Una famiglia che giace in una pozza di sangue.
Un uomo, una donna, una bambina di circa dieci anni. La bambina è al limite del bosco, mentre gli adulti sono in mezzo alla strada. Può darsi che la bambina sia corsa verso i genitori quando sono stati aggrediti, oppure si è nascosta durante l'aggressione ed è stata presa non appena è uscita allo scoperto. Non sono morti da tanto. Lo so perché il sangue sui loro vestiti sbrindellati è ancora di un rosso brillante. Devo deglutire e sforzarmi di tenere nello stomaco il cibo per gatti.
Le teste non sono fracassate. Fortunatamente i capelli della bambina le coprono il viso. Tuttavia, i loro corpi sono in pessime condizioni. Prima di tutto, parti dei torsi sono state morse fino alle ossa a cui sono rimasti attaccati ancora pezzi di carne. Inoltre, gli arti non sono tutti al loro posto. Non ho il fegato per guardarli da vicino. Raf sì.
«Segni di denti» dice mentre si inginocchia sull'asfalto davanti al cadavere dell'uomo.
«Di che animale si tratta?».
Si siede tutto rannicchiato accanto ai cadaveri, e riflette sulla mia domanda.
«La razza con due gambe e i denti piatti.»
Mi si rivolta lo stomaco.
«Cosa intendi dire? Che sono umani?»
«Forse. Stranamente aguzzi, ma dalla forma umana.»
«Non può essere.»
So, però, che è possibile. Gli esseri umani sono disposti a fare tutto ciò che occorre per sopravvivere. Eppure, i conti non tornano. «È uno spreco bell'e buono. Se sei disperato al punto da praticare il cannibalismo, non ti prendi solo qualche boccone e te ne vai.» Da questi cadaveri, però, non hanno preso qualche boccone. Ora che mi metto a guardare meglio, vedo che sono stati mangiati per metà. Ma perché allora lasciar perdere l'altra metà? Raf dà una sbirciata al posto dove dovrebbe essere la gamba della bambina.
«Gli arti sono stati strappati dalle loro cavità.»
«Basta»
dico mentre faccio due passi indietro. Scruto l'ambiente che abbiamo intorno. Ci troviamo in un campo aperto, e mi sento nervosa come un topo di campagna che guarda il cielo pieno di falchi.
«Bene»
dice alzandosi e dando un'occhiata agli alberi.
«Dobbiamo solo sperare che chiunque l'abbia fatto controlli ancora quest'area.»
«Perché?»
«Perché non saranno affamati.» Questo non mi fa certo sentire meglio.
«Non hai tutte le rotelle a posto, lo sai?»
«Io? Non è opera della mia gente, questa.»
«Come fai a saperlo? Avete i nostri stessi denti.»
«La mia gente, però, non è disperata.»
Lo dice come se gli angeli non abbiano niente a che fare con la nostra disperazione.
«Né è fuori di testa.» E in quel momento vedo l'uovo rotto.
È sul aglio della strada, vicino alla bambina, il tuorlo marrone e l'albume rappreso. Il tanfo di zolfo mi arriva alle narici. È il fetore che mi ha impregnato i vestiti, il cuscino e i capelli negli ultimi due anni, durante i quali mia madre non ha fatto altro che tirare uova marce. Accanto a questo, c'è un piccolo bouquet di rametti selvatici. Rosmarino e salvia. O mia madre pensava che fossero graziosi o la sua pazzia ha assunto un senso dell'umorismo molto nero.
Significa soltanto che lei è qui. Ecco tutto. Non avrebbe potuto sfidare un'intera famiglia.
Ma avrebbe potuto sorprendere una bambina di dieci anni che esce dal nascondiglio dopo che i suoi genitori sono stati uccisi.
Era qui e ha camminato accanto ai cadaveri, proprio come facciamo noi. Ecco tutto.
Davvero, è tutto qui.
«Penryn?» Mi rendo conto che Raf sta parlando con me.
«Cosa?»
«Potrebbero essere dei bambini?» «Chi?»
«Gli aggressori» dice lentamente. Ovviamente ho perso un pezzo della conversazione.
«Come ho detto, i segni del morso sembrano troppo piccoli per essere stati fatti da adulti.»
«Devono essere degli animali.»
«Animali con denti piatti?»
«Si» dico con più convinzione di quanta ne abbia davvero.
«È più sensato di un bambino che mette KO un'intera famiglia.»
«Ma non ha più senso di una banda di bambini selvaggi che li aggredisce.» Provo a lanciargli un'occhiata eloquente, come a dire che è pazzo, ma forse sono riuscita solo a sembrare spaventata. Mi ronzano per la testa immagini di quello che potrebbe essere successo qui.
L'angelo suggerisce di evitare la strada e di dirigerci verso la collina passando per il bosco. Annuisco senza sentire davvero i dettagli e lo seguo tra gli alberi.
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Angel Fall
ParanormalePrimo libro della trilogia di susan ee. Un esercito di angeli sterminatori ha attaccato la Terra: dopo poche settimane la violenza dilaga ovunque, insieme alla paura e alla superstizione. Nella Silicon Valley ostaggio delle...
