Jules rimase in casa per i quattro giorni successivi al suo incontro con Logan. Dopo essere tornato dal bosco si era sentito male, sua madre quando lo aveva visto barcollante sulla porta di casa si era subito preoccupata e lo aveva mandato dritto in camera sua a riposare. La febbre non aiutava di certo il suo stato mentale, ma era ancora abbastanza lucido da ripensare continuamente al suo incontro con Logan. Quel ragazzo era pieno di lati nascosti, che Jules voleva assolutamente scoprire uno ad uno. Il pomeriggio del quarto giorno non riusciva più a stare barricato in casa, così accampò una scusa da propinare a sua madre per poter uscire. Dopo averla convinta corse in camera sua per cambiarsi. Prima di uscire prese una sciarpa leggera per tener coperto il collo e schizzò letteralmente fuori dalla porta di casa. Arrivò alla radura in tempo record e tirò un sospiro di sollievo quando vide una sagoma sdraiata tra i fiori e l'erba.
«Logan!» Urlò in direzione del ragazzo, che si girò verso la voce che lo aveva richiamato. Un lento sorriso si aprì sulle sue belle labbra e si alzò, spazzolandosi via i fili d'erba dai jeans chiari che portava. Jules corse più veloce che poté verso il moro e l'altro si alzò giusto in tempo per prenderlo al volo tra le proprie braccia. Logan in quel momento pensò che non potesse esserci cosa più bella al mondo che sentire il respiro affannato sul collo e il battito del cuore di Jules contro la sua gabbia toracica. Si strinsero fino a non avere più fiato, a tal punto da sentire male ad ogni muscolo del corpo.
«Pensavo non venissi più, mi sei mancato.» Soffiò Logan all'orecchio di Jules, mentre questo cercava in tutti i modi di ricacciare indietro quelle stupide lacrime che volevano a tutti i costi uscire. Il biondo tirò su con il naso come un bambino e si scostò un poco dal corpo dell'altro per poterlo finalmente guardare negli occhi e confessargli ogni sua paura e sentimento.
«Anche tu mi sei mancato, non so come ma è così.» Rispose con timore il biondo, facendosi piccolo piccolo ad ogni parola che usciva dalla sua bocca. Logan sorrise soddisfatto, a conti fatti quel ragazzino non era così male.
«Senti... Perché non andiamo da qualche parte a mangiare qualcosa?» Propose alla fine l'altro, per spezzare un po' l'atmosfera. Jules annuì e si incamminò subito verso il piccolo sentiero in mezzo alla vegetazione. Logan però con un gesto repentino lo prese per un braccio e se lo tirò addosso.
«Non dovresti prima salutarmi come si deve?» Disse, ma prima che l'altro avesse il tempo di ribattere, lo baciò. Fu un bacio tenero, dato senza fretta né malizia. Quando si staccarono Jules aveva le guancie leggermente rosse e Logan un sorrisino sulle belle labbra.
«Andiamo, altrimenti non rispondo più di me.» Jules deglutì e si mosse per seguirlo.
«Vorrei sapere qualcosa di più su di te.» Esordì dopo dieci minuti che erano seduti ad un tavolino di un grazioso bar nelle vicinanze. Il profumo dei fiori e della foresta a coronare quel quadro perfetto di calma e sole.
«Non c'è molto da dire in realtà.» Rispose Jules dopo aver bevuto un sorso del suo the freddo.
«Beh ma ci sarà qualcosa che ti caratterizza, un hobby, una passione, una capacità... Qualsiasi cosa!» Jules ci pensò un po' su, con una faccia da cucciolo in difficoltà.
«Ci sarebbe una cosa in effetti... Però non so quanto possa interessarti...» Sussurrò a disagio.
«Dillo e basta!»
«Ok va bene, non ti innervosire. Suono il piano da quando ho sei anni, una disposizione di mia madre.» Logan non cambiò espressione, al contrario continuò a stare in silenzio osservando l'altro.
«Ecco lo sapevo, adesso pensi che sia una persona noiosa e monotona.» Sbottò di colpo Jules, nervoso e imbarazzato.
«In realtà non lo penso affatto, sei solo fatto a modo tuo.» Disse l'altro facendo rialzare la testa al biondo.
«Lo trovo molto apprezzabile invece, pochissime persone suonano ancora uno strumento come il piano.» Continuò, guardandolo sempre negli occhi azzurri.
«Dici sul serio?» Disse sospettoso Jules, guardandolo con un sopracciglio alzato. Logan sorrise e annuì, spostandosi con la sedia più vicino al biondo.
«Qualcos'altro che dovrei sapere di te?» Soffiò incredibilmente vicino al viso di Jules.
«I-io... Ehm... Mi piacciono le poesie, sopratutto quelle francesi. Mia madre è francese.» Rispose a disagio, cercando con tutte le sue forze di non fissare quelle labbra che lo stavano chiamando.
«Mh, buono a sapersi. Francese per metà quindi?»
«S-sì... Perché ti interessa?» Logan sorrise di nuovo, con un sorrisino più furbo del solito.
«Mi interessa, dice molto di te.» Ribattè allontanandosi un poco dal corpo dell'altro, facendo subito sentire freddo al biondo.
«Ma io non so niente di te però.» Disse l'altro con un piccolo cipiglio. L'altro scoppiò in una risata.
«Avrai tutto il tempo di conoscermi piano piano. Adesso baciami.»
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Shower Heads.
Teen FictionJules ha origini francesi da parte di madre ed è risaputo che la Francia è il regno indiscusso del romanticismo. Jules è un ragazzo dolce, forse un po' all'antica, ma sopratutto felice. La sua vita non potrebbe andare meglio e non desidera nulla che...
