Nei giorni successivi al parto, l'ospedale divenne la seconda casa per Keigo e Touya. Satori e Hato, essendo nati prematuri, dovevano restare in incubatrice per almeno due mesi sotto osservazione, mentre Keigo sarebbe stato dimesso dopo due settimane, a patto che si riprendesse bene.
Keigo, esausto ma determinato, passava ogni minuto possibile accanto ai suoi bambini, anche se le infermiere lo rimproveravano spesso di non sforzarsi troppo. Touya, invece, era diviso tra il prendersi cura di lui e gestire la miriade di parenti e amici che volevano vedere i neonati.
Un pomeriggio, mentre Keigo era seduto in una sedia a dondolo accanto alle incubatrici, accarezzando con un dito il vetro che separava lui dai suoi bambini, Touya gli porse una tazza di tè.
T: Ti ho portato qualcosa di caldo, non vuoi svenire qui, vero?
K: Se svenire mi permette di stare con loro più a lungo, allora sì.
Touya sospirò e si chinò per baciargli la fronte.
T: Devi rimetterti in forze, amore. Hai bisogno di recuperare.
K: Lo so... ma è ingiusto. Io posso stare qui solo due settimane e poi mi costringeranno a tornare a casa. E loro invece..."
Guardò i due piccoli corpicini nelle culle termiche, con i loro minuscoli piedini e le manine fragili.
T:"Lo so, Keigo. Ma stanno già dimostrando di essere forti. Li hai visti? Satori ha già iniziato a muovere le dita quando sente la tua voce. E Hato si agita ogni volta che gli parli. Ci riconoscono.
Keigo annuì con un piccolo sorriso malinconico.
K: Forse hai ragione... Ma mi sento un padre terribile a doverli lasciare qui.
T: Non li stiamo lasciando. Saremo qui ogni giorno, ogni volta che potremo. E quando torneranno a casa, avranno già tutto l'amore di cui hanno bisogno.
Keigo abbassò lo sguardo sulla sua tazza di tè e sospirò.
K: Mi prometti che non li lasceremo mai soli?
Touya gli prese la mano e intrecciò le loro dita.
T: Te lo prometto.
I giorni trascorrevano lenti, tra controlli medici e visite degli amici e della famiglia. Rumi veniva spesso a trovare Keigo, portandogli snack e aggiornandolo sulle assurdità che succedevano fuori dall'ospedale.
R: Dovresti vedere la faccia di Bakugo ogni volta che qualcuno gli ricorda che ha assistito al tuo travaglio. Si incazza e diventa rosso come un peperone.
Keigo scoppiò a ridere debolmente.
K: Ahahah, scommetto che non dimenticherà mai quella scena. E Izuku?
R: Ancora traumatizzato. Penso che abbia sviluppato un nuovo livello di rispetto per te.
Nel frattempo, Fuyumi si era presa l'impegno di preparare la stanza dei gemelli per quando sarebbero tornati a casa. Mandava foto a Keigo e Touya ogni giorno, chiedendo se preferivano colori neutri o qualcosa di più vivace.
F: Allora, che ne dite di un tema cielo e stelle? Così potranno sognare di volare come il loro papà.
K: Mi sembra perfetto. Ma non dimenticare un po' di fiamme qua e là, giusto per ricordare anche l'altro papà.
T: Ah, certo, perché vogliamo proprio che la loro prima parola sia 'fuoco'.
Keigo gli fece la linguaccia, mentre Rumi rideva di gusto.
Dopo due settimane, arrivò il momento della dimissione di Keigo. Anche se avrebbe voluto restare ancora in ospedale, i medici gli assicurarono che avrebbe potuto tornare ogni giorno per vedere i bambini.
Mentre lasciavano la struttura, con Keigo appoggiato leggermente a Touya per bilanciare le forze, il cuore di Keigo si strinse. Ma quando guardò Touya, che gli teneva la mano con una presa forte e sicura, sentì che, nonostante tutto, la loro famiglia era al sicuro.
K: Torniamo domani, vero?
T: Ovviamente.
E con quella promessa, uscirono dall’ospedale, pronti ad affrontare insieme l’attesa del ritorno dei loro piccoli guerrieri.
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Il capitolo è corto perché primo avevo sonno e secondo non sapevo che scrivere Sorry 😔
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finalmente ti ritrovai. //CANCELLATA//
FanfictionHawks da piccolo aveva fatto una promessa con un bambino di nome Touya , hawks non se lo tolse dalla testa da quel giorno e per questo hawks si trasformo in un Hero non solo per salvare le persone ma per salvare il suo amato di cui non sa nulla.
