Come ogni mattina di inizio primavera Jules andava nel suo posto preferito, la piccola radura immersa nel verde degli alberi. Era uno dei pochi posti dove poteva essere veramente se stesso, esprimere davvero quello che aveva dentro. Qualcosa di strano però accadde quel giorno, stava percorrendo il sentiero ed era a pochi passi dal piccolo spazio che usava per entrare nella radura quando, aldilà dei cespugli, vide un ragazzo sdraiato sull'erba. Se ne stava lì, con le mani dietro la testa e sembrava che dormisse. Jules si avvicinò piano, tentando di fare meno rumore possibile ma, ovviamente, un rametto doveva per forza fare un rumore assurdo quando ci posò sopra il peso. Il ragazzo si voltò subito e quando incontrò lo sguardo quasi trasparente di Jules rimanse immobile. Il biondo non sapeva cosa fare, lo sguardo del ragazzo su di lui lo imbarazzava. Come potevano due occhi destabillizzarlo così tanto? Forse era per il loro colore: ambra, due gemme ambra incastonate in un viso dai tratti duri ma armonioso nel suo complesso.
«E tu chi cazzo sei?» Chiese con molta poca grazia per i gusti di Jules. Il ragazzo mandò giù il groppo che aveva in gola e si tirò su dritto.
«Mi chiamo Jules. Piuttosto... tu chi sei?» Quando il biondo finì di parlare l'altro ragazzo scoppiò a ridere talmente tanto che si rotolava sull'erba alzando nuvole di steli di soffioni.
«Cosa c'è di tanto esilarante?» Chiese allora il giovane cominciando ad innervosirsi. L'altro smise piano piano di ridere e quando ebbe finito guardò il biondo dalla sua posizione sdraiata. Doveva ammetere che era proprio un bel ragazzo, forse un po' troppo damerino ma per una scopata e via non gli sarebbe importato molto.
«Scopiamo?» Chiese con tono assolutamente calmo e rilassato, mentre si accendeva una sigaretta. Non ricevendo risposta il ragazzo alzò lo sguardo verso l'altro e lo trovò pietrificato, dall'espressione anche abbastanza infuriato.
«Come hai detto prego?» Disse tra i denti Jules, tentando almeno in parte di non essere maleducato.
«Se vuoi scopare, mi sembri uno che lo prende quindi... siamo perfetti insieme!» Esordì con naturalezza il moro prima di alzarsi e mettersi a pochi centimetri dal viso di Jules. Lo superava di gran lunga in altezza, sarà stato forse un metro e novanta e Jules con il suo metro e ottanta gli arrivava solo al mento.
«I-io... no! Certe cose vanno fatte con la persona che si ama e con nessun altro. Ora spostati che vorrei leggere e riposarmi.» Ritrovato l'uso della parola scansò la spalla del ragazzo e andò a sedersi parecchi metri più in là, verso il centro della radura. Logan, questo era il nome dell'altro ragazzo, invece si sdraiò nuovamente sull'erba morbida, buttando un occhio ogni tanto al ragazzo biondo che leggeva qualche metro più in là. Se lo guardò bene: capelli biondi tenuti ribelli, fisico asciutto, alto ma non tanto quanto lui, leggera barba sulle guance e mento. Era proprio il suo tipo se non fosse stato per il carattere, aveva potuto notare gran poco ma quello che aveva visto era bastato. Uno spocchiosetto arrogante so tutto io, un damerino, nato e cresciuto su un cuscino di seta. Per quanto quel ragazzo potesse essere bello, Logan non era disposto a scoparsi un tipo così, piuttosto si sarebbe tagliato le palle.
Più avanti Jules poteva sentire oltre che al calore dei raggi del sole anche quello bollente dello sguardo del ragazzo sulla sua schiena. Non riusciva a capire come al mondo potessero esistere delle persone così... inutili! Chiedere di fare una cosa così intima ad uno sconosciuto, da pazzi! Jules chiuse il libro e guardò il cielo sopra di lui, era incredibilmente terso e un leggero vento soffiava da est. Per suo padre era l'occasione giusta per esprimere sempre un desiderio. Prese un soffione, lo alzò all'altezza del naso, chiuse gli occhi ed espresse il desiderio. <Fammi incontrare la mia anima gemella.> Pensò mentre soffiava e gli steli volavano via accompagnati dal vento. Mentre li guardava volare via due mani si posarono sui suoi occhi, delicate ma al tempo stesso forti. Le accarezzò con le dita, trovandole morbide e quasi da artista. Il suo cuore cominciò a battere fortissimo, tanto che ebbe paura si potesse sentire nel silenzio della radura. Una delle mani si staccò dal suo viso e gli prese delicatamente la mascella, girandogli il volto. Jules non volle aprire gli occhi, non era la prima volta che sognava ad occhi aperti e non voleva che tutto scomparisse. Ma le mani su di sé non potevano essere frutto della sua immaginazione, quelle mani che lo stavano accarezzando come se fosse qualcosa di estremamente prezioso e fragile. Era così che voleva essere toccato, era così che voleva essere amato Jules. Il suo viso venne accompagnato dolcemente a girarsi verso destra e piano piano sentì il respiro dell'altra persona infrangersi sulla pelle. Il suo cuore se possibile accelerò ancora di più e la sua pelle cominciava a formicolare per l'impazienza di sentire quel tocco di nuovo su di sé. Non aveva mai desiderato un bacio così tanto, non avrebbe mai neanche pensato di volerlo così tanto un bacio. Dato probabilmente da uno sconosciuto o peggio ancora dalla sua stessa immaginazione. Era il suo primo bacio e lo desiderava con tutto se stesso.
«Ti prego...» Mormorò appena il biondo al ragazzo che lentamente lo stava facendo impazzire. Poi improvvisamente le labbra calde e morbide dell'altro si posarono sulle sue, in un delicatissimo bacio. Dopo qualche secondo il ragazzo cercò di staccarsi ma Jules, sempre tenendo gli occhi chiusi, lo afferrò per la maglietta leggera che portava e gli circondò il collo, come aveva visto fare mille volte nei film, con le braccia. Le labbra del ragazzo erano esperte e sapevano come muoversi su quelle incerte e tremolanti di Jules. Davano piccoli baci oppure lambinavo le labbra dell'altro. Piano piano Jules si lasciò andare in quel vortice di emozioni e lentamente si sdraiò sull'erba, portandosi dietro chiunque lo stesse facendo sentire così bene per la prima volta. Per bisogno di ossigeno però si dovettero staccare e Jules trovò finalmente il coraggio di aprire gli occhi. «Ciao dolcezza.» Disse con voce rauca e con un sorrisetto soddisfatto il ragazzo moro di poco prima. Jules di sentì morire, aveva dato il suo primo bacio ad una persona a cui non importava nulla. Si alzò a fatica e con già le lacrime agli occhi recuperò le proprie cose e cercò di andarsene ma l'altro fu più veloce, gli prese un polso prima che potesse correre via.
«No aspetta, io...» Jules non gli diede il tempo di proseguire e scappò tra i cespugli. Logan sospirò tenendo lo sguardo puntato dove era sparito il ragazzo biondo.
<Jules...> Pensò.
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Shower Heads.
Teen FictionJules ha origini francesi da parte di madre ed è risaputo che la Francia è il regno indiscusso del romanticismo. Jules è un ragazzo dolce, forse un po' all'antica, ma sopratutto felice. La sua vita non potrebbe andare meglio e non desidera nulla che...
