Capitolo 2

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Superai il portale, era costruito interamente da corda di canapa e filagne forse anche di 4 metri, aveva un bellissimo stendardo posizionato al centro della struttura con un disegno che rappresentava il tema del campo. Subito iniziai a cercare la mia sq, ero in leggero ritardo ma fortunatamente nessuno se ne accorse, appena individuata mi avvicinai e cominciai a salutarli .Diedi uno scappellotto a Edoardo e scompigliai Francesco con un animata carezza ai capelli. Nel poco tempo morto che abbiamo avuto, abbiamo scherzato tra noi e parlato del più e del meno, finché non mi chiamarono per iscrivere la sq, il resto del con.ca si era già messo in fila da diverso tempo perciò erano parecchio davanti a me, decisi di raggiungerli cosi il più gentilmente possibile superai gli altri capi, dichiarando che il resto del gruppo si trovava davanti. Nel frattempo gli altri avevano iniziato a scaricare il camioncino e a dividere le cose per sq. Fortunatamente non avevamo tanta roba: le tre sacche della tenda, una per le pentole e una piccola per i costumi. Al mio ritorno mi caricai il catino e mi incamminai verso il mio sottocampo, seguito dalla mia sq. Dopo aver fatto diversi minuti di camminata, sotto il sole e con il peso dello zaino e del catino, riconobbi il capo a cui avevo lasciato il mio numero. Subito lo fermai:«Ciao, sono il capo squadriglia delle Tigri del Sezze 1, ci siamo visti la settimana scorsa alla riunione...» lui dopo averci pensato un po', mi sorrise e annuì:«Quanto manca per il sottocampo?» chiedo con il fiatone, a causa dello sforzo che stavo facendo:«Non manca molto però è l'ultimo sottocampo, andate sempre dritti...io tra un po' vi raggiungo». Dopo altri minuti che, per il caldo e per il peso, sembravano ore,  arrivammo nel luogo prestabilito. Dopo aver gettato, pesantemente, gli zaini a terra ci siamo buttati giù, stremati, ma il campo ancora non era iniziato, tanti altri sforzi e avventure ci attendevano ed eravamo tutti emozionati. Lasciai i miei squadriglieri a parlare tra loro e io mi diressi verso gli altri capi sq per decidere insieme la disposizione delle tende. Dopo una serie di proposte optammo per un semicerchio con al centro il fuoco di bivacco, ognuno scelse il proprio angolo e tutti iniziarono a montare le tende. Per Stefano e Francesco era la prima volta ma non mi sembrava un gran problema, gli avevo spiegato in precedenza i vari procedimenti. Infatti tutto filò liscio, con velocità, collaborazione e scaltrezza riuscimmo a montarla perfettamente e fummo i primi ad aver finito ed avere il tempo per dare una mano alla squadriglia di Lorenzo che aveva qualche difficoltà ed anche quella tenda fu montata velocemente.
«Lorè hai una tanica da riempire?» mi guardò e annuì, afferrando la mia gli dissi:«Io stavo andando a riempirla, vuoi venire?» annuì nuovamente, forse è un po' di poche parole ma d'altronde è meglio così, io non sono il tipo di persona da dialoghi infiniti e lui è come me perciò è perfetto. Durante il tragitto abbiamo avuto una breve conversazione sulle attività da fare il pomeriggio poi ci godemmo la passeggiata in silenzio e né approfittai per osservarlo un po'. Trascorreva questi minuti di silenzio a fissare un punto non ben definito, forse il sistema lavaggio o forse il sottocampo lì vicino, sicuramente aveva notato qualche bella ragazza o semplicemente stava pensando. Da lontano sentii le urla di una ragazza:«Chiudi questa benedetta fontana!!!» immediatamente la riconobbi, era Giorgia, solo lei poteva urlare così forte. Pian piano che mi avvicinavo sentivo una risata, da lontano vidi una sagoma e subito pensai che  le risate provenivano da lei.
