo la sua erezione nella bocca. Lo guardo mentre stringe i pugni e si abbandona a gemiti profondi e affannati. Dopo poco siamo di nuovo in acqua.

"Fammi volare, lei le mani sui fianchi come fosse l'America.

Fammi sognare, lui che scende e che sale e si sente l'America.

Fammi l'amore, lei che pensa ad un altro e si inventa l'America.

Fammi l'amore, forte sempre più forte ed io sono l'America."

I nostri corpi aderiscono millimetro dopo millimetro l'uno sull'altro. I movimenti diventano più ritmati, le sue dita sollecitano il mio clitoride con movimenti decisi e circolari. I suoi muscoli pelvici iniziano a contrarsi insieme al mio ventre. Una sensazione di calore si irradia in tutto il corpo. Tira fuori velocemente il suo pene e puntando verso i miei seni lì impregna col suo liquido caldo e viscoso.

«Mio Dio...».

«È stato eccezionale... Mi fai impazzire, Eva!» esordisce regalandomi un abbraccio avvolgente, «non ho mai trovato così tanta complicità in un rapporto occasionale. Sono sincero».

«A volte può capitare» rifletto uscendo dalla vasca, «fatto sta che quella è la mia canzone».

«La tua canzone? Scusami ma non l'ho ascoltata fino in fondo. Il mio italiano è appena sufficiente e comunque ero concentrato su altro».

«Te la faccio ascoltare di nuovo» dico prendendo il mio iPad.

Si morde il labbro e sorseggia il vino mentre si concentra sulle parole.

«Parla di sesso» esordisce ridendo.

«Be', diciamo che questa canzone è un vero e proprio inno alla masturbazione. Sai che sulla copertina di questo disco è rappresentata la statua della libertà che impugna un vibratore?».

«Quindi è la tua canzone che tieni in sottofondo per masturbarti?».

«Esatto! Ma ora la assocerò anche a questa notte, quindi non so se sia una cosa buona o meno».

«Potresti venire a trovarmi quando vuoi...».

«Io? Spero scherzi» dico ridendo a gran voce, «sono novemila chilometri di viaggio, circa dodici ore di volo! Dovrei fare tutta questa strada per del sesso?» chiedo sarcastica.

«Per del buon sesso! Io lo farei...».

«Per del sesso non serve percorrere chilometri, ma per dell'alto erotismo se ne potrebbe parlare. Sai, per me l'erotismo è scollegato dal soddisfacimento di un impulso sessuale e dai genitali stessi, ma è legato al mondo dell'immaginazione. Il mio erotismo vive di sguardi pieni di desiderio, di profumi, di sapori e di attenzioni».

Mi fermo per scegliere bene le parole. Non voglio pensi che le ore trascorse con lui non mi abbiano soddisfatta. Il problema è che le nostre anime si sono solo avvicinate, ma non si sono fuse o riconosciute.

«Potrei darti molte più attenzioni di quelle che immagini» riflette scuotendo perplesso la testa.

«Il discorso non è così semplice e superficiale...».

«Prenoto ora un volo diretto a Roma per il prossimo weekend!» dice smanettando sul suo iPhone.

«Ma no, non devi!» rido divertita.

«Posso restare qui fino al mattino?» chiede carezzandosi i testicoli ancora una volta turgidi.

«Mmm... va bene, dai! Riempi il mio calice, probabilmente le nostre anime sono troppo sobrie per riconoscersi!».

Al mattino il mal di testa è devastante, effetto collaterale di un vino pessimo. Mentre guardo il cielo dall'oblò le vertigini si fanno sempre più forti.

«Un altro bell'affare concluso!» esordisce il Signor De Angelis.

«Già!».

«Sei felice di rientrare a casa? Tuo marito ti preparerà di sicuro una serata speciale!».

«Giusto, perché mio marito è più ricco di lei. Farei meglio a lavorare con lui, lo sa?».

«Certo, infatti io non capisco perché tu abbia scelto di lavorare con la mia azienda come stagista, quando hai un marito milionario».

«È solo per una questione di indipendenza, di libertà».

«Libertà...».

«Non mi licenzierò, non ancora!».  




Allora? Ve lo aspettavate? 😜

Mi fermo o continuo? 😎

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