Son ritornata

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WEE RAGA SON RESUSCITATA.

BUONA PASCUA.

Il giorno in cui i medici dissero che Satori e Hato potevano essere dimessi fu carico di emozioni. Keigo restò in silenzio per lunghi istanti, fissando il dottore con occhi lucidi, come se quelle parole dovessero ancora trovare spazio nel suo cuore. Touya, accanto a lui, gli prese la mano.

T: Li portiamo a casa, Keigo.

K: Non riesco a crederci… davvero… davvero torniamo tutti insieme?

Il viaggio verso casa fu surreale. I due seggiolini così piccoli, i movimenti delicati, le coperte sistemate con cura. Ogni semaforo sembrava durare troppo, ogni sobbalzo della macchina un piccolo allarme. Ma quando arrivarono e varcarono la soglia con i gemelli tra le braccia, tutto si fermò.

La stanza, quella che per settimane avevano preparato con amore e pazienza, ora sembrava finalmente viva. Satori emise un piccolo gemito nel sonno, Hato stiracchiò le dita nel suo minuscolo pugno. Keigo si abbassò per posarli delicatamente nelle culle.

K: Benvenuti a casa, miei amori.

La casa non era più silenziosa. Era piena di respiri leggeri, di piccoli suoni e della presenza di due nuove vite. Quella notte, Keigo non dormì. Rimase a osservare i gemelli, la mano tra le sbarre del lettino. Touya si sedette accanto a lui, porgendogli una tazza di tè caldo.

T: Lo sai che ora inizia la parte difficile, vero?

K: Lo so… ma almeno siamo tutti insieme. È tutto ciò che conta.

Touya annuì e gli sfiorò le labbra con un bacio lieve.

T: Sei stato incredibile, Keigo. Davvero.

Le giornate successive furono frenetiche e dolci. Poppate, pannolini, pianti notturni e piccole risate stanche. Fuyumi continuava a essere una presenza costante, aiutando come poteva e lasciando sempre un sorriso quando andava via.

Un pomeriggio, mentre Keigo cantava una ninna nanna sottovoce a Satori, Touya entrò nella stanza con un’espressione indecifrabile. Teneva tra le mani una busta.

T: È arrivata… una lettera.

K: Una lettera?

T: Da lui.

Il silenzio cadde tra loro. Keigo si voltò lentamente, Satori ormai addormentata tra le sue braccia.

K: Vuoi leggerla?

Touya esitò. Poi si sedette sul bordo del letto e aprì la busta con dita leggermente tremanti. La carta era semplice, la scrittura familiare.

"Touya,
Non sono mai stato bravo con le parole, e forse è tardi per tutto. Ma ho saputo dei gemelli.
Non so come dirtelo a voce, ma… sono fiero di te.
Se un giorno vorrai, vorrei conoscere i miei nipoti.
Con affetto,
Tuo padre."

Touya restò immobile, lo sguardo fisso sul foglio. Poi, lentamente, lo piegò e lo posò sul comodino.

K: Touya…?

T: Non so cosa fare. Non ancora. Ma… forse… un giorno.

Keigo si avvicinò e lo abbracciò da dietro, poggiando il mento sulla sua spalla.

K: Quando sarai pronto. Nessuna fretta. Siamo qui.

E quella sera, con i gemelli che dormivano sereni e la luna che filtrava dalla finestra, Touya capì che forse, solo forse, il passato poteva iniziare a guarire.

Scusate per l'inattività in generale, ero abbastanza occupata, spero che stiate bene vi Amo 💕 💕

finalmente ti ritrovai. //CANCELLATA//La tua prossima ossessione. Scoprilo ora