Ovviamente era Alessandra, dovete sapere che ogni volta che ride di gusto non riesce assolutamente a trattenersi e cade a terra. Mi avvicinai e per evitare che cadesse l'afferrai:«Ma che vi prende?» chiesi confuso, lei continuò a ridere:«Quella cretina ha aperto l'acqua al massimo e mi ha bagnato, guarda sono zuppa...mi si sta formando lo stagno negli scarponi» urlò Giorgia indicandola mentre Ale continuava a ridere:«Tu non dici nulla? ridi soltanto?» le domando, lei mi guardò, respirò profondamente e tra le risate mi disse:«L'ho aperta piano...ma lei urlava che era troppo lento il flusso...l'ho aperta un'altro po'...continuava a lamentarsi...dopo la terza volta che l'ho aperta, l'istinto mi ha detto di metterla al massimo» :«E tu ovviamente dai retta al tuo istinto...la prossima volta dai retta a me» urlò l'altra.
«Forza parliamo di cose serie...» mi disse Alessandra dopo aver smesso di ridere:«...avete intenzione di uscire dalle tende questa notte?» mi chiese, io pensandoci un po' le risposi:«Questa sera è meglio di no, siamo tutti troppo stanchi...forse domani» le spiegai:«Comunque lui è Lorenzo è al sottocampo insieme a me, Lorenzo! Loro sono Alessandra e Giorgia, che sono capo delle volpi e delle pantere nel mio reparto» entrambe lo salutarono con un cenno.
«Ragazze io ho fatto...ci sentiamo» dissi dopo aver finito di riempire le taniche:«Ricca fammi sapere per domani» mi disse Ale ed io con un sorriso le annuii.
Tornati al campo, cominciammo a preparare tutto per il pranzo, le cose da cucinare erano semplici e in un ora riusciamo a finire. Dopo mangiato mandai Edoardo e Stefano a lavare i piatti ed io iniziai a provare con la chitarra la canzone che dovevamo cantare quella sera al cerchio. Infatti ogni sq doveva pensare un modo per presentarsi e noi avevamo provato a modificare una canzone.
Dopo circa mezz'ora, sentii una goccia d'acqua che mi cadde sulla mano, non gli diedi molto peso ma poco dopo me ne cadde un'altra ed un altra ancora, corsi subito verso il sistema lavaggio con l'intenzione di chiamare Edoardo e Stefano.
«Ragazzi veloci, riprendete tutto quello che è nostro, date qualcosa anche a me, dobbiamo tornare in tenda» dico frettolosamente a entrambi:«Ricca ma le cose sono insaponate» mi informò Stefano ma io continuavo a ripetere di essere veloci, corremmo verso il sottocampo ma quando stavamo per arrivare, iniziò a piovere forte e ci bagnammo dalla testa ai piedi. Aprii immediatamente la tenda :«Se vi azzardate a entrare con gli scarponi in tenda...vi uccido» dissi con fermezza. Appena entrai guardandomi intorno mi accorsi che non eravamo tutti :«Dove sono Francesco e Daniele?» dissi preoccupato. Stefano guardandomi indicò un punto, pieno di coperte nelle quali riconobbi Daniele che dormiva ma ne mancava comunque uno:«Francesco!!! Francesco!!!» cominciai a chiamarlo, all'inizio dentro la tenda poi preoccupato uscii fuori per cercarlo. Da lontano lo vidi che correva a tutta velocità verso la tenda e in un'attimo entrò :«Non entrare con...Francé la tenda è pulita!!! E i tuoi scarponi sono pieni di fango!!!» urlai disperato
«Si può sapere dov'eri?» gli chiesi:«Stavo dalle antilopi» io, che già sapevo il perché, gli domandai :«E che stavi facendo?» mi guardò e mi rispose:«Volevo chiedere una spugna per aiutare Edoardo e Stefano» ed io in modo sarcastico gli dissi:«Si..si...una spugna, Ti piace il San Giorgio?»
