Capitolo 6

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*Emma*
<<Allora, ehm, come dire... diciamo che potrei aver->>.
<<Non posso crederci, sei tornato a fare quelle cazzate, Ryan? Sei, tu sei tornato a fare quelle cazzate là, Ryan!>> ho trattenuto le mie lacrime di rabbia fino adesso, ma ora non ce la faccio più. Sono scoppiata. <<Sei tornato a drogarti come facevi prima, cazzo, come hai potuto?!>> mi copro il viso con le mani, dando il via ad un pianto a dir poco isterico.
Quando sento delle braccia coprirmi tutta, mi scanso immediatamente. <<Non toccarmi, non-non toccarmi>> mi asciugo l'ultima lacrima che sta scivolando sul mio viso e gli faccio un'ultima domanda. <<Perché? Dimmi-dimmi perché l'hai fatto>>.
Ryan si siede sul letto, prendendosi la testa fra le mani, e comincia a singhiozzare rumorosamente. Non so dove voglia arrivare con questo, ma so che io voglio una risposta. E la voglio anche velocemente. <<Rispondimi. Rispondimi subito>>. Lui alza lo sguardo e mi fissa dritta negli occhi. Ora nel suo sguardo non percepisco più paura o preoccupazione, ma rabbia. Ah, adesso sarebbe lui quello arrabbiato?! Seriamente?! <<Davvero non ci arrivi? Davvero, Emma, tu, proprio tu, non ci arrivi?>>. Non capisco. Non sto capendo niente in questo momento. Capisco solo che mi ha mentito per tutto questo tempo. E voglio sapere perché. Subito.
<<A cosa dovrei arrivare, scu->>.
<<No, stai zitta. Ora parlo io>>.
<Prego allora: parla, sono tutta orecchi, sentiamo>>.
<<Vuoi davvero sapere perché, Emma? Vuoi davvero sapere perché ho passato quasi due mesi chiuso in una stanza tra una cazzo di sigaretta e il bagno per vomitare? Vuoi davvero sapere perché, lo vuoi?!>> si è alzato dal letto e lentamente si è avvicinato a me, talmente tanto da sovrastarmi e constringermi ad alzare la testa per guardarlo in faccia. Mi fa paura, non l'ho mai visto così incazzato. <<Nessun problema, te lo dico io. Se è successo tutto quello che è successo, sappi che è solamente per colpa tua>>.
<<Non ti sto seguendo>>.
<<Sai che strano, è da due mesi a questa parte che non mi stai seguendo ormai>>.
<<Senti, smettila con questi giri di parole e parla chiaro, Ryan>>.
<<Emma, ma come fai a non rendertene conto? E' da quando abbiamo saputo di quelle cazzo di borse di studio che tu sei sparita. Non esiste altro che lo studio per te. Ti ho chiesto di uscire tutti i giorni, tutti i santissimi giorni, ma tu niente. Ti ho scritto tutti i giorni e non hai risposto manco a mezzo messaggio, stessa cosa per le telefonate: non c'è mai stata una volta che hai risposto e hai parlato un po' con me. Mancava un altro un po' e neanche mi salutavi la mattina, eri troppo impegnata a guardare il tuo libro. Io non so cosa tu voglia fare, okey? Ma so che a me così non va più bene; non mi va proprio più di rispondere sempre alle persone "Sisi, con Emma tutto bene, non potrebbe andare meglio" quando mi chiedono di noi, mentre invece è tutto il contrario!>>.
<<Beh, questo comunque non ti giustifica. Perché nè io nè nessun'altro ti ha preso e chiuso in una stanza, tra droga e chissà cos'altro, okey? Nè io nè nessun'altro ti ha costretto a buttarti di nuovo nelle cose che facevi tempo fa, okey? Potevi benissimo affrontare le cose in altri modi, bastava venire da me e parlarmene, invece di->>.
<<Dimmi come cazzo facevo a parlarti, dimmelo! Se praticamente passi la tua vita tra queste quattro mura! Ti rendi conto che sono dovuto arrivare ad entrare in casa tua di nascosto in piena notte? Ti sembra normale che un quindicenne debba intrufolarsi nella camera della propria ragazza di nascosto, dalla finestra, e nel bel mezzo della notte?! Ti sembra una cosa normale?!>>.
<<Non me ne frega niente se è normale o no, il punto è che le cose si affrontano diversamente, la vita si affronta diversamente, Ryan! Non puoi pensare di cavartela ogni volta affogando in sostanze che, sì, magari all'inizio ti fanno stare meglio, ma che poi ti distruggono lentamente dentro. Perché se pensi di poter vivere così, beh, allora sappi che non stai vivendo, stai sopravvivendo>> mi passo per l'ennesima volta le mani sulla faccia, stremata. Ho bisogno, estremamente bisogno di rimanere sola. <<Ryan, per piacere, vattene. Per favore, voglio stare da sola, ne ho abbastanza per oggi. Vai, ti prego>>.
<<Emma, guardami>> io non lo so come fa ad essere così veloce, ma in due nani secondi mi sono ritrovata con le spalle al muro e lui davanti. <<Dimmi che mi stai chiedendo di andarmene perché adesso sei incazzata e vuoi stare da sola. Dimmi che mi stai chiedendo di andare via adesso, ma ti prego non dirmi che mi stai chiedendo di andare via per sempre. Dimmelo, Em, ti prego. Dimmelo>>.

Angolo Autrice:
Ce l'ho fattaaaa! Eccovi i due capitoli promessi; vi lascio col dubbio però, ahahah!
A presto, spero.
Vi abbraccio fortissimo,
Aurora.

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⏰ Ultimo aggiornamento: Jun 23, 2016 ⏰

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