E si guardavano intorno, si cercavano, malgrado non si fossero mai visti, malgrado non sapessero poi così tanto l'uno dell'altro.
Ma si erano letti.
Si erano letti come si leggevano i libri, con attenzione e con curiosità, la stessa che di solito, all'ultima pagina, porta a sospirare, a pensare "perché è finito?" o "non volevo finisse così".
Ma la loro curiosità non era la stessa.
Era più fatta dal desiderio incontrollabile di viverla quella fine, perché ancora non era stata scritta.
Cercava lui, lei, cercava lui in quella folla di studenti, cercava un ragazzo biondo con un piercing nero al labbro e lo sguardo un po' perso.
E cercava lei, lui, cercava lei tra tutte quelle ragazze, cercava una ragazza dai capelli colorati che pensava di essere sola.
Si cercavano, senza saperlo, senza nemmeno minimamente immaginare quanto si siano stravolti l'esistenza a vicenda.
Passarono per il giardino, per ogni cortile, per ogni aula, tentando di trovare uno sguardo su mille altri.
Luke fumava.
Fumava velocemente e avidamente, pensando che aveva bisogno di trovare Naira.
E non era solo perché rivoleva il suo quaderno.
Non sapeva il motivo, lo voleva e basta, c'era qualcosa in quella ragazza e in quelle sue parole che lo aveva sconvolto.
Ma sconvolto nel senso buono.
Voleva solo guardarla negli occhi.
Gli sarebbe anche bastato un secondo, un misero secondo.
E non sapeva che Naira, nello stesso momento, pensava alla stessa cosa.
Perché voleva conoscerlo quel Luke, per dirgli che non era solo, che è vero, la vita è bastarda, ma non sarebbe vita se non lo fosse.
Voleva dirgli che anche lei aveva perso qualcuno, che anche per lei era stato difficile, ma che era ancora in piedi, lì, forse più ammaccata di altre ragazze, ma lì, a posto.
Perché tutti ce la possono fare.
Tutti sono capaci di rialzarsi.
Anche lui.
Perché era più forte di quanto pensasse.
E questo doveva dirglielo.
Così continuarono a cercarsi, per tutto il giorno.
Platone diceva che gli uomini, in tempi primordiali, erano perfetti, che avevano quattro gambe e quattro braccia, un solo cuore e un solo cervello.
E Zeus li temeva.
Zeus, il re degli dei, temeva gli umani.
Così li divise in due, generando da un essere perfetto, due imperfetti.
Secondo il mito, le due metà imperfette passano l'esistenza a cercarsi, incrociando delle metà sbagliate, cadendo, pensando di essere destinati a essere incompleti, finché non si ritrovano e ritornano, finalmente, a essere perfetti e invincibili insieme.
E allo stesso modo loro, mentre si soffermavano negli sguardi altrui per trovare lui quello di lei e lei quello di lui.
"Luke, forse dovresti smetterla di cercarla."
Michael parlava a vanvera, secondo lui.
Non sapeva quanto fosse importante.
"Dico sul serio, sembri uno psicopatico, ti guardi intorno come.. come non so nemmeno cosa!" continuava.
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the notebook // luke hemmings
Fiksi PenggemarSometimes you have to lose something, to find someone. "L'unica cosa a cui Naira pensó quando si rese conto di aver perso la sua agenda fu: ‹‹Porca puttana, sono fottuta.›› " "Luke Hemmings aveva sempre avuto problemi a gestire la rabbia. E la rabbi...
