22- la Prima volta che li teniamo in braccio

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Nei giorni successivi alla dimissione di Keigo, la loro routine divenne un equilibrio precario tra le visite quotidiane all’ospedale e la preparazione della casa per l’arrivo di Satori e Hato. Ogni mattina, appena svegli, si vestivano in fretta e correvano in ospedale, rimanendo accanto ai loro bambini fino a sera, quando le infermiere li costringevano a tornare a casa.

Keigo si sentiva in colpa ogni volta che lasciava l’ospedale. Guardava le piccole culle termiche, il battito dei loro cuori scandito dai monitor, e si domandava se sentissero la loro assenza. Touya cercava sempre di rassicurarlo, stringendogli la mano prima di uscire dalla stanza.

T: Sono forti, Keigo. Li abbiamo visti migliorare ogni giorno. E noi torniamo sempre.

K: Lo so… è solo che… vorrei poterli tenere tra le braccia. Vorrei poterli portare a casa.

La sera, rientrare in una casa silenziosa era strano. La stanza dei gemelli era pronta: le pareti dipinte con un cielo stellato, mobili in legno chiaro e coperte morbide. Mancavano solo loro.

Fuyumi veniva spesso ad aiutarli, portando pasti caldi e controllando che Keigo non si sforzasse troppo. Una sera, mentre sistemava alcuni vestitini che aveva comprato, guardò Touya con dolcezza.

F: Sai, papà sarebbe… beh, forse non lo direbbe mai apertamente, ma credo che sia fiero di te.

Touya si irrigidì leggermente, continuando a piegare un piccolo body blu notte.

T: Non mi interessa cosa pensa lui. Questa è la mia famiglia ora.

Keigo gli strinse il braccio con affetto, sapendo quanto fosse difficile per Touya affrontare qualsiasi discorso legato a suo padre. Ma dentro di sé, sperava che un giorno, almeno per i loro figli, la situazione potesse cambiare.

***

Le settimane passarono e Satori e Hato crebbero sempre più forti. Ogni piccolo progresso era un traguardo: il primo respiro senza aiuto, la prima volta che aprirono gli occhi, il primo contatto pelle a pelle con i loro genitori.

Il giorno in cui finalmente poterono tenerli in braccio fu indimenticabile.

Keigo tremava mentre un'infermiera posava con delicatezza Satori sul suo petto. La pelle calda della neonata, il lieve battito del suo cuore contro il proprio, la sensazione delle piccole dita che si chiudevano intorno alla sua… tutto era incredibile. Gli occhi gli si riempirono di lacrime.

K: Ciao, piccola… finalmente ci incontriamo davvero.

Touya, accanto a lui, teneva Hato con la stessa cautela di chi tiene tra le mani qualcosa di infinitamente prezioso. Guardò Keigo e per la prima volta da settimane lo vide davvero sereno.

T: Benvenuti nel mondo, ragazzi. Ci avete fatto aspettare troppo.

I due neonati si muovevano debolmente, ma il loro calore era tutto ciò di cui Keigo e Touya avevano bisogno per sentirsi completi.

E per la prima volta, dopo tanta attesa, seppero con certezza che la loro famiglia era finalmente al completo.

La sera, rientrare in una casa silenziosa era strano. La stanza dei gemelli era pronta: le pareti dipinte con un cielo stellato, mobili in legno chiaro e coperte morbide. Mancavano solo loro.

Fuyumi veniva spesso ad aiutarli, portando pasti caldi e controllando che Keigo non si sforzasse troppo. Una sera, mentre sistemava alcuni vestitini che aveva comprato, guardò Touya con dolcezza.

F: Sai, papà sarebbe… beh, forse non lo direbbe mai apertamente, ma credo che sia fiero di te.

Touya si irrigidì leggermente, continuando a piegare un piccolo body blu notte.

T: Non mi interessa cosa pensa lui. Questa è la mia famiglia ora.

Keigo gli strinse il braccio con affetto, sapendo quanto fosse difficile per Touya affrontare qualsiasi discorso legato a suo padre. Ma dentro di sé, sperava che un giorno, almeno per i loro figli, la situazione potesse cambiare.
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spero che vi sia piaciuto ❤️

finalmente ti ritrovai. //CANCELLATA//La tua prossima ossessione. Scoprilo ora