Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.
La felicità, cos'è esattamente?
È il sorriso di un bambino che ti guarda come se fossi il suo intero universo? È l'abbraccio caldo e silenzioso di un genitore, quello che non ha bisogno di parole? Forse. Non ricordavo come ci si sentisse davvero, ad essere felici.
La verità è che per molto tempo, non gli era mai interessato nessuno.
Era stanco. Stanco di costruire affetti per voi vederli sgretolarsi. Stanco di essere lasciato indietro. Era popolare, vero. Ma nessuna delle ragazze che andava dietro a Jungkook era vera. E anche se voleva negarlo, era rimasto incatenato a degli occhi color nocciola. Occhi che avrebbe riconosciuto anche nel buio più profondo. Occhi che non aveva mai smesso di cercare, anche quando giurava a se stesso che era finita.
Fino a poco tempo fa, Jungkook pensava che la felicità fosse qualcosa di effimero, momentaneo. Una risata a caso, una serata casuale, un gesto.
Ma con oggi, si era sbagliato.
Nessun sorriso, nessuna festa, nessuna parola poteva minimamente sfiorare ciò che aveva provato con quella voce - roca, spezzata dal tempo e infinitamente familiare - ha rotto il silenzio. Una voce che non sentiva da quasi 10 anni. Una voce che un tempo era infantile, acuta e dolce.
Mentirebbe se Jungkook dicesse che quel momento non è stato il più bello della sua vita, perché in quel momento... Era come se per la prima volta, il cielo non fosse così lontano. Aveva appena toccato il cielo e non era stato Taehyung a spingerlo.
In un secondo tutto il dolore, la rabbia, il rancore, fosse svanito. Non esisteva più nessuno in quel momento.