Sebastian è bello, affascinante, lo è sempre stato. D'altronde lui e Aleksei sono fratelli e il loro sangue è lo stesso.
Sebastian è sempre stato quel tipo di ragazzo che le ragazze se le mangia a cena. Si presentano a lui su un vassoio d'argento e se ne vanno con il dessert.
E' sempre stato estremamente gentile e premuroso intorno a me. Aleksei ha sempre pensato che in fondo fosse innamorato di me.
Non ci ho mai creduto. Con Sebastian ridevo, mi distruggeva lo stomaco dalle risate e mi insegnava a giocare a scacchi, perché Aleksei mi insegnava a giocare a Poker.
Anche Aleksei mi ha sempre fatto ridere. Ma Aleksei mi ha anche fatto piangere, mi ha fatto tremare e ballare. Mi ha fatta fiorire e appassire..
Poi mi ha abbandonata, o almeno è ciò che mi piace pensare perché é stata una sua scelta decidere di fare un ultimo ed ennesimo colpo.
Sebastian è venuto a prendermi, dopo quella chiamata e non mi ha più lasciata.
Si è occupato di me nonostante non volessi parlare, non volessi piangere ed il mio cuore si fosse stretto in una morsa così ferrea da farlo scoppiare.
Poi è stato lui a stringermi quando due mesi dopo abbiamo ricevuto una chiamata da uno degli ospedali di Miami perché Aleksei era appena uscito da un coma e che avevano finalmente potuto identificarlo.
Ed é stato lui a dirmi che Aleksei sarebbe finito in prigione per i prossimi otto anni.
E le sue mani sono state delle carezze gentili che mi hanno permesso di ricomporre certe parti di me e di crearne delle altre. Come argilla lavorata.
E' stato Sebastian a darmi di nuovo gusto alla vita quando Aleksei non rispondeva alle mie chiamate. Quando ho provato ad avere delle visite che Aleksei stesso ha rifiutato. Quando sono stata inghiottita nell'abisso profondo che era la mia mente. Quando ho smesso di dormire ed ho smesso di mangiare.
*
Chiamo di nuovo, la vocina robotica che scandisce il solito discorso sui modi di contattare i prigionieri della prigione di Starke., la prigione federale della Florida.
L'ho imparato a memoria.
Dopo le ultime parole un bip fischia nel mio orecchio e la chiamata si interrompe.
E' passato quasi un anno ed io continuo a chiamare nonostante non ci sia nessuna risposta. Chiamo con meno frequenza e non mi aspetto più niente, nonostante mi aspetti di tutto.
Il suo silenzio radio mi ha schiacciata fino a rendermi di carta, fragile.
Sospiro, Sebastian arriva dall'altra stanza, non penso si sia reso conto che stavo di nuovo chiamando la prigione.
- Hai ordinato da mangiare? - Mi chiede ed io annuisco.
Indossa dei pantaloni grigi della tuta ed ha il petto nudo perché è appena uscito dalla doccia. I capelli bagnati si stanno arricciando, i tatuaggi sono umidi sui pettorali e mi sorride docile come un bambino appena sveglio. Come suo fratello ha una fossetta sulla guancia sinistra.
Ho l'impressione che con me le sue barriere sono abbassate, inesistenti e che diventi quasi ignaro di tutto per quanto mi ami.
Aleksei aveva ragione anche su questo. Sebastian è così perdutamente innamorato di me che neanche si rende conto che continuo a chiamare.
Io sono così perdutamente innamorata di Aleksei che neanche mi rendo conto di quanto Sebastian potrebbe morire per me. Di come sia quello giusto perché rispetta le mie scelte e che se fosse lui quello in prigione non mi ferirebbe in questo modo.
