Capitolo 3

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UN MESE DOPO

*Emma*
Che palle. Questa non la smette di spiegare ed io tra poco scoppio. Di certo una cosa l'ho capita: qualsiasi scuola io faccia, la Matematica non sarà mai mai mai mai mai una cosa fattibile per il mio cervello.
Oh, grazie Dio, hanno bussato alla porta ed è costretta a tacere due secondi questa tipa qui!
<<C'è una comunicazione per i ragazzi>> dice il bidello, subito dopo uscendo e chiudendo la porta.
<<Allora, ragazzi, si tratta di... ehm, ah, ecco: borse di studio>> legge la mia Professoressa preferita -sì, come no- guadagnandosi lo stupore di tutti. Le borse di studio credo siano una novità, qui nel mio liceo non ci sono mai state e tutti in classe vogliono saperne di più.
<<Il foglio dice: "l'istituto ha deciso di mettere a disposizione 5 borse di studio che saranno ottenute da coloro che all'interno della scuola avranno i voti più alti e dimostreranno impegno, dedizione, capacità e diligenza in tutte le discipline. I 5 che riusciranno ad ottenerla avranno la possibilità di passare un intero anno di studi all'estero, in qualsiasi paese in cui si parli una delle tre lingue studiate dagli alunni scelti. Buona fortuna a tutti e buono studio>>.
Oh mio Dio. E'-è un'opportunità grandissima! Devo, io devo assolutamente ottenere una di quelle borse di studio! Sarebbe bellissimo andare in un altro stato e studiare lì, conoscere la sua cultura, nuove persone, parlare un'altra lingua. No no, okey, devo immediatamente fare l'iscrizione per essere almeno presa in considerazione.

***
<<Ehi>> mi avvicino a Ryan che è steso sul mio letto e mi distendo accanto a lui. <<Come mai non parli più? Ti sei zittito da un momento all'altro>>.
<<Stavo pensando a quella storia delle borse di studio>>.
<<Ah, capisco... io credo siano una grandissima opportunità>> in neanche mezzo secondo mi ritrovo Ry sopra di me, i suoi occhi immersi nei miei. <<Ohi, ma che ti prende, sei strano?>>.
<<Emma, dimmi che non stai pensando di prenderne una. Dimmelo>> mi guarda dritto negli occhi, quasi come volesse leggere la risposta direttamente dentro di me, e all'improvviso si spegne, ritornando sdraiato al mio fianco. Evidentemente deve aver già capito cosa sto per dirgli.
<<Ry->>.
<<Non puoi, Em, non puoi! Tu non puoi prendere quella borsa, non puoi andartene e lasciarmi qui. Non puoi farmi questo, Emma!>>.
<<Farti questo? Andarmene? Ryan, ma che stai dicendo?!>>.
<<Io lo so, lo so che tu la vincerai quella maledetta borsa di studio e te ne andrai non so dove per un anno, Emma, un anno!>>.
<<Ma cosa dici?! A parte che mi sono appena iscritta, non ho neanche cominciato a studiare e non è nemmeno sicuro che io sia tra i 5 studenti che sceglieranno, quindi smettila di dire scemenze, Ry>>.
<<Scemenze? Queste non sono scemenze, Emma. Cazzo, ma se tu te ne vai io che faccio, che faccio?!>> gesticola con le braccia nervosamente e mi sta facendo salire i nervi.
<<Ryan, per favore, smettila. Stai delirando e secondo me hai solo bisogno di riposare un po'>>.
<<Ma che riposo e riposo! Emma, ti prego,promettimi che non te andrai. Dimmi, dimmi che non prenderai quella borsa di studio. Io non-non posso, anzi non voglio perderti>>.
<<Mi stai facendo parecchio incazzare, Ryan. Non è ancora deciso nulla, ma io farò di tutto pur di avere quell'opportunità. Andare all'estero è-è-è una cosa enorme, troppo troppo bella! Non posso lasciarmi sfuggire un'occasione così, si tratta del mio futuro, cavolo!>> mi alzo dal letto e comincio a fare avanti e indietro per la mia stanza, nervosamente.
<<Il tuo futuro?! Il tuo?! Io pensavo che da qualche mese a questa parte fosse il nostro futuro quello che verrà-dice, calcando sulla parola nostro- ma adesso tu stai pensando solo a te stessa, non te ne importa minimamente di me, Emma!>>.
A questo punto è in piedi anche lui. Uno davanti all'altra, a braccia conserte, soltanto il mio letto a dividerci. Rimaniamo a guardarci ancora per un po'; poi all'improvviso, non saprei dire neanche in quanto poco tempo, finisco con le spalle contro il muro e Ryan davanti, a tenermi ferma. Le sue labbra premute sulle mie. Porto le braccia intorno al suo collo e lui circonda la mia vita con le sue, stringendomi ancora di più a sé. Un bacio intenso, questo, ma colmo, stra colmo di tensione. Ry continua a tenermi stretta, tanto stretta, che tra poco penso andrò a fondermi con la parete a cui sono appoggiata. E' come se non volesse allontanarmi da lui, mi stringe talmente tanto forte che quasi mi manca il respiro.

Dopo qualche altro minuto, non ce la faccio più. Sto davvero per smettere di respirare e andare in iperventilazione! Quindi cerco di staccarmi e ci riesco, mi allontano e faccio in modo che i suoi occhi incontrino i miei. Prima che io possa dire qualunque cosa, però, stretti ancora l'uno all'altra, Ryan mi precede.
<Ti amo, Emma. Ti prego, ti prego, non lasciarmi>>.
Gli circondo il viso con le mani, nonostante sia molto più alto di me e mi costringa a mantenermi in equilibrio sulle punte.
<<Non ti lascerò mai, Ry, perché ti amo anch'io, ma tanto>>.
<<Quindi non te ne andrai?>>.
<<Sì, tesoro. Se ne avrò la possibilità, io partirò. Ma, nel caso, starò via un anno, non tutta la vita! E poi al giorno d'oggi ci sono milioni e milioni di mezzi per comunicare anche a distanza>> cerco di rassicurarlo, sfoderando il miglior sorriso che io possa fare.
Deve credermi, deve farlo. Io non lo lascerò, anche se fossimo lontani chilometri e chilometri. E poi non ho neanche cominciato a studiare, mi sono solamente iscritta; non c'è ancora nulla di fatto e non è sicuro che proprio io sarò tra quei 5, quindi perché farsi mille complessi già adesso, no?

Due Cuori, Due Scelte, Due Strade... Ma Soltanto Un Unico FuturoDove le storie prendono vita. Scoprilo ora