It Kills me (pt.2)

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 - Ti ricordi quando ci siamo incontrati? -

Ti chiedo, mentre con l'indice ed il pollice accarezzo la pelle liscia del tuo petto, mentre i nostri corpi nudi sono sotto le lenzuola del tuo letto che è un po' troppo piccolo e allora tu sei obbligato a tenermi stretta. Non che la cosa mi infastidisca, ovviamente.

Te lo chiedo perchè abbiamo appena avuto una di quelle nostre scopate riappacificatrici dopo la tua partita di calcio, dopo quel litigio durato settimane.

Te lo chiedo perchè mica mi aspettavo di litigare così spesso con te.

Te lo chiedo perchè io me lo ricordo e me lo ricordo bene.

Eravamo in quel cazzo di bar in fondo alla strada, nella periferia della città, circondato dal nulla ed in mezzo a niente.

Ero venuta con Erika, perchè aveva sentito del tuo gruppo, e tu eri sul palco, sudato, suonavi una vecchia chitarra elettrica un po' graffiata e la suonavi da dio.

Avevi sedici anni, uno più di me.

Ma eri alto, avevi i capelli corti ed i tuoi muscoli attiravano troppi sguardi, avevano attirato persino il mio.

Mentre suonavi quella cazzo di chitarra elettrica che ti calzava a pennello come se fosse parte di te, che te li faceva contrarre fino a star male quei muscoli.

E Gabriel cantava. Cantava che ora non lo fa più.

Ed eravamo tutti bambini, io, te, Gabriel ed Erika.

Ma tu lo eri di più mentre suonavi, strimpellavi quelle corde tese, mentre saltavi dappertutto e ti prendevi i tuoi istanti di gloria sotto ai riflettori di un vecchio bar non troppo pieno.

Un bar che in realtà era dimenticato da Dio.

Ma a te piaceva stare sotto l'attenzione di tutti anche se poca. Ti piace ancora.

Soprattutto la mia di attenzione.

Penso che ti fosse piaciuta anche quella sera.

Perchè io sono entrata ed ho sentito gli accordi della tua chitarra ed ho guardato solo te. Direttamente te.

Del tipo che poi lo sguardo non l'ho più spostato e mi sono fermata lì vicino a dove tu suonavi, accanto al piccolo palco improvvisato e tu l'hai notato e la cosa ti ha dato alla testa.

Ero un po' patetica. Ma ero piccola quindi si perdona.

E poi eri senza maglietta e Dio non sapevo che a quindici anni ci si potesse eccitare, ma penso che un po' di quell'effetto me lo facevi perchè il sudore ti bagnava la pelle e scivolava sui muscoli esposti.

E per tutto il tempo tenevi gli occhi chiusi, quindi mica l'avevo notato che erano blu e scuri.

Ed eri comunque un bambino. Che ora hai diciannove anni e di tempo ne è passato.

Ma in quel piccolo palco improvvisato in mezzo a quel bar nella zona industriale di Boston, dimenticato da tutti, ti sei sentito come una cazzo di rock star.

Perchè io ti guardavo come se lo fossi, anche le altre ragazze ti guardavano come se lo fossi.

Poi è finito tutto.

Mi hai guardata per mezzo secondo e mi hai sorriso, nient'altro solo uno stupido sorriso furbo.

Ed io ero già tua, ma mica lo sapevo. No in quell'istante non lo sapevo ancora.

Poi, avevo visto gli occhi blu e gli avevo trovati davvero carini, peró niente di più che di occhi blu ne è pieno il mondo. Ma soprattutto perchè non avevo notato che era un blu tendente al viola, quello mi avrebbe stesa subito.

Ton visage.La tua prossima ossessione. Scoprilo ora