Si dice che la notte porti consiglio. Ma guarda caso tutti pensano , ragionano , sognano durante le ore più scure della giornata e nonostante questa attenzione a non errare poi nei momenti di luce , si incapperà comunque nel compiere gesti spiacevoli o semplicemente dire con innocua indifferenza parole che potrebbero scalfire l'umore del malcapitato , che successivamente sancirà quella giornata come " di merda". Poi diciamocelo cari miei , la notte è l'intermezzo della giornata più piacevole : essa è fresca , silenziosa , dinamica e soffice. Quello che viene subito dopo la notte è paragonabile ad una tragedia , una barca dei greci . Quando l'alba prende i suoi spazi l'aria si fa' più secca e calda , il silenzio si tramuta in ronzio fastidioso , il soffice diventa tagliente. Anche Micheal e Wallace la vedono così. Lucas è già da un po' sul letto con un sonno cosi leggero da non poterlo definito tale , ma loro no. Ogni passo , voce , marmitta , che si poteva percepire nell'aria , loro la individuavano . Si trovavano nel parchetto , ancora c'era qualche writer con delle luci d'emergenza e qualche gruppetto che talaltro Micheal aveva venduto la sua merce riservata. Era tardi , in certi punti solo la luna dava un po' di luminosità e il ragazzo dalle mille risorse comprendeva che l'indomani doveva essere lucido , anche se il lavoro sporco era tutto attribuito al suo amico , che avvolte riteneva troppo strano per i suoi gusti ; " Wall , ma a te non sembra che Lucas certe volte sia davvero strano?"
"In che senso?" , rispose
" Ma che ne so', sembra che prenda troppo seriamente la vita. Ogni volta trova il pelo su ogni cosa che faccio , critica , con tutto che lo aiuto in ogni sua richiesta. Delle volte è davvero fastidioso , tu non credi?"
"No , secondo me pensa troppo e basta."
Quella sentenza fatta da Wallace non sembrò compiacere Micheal ; aveva passato un giornata pesante , tra richieste insistenti e discussioni perse in partenza. Lo guardò con aria stranita e perplessa , cercava un consenso così da compiacere il proprio ego. Alla fine disse :" Andiamo a scuola, va".
Poteva sembrare inusuale pronunciare quella frase in quel momento , ma in realtà non era proprio così. " Andare a scuola " significava recarsi nello spiazzale della scuola di Astar Street , dove tutti i ragazzi del quartiere avevano frequentato , dove ognuno di loro ha i ricordi dell'infanzia , i primi colpi di fulmine , i primi bisticci , le prime sigarette. La prima volta non la scordi mai , e hai sempre voglia di ritornarci qualora potessi. Questo era un loro modo per tornare indietro col tempo , fare andare la mente aldilà delle parole , più in là. Questo è un modo aulico per farvi capire che andavano a fumarsi le canne e intraprendere discussioni al limite del comprensibile . Appena arrivati non hanno perso tempo per mettersi comodi e rollare lo spinello finale , quello che ti porta letto , e come ogni sigaretta speciale che si rispetti , la durata del rollaggio dura quasi il doppio rispetto a quello della fumata ; è un momento cardine , dove la concentrazione è fondamentale per il risultato conclusivo , non perdere nemmeno una mollichina della sostanza verde. Codesta è una vera arte.
Dopo una fumata rapida , ci fu' un silenzio che se ci fosse stato un estraneo l'avrebbe considerato quasi imbarazzante , quello paragonabile alle situazioni dove l'unica cosa che ti viene in mente é di guardare un punto fisso , un oggetto , e perderti in un sogno assieme a lui. Le loro menti erano all'anello B di Saturno in quei attimi e si ritrovavano occhi socchiusi con grosse borse al di sotto rifiniti da un sorriso da ebeti . Ad un certo punto Micheal esclamò : " Wallace ma tu sei felice?"
Il gigante buono ci mise due secondi prima di far andare le rotelle del suo cervello , lo guardò compiaciuto e gli rispose convinto ,"É un periodo che sono infelice , ma non mi dispiace questa situazione" , si fermo e poi riprese , " E tu , sei felice?"
"Io sono sempre felice , non mi faccio abbattere da niente . Anzi cerco di affrontare tutto con un sorriso e fanculo i problemi." ,sospirò , "perchè sei infelice? dai non rompere su" , gli diede un colpo sulla spalla.
" Tu non ti senti mai infelice?" , gli chiese l'omone
" NO! non devo dare mai un'impressione di debolezza a chi mi sta intorno , perchè sennò... ciao è finita. Non ti dico che non sono triste delle volte , ma il tempo di riasciugarmi le lacrime e si riparte."
" Io credo che evitare l'infelicità non sia la strada giusta per raggiungere la felicità."
Micheal rimase interdetto dalla risposta , lo colse impreparato , forse perchè l'amico aveva proprio ragione. Ma non potte resistere alla voglia irrefrenabile di controbattere a quella verità che però non gli apparteneva .
" Io mi sento sempre felice , perchè ho degli obiettivi nella vita e mi danno la forza per andare avanti. ,disse Micheal con fermezza
Wallace scoppiò in una risata fragorosa , il silenzio terminò . Era una risata grassa , quasi soffocante ad un certo punto , in quanto non riusciva a fermarsi e il respirò mancava .Ma non si sentiva male , anzi , aveva le lacrime agli occhi per il divertimento .
"Oh , finiscila stronzo." , disse con tono arrogante l'amico più magro e meno alto , uno smilzo messo a confronto.
"Scusa ma che obiettivi avresti ? Diventare il Boston George dei poveri?" , incalzò sempre con la risata in bocca
"Perché tu non hai dei sogni che tieni chiusi nel cassetto? Un qualcosa che vorresti avere nel futuro ? Non ci pensi al tuo futuro? Io ho dei sogni e ne sono felice."
Il grande ragazzo irrigidì il corpo , probabilmente qualcosa che aveva appena udito gli aveva dato una sensazioni di brivido , di freddo. Spesso e volentieri si giudica la persona senza tener conto del suo passato , anche perché inutile dire stronzate : la prima impressione fa' tantissimo perché é il primo approccio fra due esseri viventi , quindi tanto vale essere veramente sinceri. Sta di fatto che deliberò ," I sogni non portano a niente , invece un calcio nel sedere ti porta sempre tanto lontano."
Dal chiasso della risata si ritorno al silenzio . Micheal non capii quella frase detta con tono cosi severo dal suo amico . Si sentì nuovamente giudicato , per l'ennessima volta in quella giornata. Non lo garbò più quella situazione , meglio levare le tende.
"Torniamo va' , ti accompagno."
I ragazzi si misero in sella sul motorino e si fecero colpire dal venticello di levante che quella sera li accompagnò fino alle loro abitazioni.
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Strade Comuni
General FictionBar e scommesse , botteghe e spaccio , officina e bische . Classico racconto della vita comune di quartiere , dove il bene e il male s'incontrano , dove la quotidianità dei gesti regna sovrana ,dove puoi respirare a pieni polmoni quell'odore di li...