«Fai piano!» lo sgridò, Harry, nascosto in ginocchio dietro la staccionata della casa del liscio.
«Ma non vedo un cazzo» ribatté Louis, sbuffando.
«Vuoi farti scoprire, per caso?»
«Harry, come possono scoprirci se sono lontanissimi?» Harry roteò gli occhi, sbuffando.
«Se fai casino, ti scoprono. Quindi stai zitto.»
Louis scosse la testa, spostando nuovamente lo sguardo su Niall ed Ed, che passeggiavano in riva al mare. Dopo qualche secondo, Louis mugugnò, infastidito. «Ma io voglio sapere cosa si stanno dicendo» si lamentò.
«Louis, a volte sei peggio di un bambino. Ce lo racconteranno.»
«E allora che cazzo stiamo a fare qui a guardarli?» chiese, inarcando un sopracciglio.
«Perché..perché..» iniziò Harry, non sapendo cosa dire.
«Ecco, appunto. Non c'è un perché. Devo anche prepararmi, tra quindici minuti le persone si aspettano uno dei miei dj-set da favola.»
Harry ghignò. «Modesto, eh?» gli chiese, sedendosi poi per terra, con le spalle contro la staccionata.
Louis sorrise divertito, scuotendo le spalle. «Un po' di modestia ci vuole» affermò.
«Se mancano quindici minuti, cosa ci fai ancora qui? Corri a prepararti» lo riscosse.
«Sto aspettando un bacio da parte tua, Harold. Ti sto guardando la bocca da ore, e non sembri captare il mio messaggio.»
Harry scoppiò a ridere, portandosi le mani davanti alla bocca. «Non potevi darmelo direttamente, idiota?» Louis scosse la testa, e avvicinò il viso a quello del più piccolo, che sospirò, esasperato, ma col sorriso sulle labbra.
Subito dopo, gli prese il viso tra le mani e attaccò le labbra a quelle del maggiore, che rispose subito al bacio schiudendo la bocca, incontrando la lingua del riccio a metà strada.
«Mh» mugugnò il liscio, una volta terminato il bacio, con un sorriso sulle labbra. «Ora posso andare.»
Harry rise e scosse la testa. «Sbrigati, deejay» disse, dandogli una pacca sul sedere quando il liscio si alzò per correre in casa a prepararsi. Il riccio, rimasto solo, si voltò verso la spiaggia, osservando i due ragazzi che in quel momento erano fermi, l'uno di fronte all'altro. Sorrise spontaneamente quando, d'un tratto, si abbracciarono, e sospirò di sollievo. Lui e Louis avevano fatto la cosa giusta.
«Sai cosa ho pensato?» esordì Louis, ore dopo, mentre Harry era rilassato sul suo petto, distesi sul letto del liscio.
«Mh?» mugugnò il riccio, incapace di parlare per la stanchezza causata dall'attività che aveva appena concluso col più grande.
«Domani andiamo in barca. Io, tu e i ragazzi.»
Il riccio sospirò. «E il lavoro?»
«Non intendo dalla mattina, infatti. Liam, con le lezioni, finisce a mezzogiorno, Zayn è in ferie, Ed ha il turno di mattina come te, Niall lavoro solo nei weekend, quindi partiamo appena finisci il turno.»
Harry sollevò il capo dal petto del ragazzo, per guardarlo. «E quando avresti pensato a tutto ciò? Durante il dj-set?»
Louis ridacchiò, scuotendo la testa. «Ci ho pensato un paio di giorni fa, poi col casino che è successo tra Ed e Niall non c'ho più pensato. Ma ora che hanno risolto, si può fare» disse, col sorriso sulle labbra, che subito il più piccolo rubò con un bacio. «Quindi, ci stai?» gli chiese, scostandogli i capelli dal viso.
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Diamante grezzo.
Fiksi PenggemarHarry studia all'Istituto d'Arte di Santa Monica. Ha una relazione con Ben da quasi tre anni, ma nell'ultimo anno le cose sono cambiate parecchio. Difatti, Harry tradisce sporadicamente il suo ragazzo, ma si prefigge siano storie da una notte e via...
