Luci nelle tenebre

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Erano le due di notte e non avevo ancora chiuso occhio. Mi alzai, andai sul terrazzo. Silenzio, un silenzio profondo echeggiava in quella fredda notte d'inverno. Aprii le mie possenti ali e mi alzai in volo. La città era stupenda da lassù, luci di mille colori punteggiavano quell'oscurità immensa che sembrava propagarsi all'infinito. Una sola casa non brillava : la mia. Da quando era avvenuto l'assassinio ai miei genitori nessuno osò più abitarci dopo che l'avevamo lasciata. Un lampione emanava luce candida che agli altri poteva parere una sorta di luce di speranza, ma a me appariva solo come un inganno, illuminata da esso c'era lei: la via. La via dove avevo perso tutto, la via dove spiccai il volo, la via del dolore e del sangue. La nostalgia di casa cercò di sopraffarmi per un momento , ma riuscii a scacciarla via. Dopo quella notte d'inferno promisi a me stessa di essere forte.
Decisi di tornare alla torre dato che finalmente incominciavo ad avere sonno. Atterrai dolcemente sul terrazzo di pietra grigia, aprii la porta. Ad un tratto,sotto di me, sfrecció un ombra. Poi si fermò. Mi affacciai con cautela e vidi una ragazza dai capelli rossi. Non riuscivo bene a distinguere il suo volto ma i suoi occhi verdi risaltarono lucenti riflettendo la poca luce che emanava la sua lanterna. Mi salutò e le risposi con un cenno della mano. Poi svaní nell'ombra.
Ora mi sentivo ancora più turbata e piena di pensieri che non riuscivo a scacciare via.
Per distrarmi mi sedetti alla scrivania, presi uno dei rotoli lì  poggiati e lo lessi da cima a fondo.
I miei occhi si fecero sempre più pesanti e d'un tratto scivolai in un sonno profondo ma inquieto.

"Nostalgia da dimenticare"

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