«Moltissimo» dopo ciò iniziammo tutti a ridere:«Si..si...moltissimo...la prossima volta ti lascio sotto l'acqua ...moltissimo» . Nel pomeriggio si alternarono lunghe piogge a momenti di sereno ma non abbastanza duraturi per svolgere delle attività, così tutti lo passarono nelle proprie tende ridendo, scherzando e facendo la lotta che tra noi non può mancare. La sera il tempo si fece più stabile, dopo aver cenato i capi chiamarono per il fuoco di bivacco. Noi cantammo la canzone che avevamo modificato e le altre sq si cimentarono in scenette o bans.
Finite le esibizioni delle squadriglie l'aria divenne molto piu seria, un capo si alzò dicendo: «Oh Hissa» tutti ci alzammo, ci prendemmo per mano e alla luce della fiamma che nel frattempo si era affievolita iniziammo a cantare "Signor fra le tende schierati", ogni volta che cantavo quella canzone la mia testa, automaticamente, si alzava e rimaneva incantata dal meraviglioso cielo stellato. Il tempo passava velocemente e ben presto ci ritrovammo nei nostri sacchi a pelo pronti per dormire.
Il giorno seguente ci svegliarono i capi con "Al chiaror del mattin", la canzone che più in assoluto non sopporto di tutto il repertorio scout e credo di non essere l'unico a pensarla cosi. Uscimmo dai sacchi a pelo ci infilammo frettolosamente le scarpe . Al cerchio mattutino, mentre eravamo intenti a fare ginnastica, dissero che nel pomeriggio si sarebbero tenute le olimpiadi perciò passammo la mattinata ad organizzarle. Erano divise in prove e ognuna di esse avrebbe avuto un capo per valutare la squadriglia. La prima prova consisteva nella corsa con la barella, quest'ultima doveva essere creata da noi al fine di trasportare un ragazzo della squadriglia in punto stabilito dal capo. Con le indicazioni di Stefano, l'infermiere della squadriglia, riuscimmo subito a realizzarla e a muoverci con velocità e scaltrezza, era meraviglioso vedere la mia sq che si muoveva insieme verso un unico obbiettivo. Poi seguì il tiro con l'arco, in questa prova andavamo abbastanza bene ma tutti rimanemmo stupiti dalle grandi abilità del capo sq delle antilopi, Bianca , ogni volta che tendeva l'arco attirava l'attenzione di tutto il sottocampo,
non sbagliava mai un colpo ed era in grado di tirare anche ad occhi chiusi e soprattutto era brava in ogni circostanza o situazione. Mentre ero intento a guardare con attenzione​ Bianca, Francesco si avvicinò a me dicendomi«Quelle sono cavolate per una campionessa di tiro con l'arco come lei» così capii il perché di tanta bravura. La terza prova era il percorso hebert e in quello nessuno riuscì a tenerci testa, eravamo talmente veloci che nessuno riuscì ad avvicinarsi minimamente al nostro tempo, il risultato migliore, dopo il nostro, era quello dei tori una squadriglia composta da ragazzi molto grossi e robusti di corporatura, quando vidi la squadriglia al completo per la prima volta capii il perché del nome tori. L'ultima prova era il tiro alla fune e per nostra sfortuna c'erano capitati proprio come sfidanti. Afferrammo la corda io mi misi per ultimo in modo da fare da contrappeso, iniziammo a tirare la mia sq tirava quella corda come se non ci fosse un domani, dopo circa trenta secondi le nostre mani si erano fatte rosse e noi incominciavamo a cedere.
Ad un certo puto il capo sq dei tori disse:«ora!» e tutta la squadriglia tirò con violenza la corda e noi che oramai eravamo stremati gli andammo dietro finendo a terra come dei birilli . Alzandoci da terra il capo sq dei tori ci disse:«Bella partita Sezze!» poi tutta la squadriglia compreso lui si mise a ridere, si girò verso di loro e abbracciandoli disse:«Più facile che bere un bicchier d'acqua!».
I capi in quel momento chiamarono cerchio e corremmo verso di esso posizionandoci vicino alla squadriglia di Lorenzo. I capi iniziarono a consultarsi e a conteggiare i punteggi che avevamo realizzato nelle prove precedenti. Finito uno di loro prese la parola dicendo:«Bene, il vintore è...»

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