Susan
La testa mi è pesante e mi fa male tutto il corpo. Ma che è successo?
Apro lentamente gli occhi e una luce abbastanza intensa mi costringe a chiuderli e riaprirli diverse volte prima di farmi abituare all'ambiente. Sono stesa su un lettino basso e abbastanza scomodo che traballa. Probabilmente mi trovo su un qualche mezzo di trasporto... Guardo fuori dalla finestra da cui entra la luce e appuro che sto viaggiando su un TMAV, treno magico ad alta velocità. Non ne avevo mai preso uno...
La porta della piccola stanzetta in cui mi trovo si socchiude con un lieve rumore sordo.
"Posso entrare?"
La testa di Pleo sbuca dal pertugio creatosi.
"Ormai...sei già dentro..."
"Lo prendo come un sì"
Nel frattempo mi sono seduta sul letto lasciando spazio al centauro.
"Dove siamo?" Chiedo
"Tu cosa dici?" Mi risponde divertito facendomi gesto di guardarmi attorno.
"... sai a cosa mi riferisco" replico con voce ferma.
"Non ne ho idea...da quando mi sono svegliato nessuno ha voluto parlare con me..." Sembra deluso.
Mi alzo e sorpasso Pleo per uscire dalla stanza.
"Ma dove stai andando?"
"A capire dove siamo, dove stiamo andando e chi è quella testa di genio che ha usato un incantesimo su noi due!"
"In tal caso...ti seguo."
Usciamo dalla cabina e ci aggiriamo per un po' nei vagoni senza trovare anima viva.
"Hey voi! Che ci fate qui?"
Un uomo vestito di nero, con un casco da militare che gli copre la faccia, ci osserva, o almeno credo, dal momento che i suoi occhi sono coperti da un vetro scuro. In mano, attraverso dei guanti in pelle nera, impugna un mitra dell'esercito, ma non ce lo sta affatto puntando addosso.
"...ehm... noi..." Inizia Pleo, ma viene bruscamente interrotto dal soldato.
"Non importa. Non potete stare nella zona di transito."
Mi guardo attorno. Effettivamente la nostra passeggiata senza meta sul treno ci ha portati davanti ad una delle porte laterali attraverso cui la gente sale.
Lentamente il mezzo rallenta fino a fermarsi con un sonoro fischio che continua a ronzarmi nelle orecchie per parecchi secondi.
Ora la nostra attenzione viene catturata dalla porta del treno che, automaticamente, si apre a scorrimento, lasciandoci la visuale su tre ragazze e tre ragazzi seguiti da due militari vestiti in modo identico al soldato che ci è affianco.
Io e Pleo facciamo automaticamente due passi indietro e lasciamo salire i nuovi arrivati, spronati dalle guardie.
Mentre vengono spronati dai militari a salire, osservo i ragazzi tutti vestiti di bianco, oro e nero che, uno ad uno, montano sul treno.
I tre ragazzi sono fisicamente diversi, anche se tutti alti pressappoco uguali, ma la cosa che meglio li caratterizza e li distingue sono i capelli: rosso, biondo e moro. I giovani sono seguiti da altrettante ragazze, due delle quali si assomigliano molto nei tratti del viso e nei candidi capelli dorati, quasi bianchi. La terza non è molto alta e presenta capelli di un colore del tutto differente dai suoi compagni, castani cenere.
Il tempo sembra essere rallentato: nessuno parla, ci limitiamo ad osservarci a vicenda e a capire gli stati d'animo degli altri, finché il treno, con un secondo fischio pungente, riprende la sua corsa verso chissà dove.
SPAZIO MALATI MENTALI
Dal momento che questo è il sesto capitolo, approfittiamo per ringraziare i nostri 6 followers. Crazie mille per la fiducia e l'appoggio psicologico. Punto e ad un prossimo capitolo (sperando, nel capitolo sette, di poter ringraziare un follower in più.)
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Guerra Per La Corona
FantasyLa guerra non è mai una bella cosa, ma a volte è necessaria
