Un venerdi sera tranquillo? Mai.
L'idea di una serata normale per un ragazzo non prevede certo essere svegliato nel cuore della notte perché qualcuno, durante un omicidio, ha pronunciato il tuo nome.
Toc toc.
Jungkook si voltò nell'oscurità, infastidito da quel rumore che rompeva il silenzio della notte.
Altri colpi, più forti, più insistenti.
Cazzo, non era un sogno.
Si alzò dal letto, irritato e ancora addormentato. Raggiunse la porta e la apri di scatto, senza preoccuparsi minimamente di chi ci fosse dall'altra parte.
In quel momento, poteva essere anche un ladro.
Davanti a lui c'era un uomo in divisa.
"Buonasera, sono un agente della polizia. Mi dispiace averla svegliata, ma c'è stato un omicidio. La persona coinvolta, prima di perdere conoscenza ha pronunciato il suo nome. Dobbiamo portarla in ospedale in quanto servirà la sua testimonianza."
Il cervello di Jungkook si bloccò alla parola omicidio.
Tutto il resto del mondo sembrò come fermarsi, era tutto ovattato, come se improvvisamente fosse circondato da un vetro.
Chi diamine lo ha cercato.
Non fece altre domande, non protestò. Annunciò con un piccolo cenno e seguì il poliziotto.
Voleva solo che questa situazione finisse molto velocemente, non aveva intenzione di vedere o parlare con qualcuno. Cosa sta succedendo...
Da quando si era trasferito amava avere amici, amava essere popolare a scuola, ma non riusciva a fidarsi.
Dopo che i suoi genitori avevano deciso di non volersi prendere cura di lui perché dovevano viaggiare e godersi il denaro solo per loro, smise di avere fiducia nelle persone.
Se persone che dovrebbero amarti e proteggerti per tutta la vita decidono che non vali la pena: continueresti ad amare e fidarti?
Perché i suoi genitori non sono stati gli unici ad abbandonarlo.
Un altro grandissimo trauma che Jungkook si portava dentro era l'abbandono del suo migliore amico.
Colui che era la persona più importante per lui, si trasferì dall'altra parte del mondo e lo aveva lasciato lì.
Inerme.
Pronto ad essere mangiato da un mondo che non lo mai accettato.
Aveva 11 anni.
Quindi perché ora doveva importargli di qualcuno che nemmeno conosceva?
Eppure, sentiva un nodo allo stomaco.
"Siamo arrivati signore, scenda."
"Ho 19 anni la prego, eviti questi paroloni." borbottò Jungkook, palesemente infastidito e ansioso.
"Giusto, ragazzo. Andiamo."
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Twitter [kth,,jjk]
Fanfiction«un giorno taehyung iniziò a seguire jungkook su twitter.»
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