07. MANCANZE E SOGNI PREMONITORI (?)

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É buio pesto intorno a me, tutte le luci sono puntate sul palco distante dalla seggiola imbottita dove sono stravaccata. Osservo con attenzione la parte illuminata, più precisamente la figura sinuosa che si muove atletica sul palco. Ogni singolo movimento. C'é una grazia innata nell'aura di quell'uomo, un'armonia ai limiti dell'umano. I suoi movimenti sono fluidi, come una ruota continua di azioni, l'una causa principale della seguente.

"Avvicinati, sirenetta" la sua voce é bassa, ma dolce, levigata, estremamente controllata. Perfettamente abbinata a tutto il suo essere, in armonia con l'intera anima ed essenza di quell'uomo.

"Cosa devi dirmi?" lo osservo mentre con un unico gesto si siede sul bordo del palco di legno e mi fa segno di sedermi accanto a lui.

"Sembri turbata" i suoi occhi color cioccolato mi scrutano con fare paterno "C'é qualche cosa che non va?"

"Credo di sì." di fianco a quell'essere armonioso mi sento un paperotto infantile e goffo, ma la sua aura positiva ha il potere di conquistarmi, di farmi sentire a casa in quel mondo che mi sta cosí stretto "Ho deciso di andarmene, sono solo passata a salutare" mormoro tra i denti, mentre con le dita giocherello nervosamente con uno dei tanti braccialetti che uso per camuffare i tagli.

"Bimba mia" le sue labbra si curvano in un sorriso triste, mentre le sue braccia dai muscoli asciutti mi avvolgono, stringendomi in modo protettivo "sapevo che sarebbe successo, prima o poi. Sei diventata donna cosí in fretta".

"Mi dispiace deluderti cosí." mi guardo le punte delle scarpe. Non riesco a sostenere il suo sguardo. É la mia cosa più bella. Lui mi ha cresciuta, lui e la sua arte. Ha insegnato la bellezza ai miei occhi inesperti. Mi ha dato la felicità.

"Tu sarai sempre il mio più grande orgoglio" con una mano mi carezza le ciocche brune "Non potrai mai deludermi"

"Ti voglio così bene" accenno un sorriso. Non sono mai stata brava con le persone. In testa ho tutti i discorsi pronti, ma quando viene il momento di parlare mi si lega la lingua. Per quello François mi ha preso sotto la sua ala. 'non c'é niente di meglio di un paperotto per creare un cigno' sostiene.

"Promettimi che brillerai" mi scocca un bacio rumoroso sulla guancia "Sei destinata a splendere, tu"

"Te lo prometto"e lo abbraccio. Con lo sguardo percorro i contorni  di ogni seggiola, descrivo una linea in ogni angolo del  teatro che per anni é stato il mio unico rifugio. Riporto alla mente le corse tra le file di poltrone, ricordo i rimproveri pacati di quello che sarebbe benissimo potuto essere mio padre.

"Non lasciare che nessun'altro ti tratti come ti trattavano i tuoi genitori. Non lasciarti calpestare, ma petite." si rialza, e io scendo dal palco con un piccolo salto.

"Quando scopriranno che me ne sono andata se la prenderanno con la piccola" alzo il collo per guardarlo in faccia "Le faranno del male come a me."

"Andrò a prenderla io. Non le succederà niente." il solo pensiero che la mia perla possa essere sfigurata come é stato fatto a me mi fa venire i brividi.

"Grazie."

"Non mi costa nulla nasconderla, non devi ringraziarmi" la sua voce si é appena percettibilmente incrinata.

"No, intendo...grazie di tutto" alzo il tono di voce, come mi ha insegnato a fare lui quando recito "Grazie di avermi dato una vita"

"Grazie di avermela cambiata, cherie. Adesso va' e fa vedere al mondo la donna che sei"

"Non sono una donna, sono solo una ragazzina"

"Sei molto più donna di chiunque io conosca, Felicitée Crown Fletcher".

***

1 mese

mi manca, non ci posso fare niente, qui è sempre tutto uguale, non parlo con nessuno

2 mesi

continua a mancarmi, ma adesso ho raggiunto un altro stadio della separazione, comincio a vederlo dappertutto.

3 mesi

mi manca da matti, non parlo più con nessuno ed è già tanto se mangio.

4 mesi

beh, non è cambiato nulla se proprio ci tenete.

5 mesi

sto cominciando ad elaborare tesi astratte sulle mancanze, sul per sempre e sull'amore. Davvero, sembro pazza.

REJECTS // LHLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora