[SE NON AVETE MAI VISTO TOKYO GHOUL POTRESTE PROVARE UN PO' DI DIFFICOLTÀ NELLA LETTURA PERÒ POTETE ANCHE LEGGERLO LO STESSO,COMUNQUE PREFERIREI CHE LO CONOSCESTE PER EVITARE SPOILER]
Era una giornata come le altre a Tokyo. Una di quelle definita "normale". Ma questo solo per le persone definite "normali".
Tokyo è sempre stata una città affolata quanto caotica.
Se qualcuno urlava dal dolore o dalla paura in mezzo a tutta quella gente nessuno se ne accorgeva.
O semplicemente le persone facevano finta di non accorgersene.
Ma questo nessuno può saperlo.
Per i ghoul, nessuna giornata è normale.
Per gli umani quello che fanno i ghoul non è normale.
Insomma, per loro dover sopravvivere non é normale.
Loro che tolgono la vita agli altri esseri viventi per sopravvivere, sono indignati del fatto che i ghoul si nutrono di carne umana.
Quelle dannate colombe la cercavano da sempre ed erano quasi riuscita a scovarla.
Inizialmente faceva parte della 13esima circoscrizione, però lì era stata scovata.
Ormai tutti la conoscevano come -La tagliatrice-, tutto questo grazie al potere della sua kagune.
Ed era anche tra i ghoul più temuti e rispettati dell'intera città.
Ma vogliamo andare un po' più a fondo della vita di T/N.
Lei era nata da quello considerato un amore proibito, impossibile.
Tra un ghoul e un umano.
Suo padre era un ghoul e sua madre era un umana. Nonostante conoscesse la natura di suo padre non aveva mai voluto abbandonarlo. E si erano anche sposati dando alla luce lei.
Lei però si considerava una disgrazia.
Quell'unico occhio rosso.
Quando si trasformava si notava nettamente la differenza tra quell'occhio e il suo naturale occhio
C/O.
A volte si voleva illudere di essere una ragazza come le altre.
Una ragazza come tante che frequenta la facoltà di letteratura.
Ma non sarebbe mai stato così e lei lo sapeva.
Tornando al discorso di prima invece, possiamo continuare dicendo che per partorirla la madre di T/N morì, lasciandola sola con il padre.
Anche se inizialmente quest'ultimo rimase un po' scosso accettò la cosa.
Infondo quella era la sua unica figlia.
La crebbe sia come padre che come madre. Gli insegnò a fare tutto quello che un ghoul dovrebbe saper fare.
Anche a fare il caffè. Lei amava quella bevanda. Era il suo unico punto debole.
Però quel giorno qualcosa era andato storto. Suo padre aveva contratto una grave malattia ed era costretto a rimanere a casa. La ragazza che aveva quindi deciso di andare lei a caccia.
Ma quando tornò a casa trovò uno spettacolo orribile.
Suo padre squartato vivo e un uomo dai capelli lunghi e bianchi e una faccia da sadico che assorbiva la sua kagune.
Iniziò a correre più veloce che poteva, ancora più veloce con la sua kagune e si ritrovò davanti ad un bar.
Era quello la sua salvezza.
Almeno la colomba non l'aveva vista in volto. Indossava la maschera in quel momento, per sua grande fortuna.
Quel bar si chiamava Anteiku.
Non lo aveva mai visto prima certo però gli sembrava l'unico luogo in cui rifugiarsi in quel momento per sembrare una persona come le altre.
Anche perchè suo padre era un caro amico del proprietario e sapeva con certezza che era un ghoul.
Il palazzetto era bianco con almeno due piani e l'entrata era una porta in legno scuro.
Con calma aprì la porta e potè constatare che il bar era abbastanza affollato. Una grande fortuna.
Almeno non avrebbe attirato l'attenzione di nessuno.
Si sedette vicino al piano bar su una delle sedie lì vicino e si fece servire un semplice caffè. Il solito.
"T/N?"
Improvvisamente sentì chiamarla una voce stranamente familiare e si girò verso la voce, ma quello che si trovò davanti la sconvolse.
Perchè anche lui era lì?
"Levi?" Disse lei incredula
Era al secondo anno di università e andavano in classe insieme.
Erano compagni di studio e stretti amici, ma non sapeva lavorasse all'Anteiku.
"Che ci fai qui?" Chiese il corvino inarcando un sopracciglio
"Avevo voglia di un semplice caffè, invece a quanto pare tu qui ci lavori giusto?"
Rispose lei con il solito tono interrogatorio.
Lei aveva una cotta per Levi, ma non si era mai dichiarata per due semplici motivi.
Aveva paura di un rifiuto e non sapeva come avrebbe potuto reagire dopo aver saputo che era un ghoul.
"Si. Lavora qui anche Nishio"
Lei conosceva Nishio perchè era il ragazzo della sua migliore amica.
Frequentava il terzo anno di università, mentre Kimi era anche lei in classe con loro.
Erano come fratelli, anche perchè loro due si conoscevano dalla prima adoloscenza.
Aveva un carattere abbastanza particolare.
Tornando a Levi invece la ragazza stava pensando che il completo gli stava d'incanto.
Consisteva in una camica bianca con sopra un giacchettino grigio abbottonato e un pantalone dello stesso colore, il tutto accompagnato da una specie di cravatta rosso scuro.
Il discorso dei due ragazzi fu interrotto da un vociare di due persone all'entrata del locale.
Entrambi si girarono verso la provenienza della voce e si ritrovarono davanti una scena abbastanza esilarante.
"Buongiorno Touka di merda!"
"Buongiorno anche a te Nishiki di merda!"
Uno dei due a parlare era appunto Nishiki, mentre l'altra era una ragazza bassina dai capelli viola che gli ricoprivano un occhio.
Era molto carina.
"Oi Nishiooo"
Lo chiamò leggermente senza alzarsi dal piano bar
Così facendo richiamò sia l'attenzione del giovane che della ragazza con cui stava discutendo
"Oh! Ciao T/N!"
Il ragazzo lasciò la ragazza che a quanto capito si chiamava Touka e si diresse verso T/N
"E tu cosa ci fai qui? Levi l'hai invitata tu?" Chiese il ragazzo interrogatorio
"No. Gli avevo fatto la stessa domanda anche io"
Continuò il corvino come se non fosse tanto convinto della risposta dato dalla c/c, gesto che alla ragazza non passò inosservato
"E va bene mi avete sgamato. Devo parlare con il proprietario" disse lei in segno di resa.
"E perchè?" Continuò subito il ragazzo
Non doveva dare sospetti per nessun motivo
"È un amico di mio padre, devo chiedergli dei consigli di lavoro"
Dopo un discorso sulla scuola e sulla attività pomeridiane con i ragazzi, la ragazza di prima la accompagnò ad una porta.
Vi entrò dentro e vi trovò dentro appunto il vecchio, Yoshimura.
Appena lei avanzò di qualche passo il vecchio avanzò verso di lei, sorrise e la abbracciò calorosamente
"Ei T/N. Certo che sei cresciuta tantissimo, assomigli tantissimo a tuo padre adesso sai?"
Improvvisamente il suo sguardo si rabbuiò
"È proprio per questo che sono venuta"
Raccontò tutto, della sua situazione e dei suoi problemi. Sapeva di potersi fidare, almeno in quell'occasione
"Hai fame?" Chiese infine l'uomo
"Abbastanza..."
Effettivamente non mangiava da giorni, per prendersi cura del padre
L'uomo gli porse un pacchetto e appena lo prese in mano, il suo occhio destro diventò rosso con uno sfondo nero. Un occhio maledetto, un occhio da demone
Appena il suo occhio entrò in quello stato, la porta venne aperta violentemente e spuntò la figura del corvino
"V-"
Prima che potesse dire qualsiasi cosa le parole gli si bloccarono in gola.
"COSA!? T-T/N è...un ghoul?"
SPAZIO AUTRICE:
Summer nightssss nanananananaaa
Non fate caso agli scleri
Vabbè comunque ecco un nuovo capitolo molto interesshante :3
AL PROSSIMOH
~Marta
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LevixReader One-Shots
FanfictionEheheheheh Purtroppo ho già riempito il fandom di ben due LevixReader e non ho la minima intenzione di smettere. Quindi invece di creare tantissimi libri solo su tante storie. Ne creo uno dove mettercene tante! Ho moltissime idee quindi aspettatevi...
