Il mio telefono squilla per l'ennesima volta. È Lexy. Ultimamente sono una pessima amica, ne sono consapevole, ma so anche che, se dovessi rispondere, lei vorrebbe sapere dove sono e cosa farò questa sera.
Se la risposata alla prima domanda è facile, perché sono a casa e mi sto preparando per uscire, la seconda è più complicata. Voglio vedere dov'è morto Grant. L'ultimo posto in cui mi sarei mai aspettata di trovarlo. Cercare di dare un senso a ciò che raccontano la polizia e i media. Se glielo chiedessi Lexy sicuramente verrebbe con me, ma sarebbe troppo egoista portarla lì.
Da quando i genitori di Grant mi hanno riferito quanto riportato dagli inquirenti e ho iniziato a seguire il caso in televisione, sento che qualcosa non quadra.
Lui è sempre stato un ragazzo riservato, frequentava locali tranquilli e non osava mai troppo. Invece, quattro giorni fa, è andato in un locale di fama equivoca in periferia, da solo.
Da qualche settimana, i telegiornali non fanno altro che parlare delle sparatorie che avvengono, quasi quotidianamente, da quelle parti.
Tutti i ragazzi morti hanno tra i venti e i trent'anni. Dicono che si tratta di scontri per il territorio, ma nessuno finora ci aveva fatto veramente caso, soprattutto la polizia: quel che succede in periferia rimane in periferia. Nessuno ci mette becco. Almeno questo succedeva prima che un ragazzo, figlio di genitori ricchi e pilastri della nostra società, venisse colpito alla tempia da un proiettile, che non gli ha lasciato nessuna speranza di sopravvivere.
Quello che si domandano tutti, quello che mi chiedo io, è: cosa ci faceva Grant lì quella sera?
Hanno provato a convincerci che fosse andato là per trovare un po' di svago dalle pressioni della vita quotidiana, i cosiddetti "svaghi dei ragazzi ricchi", cannabis e ragazze facili.
Io non ci credo, quello che descrivono non è il Grant con cui sono cresciuta. Era innamorato, non avrebbe mai tradito Stacy e certamente non fumava, non aveva neanche voluto provare una sigaretta con me e Lexy in terza media.
Mi trucco alla svelta, se conosco bene la mia amica tra un po' sarà alla porta a suonare il campanello. Contemplo il mio guardaroba, senza essere granché sicura di quale sia l'abbigliamento adeguato. Alla fine, opto per delle ballerine bianche, un normalissimo paio di jeans aderenti e una maglia larga che lascia scoperta una spalla. I capelli non provo nemmeno a domarli, tanto cercare di fargli avere una piega normale sarebbe inutile. Ho quel genere di capelli che non sono né lisci né ricci, si potrebbero definire mossi naturali. Io dico semplicemente disordinati, di un colore che non è né nero né castano, ma una via di mezzo. Insomma, sono nati indecisi.
Una volta pronta, mi dirigo veloce fuori di casa, evitando Kyle e il suo ennesimo interrogatorio su come mi sento. Dalla morte di Grant, è uno dei suoi argomenti preferiti, come se continuare a chiedermelo ogni volta che mi vede potesse cambiare qualcosa.
Il locale Respite for beings dista quasi trenta minuti di macchina. Potrei dire che durante quell'arco di tempo sono rimasta sicura della mia decisione, ma non sarebbe la verità. Parecchie volte sono stata tentata di fare inversione e tornare a casa, ma poi pensavo a Grant.
Grant in quel locale per quasi due ore.
Grant che usciva e, mentre tornava alla macchina, veniva coinvolto in una sparatoria.
Grant sull'asfalto, solo, mentre tutti gli altri fuggivano.
Si è accorto che la fine stava arrivando? Ha avuto il tempo di capire in che guaio era finito mentre i proiettili volavano?
Ha cercato di mettersi in salvo? Un colpo in testa sembra fin troppo preciso per essere frutto di un errore.
Credevano facesse parte della banda rivale?
STAI LEGGENDO
Deadly Night Shadows
Paranormal[Storia COMPLETA] Raya Whitmam non crede più nelle coincidenze, soprattutto quando il suo dono si risveglia pretendendo che lei ascolti. Le ombre infestano la sua esistenza dentro di lei così come fuori. All'esterno la conta dei morti è elev...
