-Jacop!- urlo il suo nome vedendolo girato di spalle, ma non agisce, forse non mi avrà sentita. -Jac!- Gli vado contro sorridendo, non appena arrivo alle sue spalle, lascio una fortissima pacca sulla spalla pronta a saltargli addosso, ma mi fermo non appena sento un flebile lamento e vedo Jaco.. aspetta. Oh, mio Dio! Non è Jacop. Mi rendo conto quando dei capelli scuri e degli occhi azzurri, o meglio celesti si presentano davanti a me ed il mio sorrise scompare. -Merda..- mi guardo intorno per vedere chi l'abbia detto, solo allora scopro che quella parola sia sfuggita dalle mie labbra incoscientemente. -Oh, Dio! Scusami!- mi agito davanti al ragazzo che mi guarda senza dire nulla. -Mi dispiace, ti ho scambiato per qualcun altro.- faccio un piccolo sorriso imbarazzato prima di iniziare a scomparire dalla visuale. Che figura di merda, e pensate un po? Mentre ritorno da mia sorella vedo al suo fianco quel cretino di mio cugino che si soffoca dalle risate assieme a lei. Credo che l'ho fatta proprio grossa questa volta. -Non osare a dirmi una singola parola!- gli punto il dito contro arrabbiata più che mai. -Sei incredibile.. ma lo sai che io ho la pelle più abbronzata?- continua a ridersela. Lo guardo fulminandolo. -E sai la cosa più figa?- dice mentre iniziamo a spostarci da quel posto, che rimanerà nella storia della mia esistenza. -E' il tipo nuovo di qui, e tu, cara mia cuginetta, hai fatto per prima conoscenza con lui.- ruoto gli occhi al cielo. -Ah! Ora tutto ha logica. Questo significava il furgone con i trasposti di merce davanti alla vecchia casa del signor Wellington.- commenta Amanda risolvendo uno dei suoi misteri. -E questo non è tutto, quest'anno frequenterà il nostro liceo. Sai cosa significa Carol?- mi domanda il mio "adorato" cuginetto rivolgendomi uno dei suoi sorrisi maliziosi, quelli fra i più stupiti. -Se non ti togli quel sorriso da quella faccia, il mio pugno se ne occuperà personalmente.- dico irritata alzando il pugno, e stufata allo stesso tempo. Sospiro. -E' un tipo carino, però a me piace già qualcun'altro.- commento ripensando al mio eroe. -Attrazione fisica o sentimentale?- chiede lui e solo ora ci rendiamo insieme conto che Amanda è sparita, tiro un respiro profondo quando la vedo in una piccola bottega di borsette da sera. "La solita" penso sorridendo. -Tua sorella non smette mai di acquistare cose, credo che un giorno dovrai ad essere costretta di comprarti un armadio nuovo, visto che te lo occuperà lei con i suoi vestiti.- scherza Jacop, rido. -Dai, andiamo al bar, Amanda ce la metterà mezzo secolo per decidersi.- mi afferra per il braccio mio cugino indirizzandoci verso il piccolo locale in fondo.
Sento ad un tratto quella maledetta sveglia e il mio mondo va a puttane definitivamente. Mi alzo a malavoglia sapendo già cosa mi dovrà aspettare, la scuola. L'inferno. Non che io sia una cretina nell'ambito scolastico, ma diciamo che ultimamente combino solo guai alla scuola, ma quest'anno dovrò controllarmi dopo aver promesso questo ai miei. -La colazione è pronta!- sento di sotto. Mi butto nel bagno e dopo una lavata ed una sistemata scendo di sotto con lo zaino e gli stivaletti neri con le catene nell'altra mano. -Cosa c'è di buono?- chiedo sedendomi mentre guardo ogni movimento di mia madre che si muove dietro i fornelli. -Dei toast con marmellata.- mette il piatto davanti a me. -C'è quella alle ciliege?- chiedo guardando il barattolo con quella alle more selvatiche. -Certo tesoro, ecco.- me lo porge. -Grazie.- le sorrido ed inizio a divorare la mia colazione. -Amanda dov'è?- chiedo sorpresa dal fatto di non averle visto l'ombra gironzolare in casa. -E' andata all'azienda, tuo padre è stato richiamato d'urgenza all'ospedale.- spalanco gli occhi. -Perchè?!- la guardo agitata. -Stai calma, lui non ha niente. Suo padre ha bisogno di essere accompagnato a casa. Ti ricordi l'operazione per la bile? Ecco, questo è, ma nulla di grave.- mi sorride ed io mi rilasso. -Ma a me chi mi accompagna al liceo?- la fisso. -Non posso tesoro, Scoot ha preso la mia macchina perchè la sua e dal meccanico.- avvolte, anche più di alcune volte mamma chiama mio padre per il nome, lei dice sempre che non riesce mai ad abituarsi a chiamarlo per noi "vostro padre". Lo ama troppo e dice che per lei rimarrà sempre il suo "Scoot". -Dovrò andare con quei pazzi.- ruoto gli occhi al cielo riferendomi all'autobus scolastico. -Pazzi?- ride mamma. -Sono diabolici.- commento io seria e lei scoppia in una grande risata. -Non ridere.- le dico ridendo contaminata da lei. -Beh, io vado, non voglio che Smith se la prenda con me dal primo giorno a causa di un ritardo.- infilo i stivaletti e afferrando la giacchetta di jeans chiara con lo zaino su una spalla esco di casa. Che inizi uno dei tanti primi giorni di scuola noiosissimi.
TRATTO AUTRICE|SCRITTRICE:
Heylaaa a tutti! Allora.... come vi è sembrato?!! :))) davvero spero, e SPERO che vi sia piaciuto il secondo capitolo. Lasciatemi qualcosa, non vedo l'ora di sapere se sei interessante il racconto :)) Ciao a tutti e alla prossima :***
_Inside_Abyss_
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Fuck your eyes. |D.S.|
FanfictionTratto dal libro: -La smetti?- chiedo irritata più che mai. -Scusa, a cosa ti riferisci?- alza un sopracciglio corrugando la fronte non capendo. -Di fissarmi. Mi dai sui nervi parecchio.- sussurro con un tono duro cercando di non farmi comunque bec...