capitolo 3.

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É ormai giunta la sera e dei miei amici nemmeno l'ombra. I miei, dopo essere tornati a casa dal lavoro, si sono a malapena ricordati di salutarmi, forse perché troppo stanchi. Mentre mio fratello, dopo essere rientrato a casa stamattina, si é chiuso nella sua camera e non ne é più uscito. Spero solo che non stia guardando qualche film porno dei suoi. Quello che pensavo fosse iniziato come un temporale estivo si é trasformato in un vero e proprio temporale. La pioggia ha smesso di cadere verso le 8 di sera, ma mia mamma mi ha chiaramente ordinato di non uscire, poiché "potrebbe ricominciare a piovere da un momento all'altro". A dir la verità non ne avevo la minima intenzione. Stasera rivelano finalmente, dopo 6 stagioni lunghe e sofferte, chi é quella pantegana di A e non mi perderei per niente al mondo la faccia delle mie care liars. Mentre fantastico su quale possa essere l' espressione delle ragazze, i miei pensieri vengono interrotti dal suono del campanello. Sono indecisa su cosa fare. Quasi sicuramente sono i bambini che vengono a fare i loro soliti scherzi, e non mi va di abbandonare la posizione comoda che ho adottato sul divano verde della cucina. Il campanello continua a suonare e, dato che sta diventando molto.. troppo fastidioso, decido di alzarmi per mettere fine a questa tortura. Spalanco la porta e mi ritrovo davanti quella grande idiota di Roberta, la mia amica. É bagnata fradicia, segno che ha ripreso a piovere e che mia mamma aveva ragione. Ma dico io, come fa a sapere sempre tutto?! É peggio di quelle zingare che tentano di leggerti il futuro! Roberta ha un vassoio in mano ricoperto di carta stagnola, probabilmente per non farne bagnare il contenuto. Continua a fissarmi e a un certo punto sorridendomi dice: "baBEA, non mi fai entrare?!"
Mi scuso e spalanco maggiormente la porta per farle spazio. La ragazza dai lunghi capelli castani si muove come se quella casa fosse la sua, come se abitasse li da sempre. Poggia il vassoio sul tavolo e poi, dopo aver cercato non so cosa nei tiretti della cucina, ritorna nella posizione precedente dandomi le spalle, impedendomi in questo modo di vedere ciò che sta combinando. Sono piuttosto confusa, e solo dopo alcuni secondi decido di avvicinarmi. Quello che vedo davanti a me mi fa quasi commuovere e addirittura mi fa passare la voglia di scoprire chi sia A. Sul tavolo trovo una lettera con un bracciale nero, il mio colore preferito, e un vassoio pieno di tiramisù con sopra una candelina accesa.

"Esprimi un desiderio" dice Roberta.

Non me lo faccio ripetere due volte. Mi chino verso la candela raccogliendo i capelli di lato, per evitare che si brucino, e chiudendo gli occhi. Tento di formulare mentalmente una frase di senso compiuto e..
DIN DON!

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