Hawks da piccolo aveva fatto una promessa con un bambino di nome Touya , hawks non se lo tolse dalla testa da quel giorno e per questo hawks si trasformo in un Hero non solo per salvare le persone ma per salvare il suo amato di cui non sa nulla.
La casa Todoroki-Takami era ormai più grande, più rumorosa e molto più vissuta. Le pareti erano decorate con disegni, foto incorniciate e ricordi attaccati con calamite storte sul frigorifero. Ma la cosa più evidente era che era piena… di vita.
Satori e Hato, ormai quindicenni, erano due adolescenti alfa in pieno sbocciare. Satori, con i capelli lunghi e biondi come il padre, era brillante come una scintilla prima dell’incendio. Hato, più riservato e riflessivo, preferiva osservare prima di agire. Entrambi avevano ereditato il meglio e il peggio dei loro genitori, rendendoli unici e irripetibili.
E Riku… Riku era puro caos.
Con dieci anni, quel piccolo omega dagli occhi dorati come Keigo e i capelli arruffati come Touya correva per casa come un uragano di risate, lamentele teatrali e amore incondizionato.
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Dieci anni prima
Keigo lo capì ancor prima di fare il test.
Una mattina si svegliò con una sensazione familiare: nausea leggera, ipersensibilità all’odore del caffè… e quel calore al petto che aveva sentito solo una volta prima.
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Touya, che stava servendo la colazione con Hato mezzo addormentato in braccio, lo guardò dalla cucina.
Touya: Non fare quella faccia. Non dirmi che il tostapane ha bruciato il pane di nuovo…
Keigo: (con gli occhi spalancati) Touya… credo di essere incinto.
Touya quasi fece cadere il bambino. Andarono subito in ospedale, nervosi come la prima volta.
Ed era vero. Keigo era di nuovo incinto. Un altro piccolo essere stava arrivando.
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La prima parola
Hato fu il primo. Aveva undici mesi e stava giocando con un pupazzo di fuoco quando lo vide. Touya entrò dalla porta, e il bambino, con voce squillante e sicura, esclamò:
Hato: Papà!
Touya rimase congelato. Poi lasciò cadere la busta della spesa e corse ad abbracciarlo con le lacrime agli occhi.
Satori ci mise un po’ di più, ma fu speciale. Keigo la teneva in braccio, cantandole una canzone, quando lei gli toccò il viso con la manina calda.
Satori: Pa…pà!
Keigo scoppiò a piangere. Non importava che fosse un omega, o che a volte dubitasse della sua forza… per lei, lui era il suo papà. E questo bastava.
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Sono cresciuti.
Satori era la regina della logica e del sarcasmo. Amava la musica, la scienza, e aveva una sorprendente abilità nel mettere a disagio Bakugo ogni volta che lo vedeva. Hato, invece, si appassionava alla scrittura e sognava di diventare un eroe come suo padre Keigo, anche se a volte si nascondeva dietro ai libri per non parlare dei suoi sentimenti.