Chapter One.

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Il ragazzo si mosse leggermente e sentì qualcosa premere nel suo fianco destro. Aprì prima un occhio e cercò di abituarsi alla luce solare che proveniva dalla finestra; tastò la superficie del divano in cerca del suo telefono e quando lo trovò sbuffò sonoramente: erano le 5.24 di un sabato mattina di Ottobre. Cercò di ripercorrere brevemente la serata: aveva incontrato Isak al supermercato mentre comprava alcol e pizza per William, l'aveva accompagnato a casa e si era recato dal suo migliore amico depresso. Avevano mangiato e bevuto, avevano guardato un film stupido e si erano addormentati sul grande divano in una posizione molto ambigua, con William completamente abbracciato a Chris e il suo ginocchio appoggiato al fianco di quello. 

Chris si mosse piano, per non svegliare il povero cuore spezzato, e si recò con passo piuttosto cadenzato in cucina per bere qualcosa. Sbloccò il suo cellulare e notò che aveva diverse chiamate perse da Noora, alcuni messaggi di sua madre e altri da un numero sconosciuto. Decise di aprire quelli di sua mamma: erano foto che ritraevano lei e suo padre in Danimarca, in vacanza. Rispose con alcuni cuori e fu felice di vedere che i suoi genitori si stavano divertendo, anche se era inchiodato in una situazione che di felice non aveva nulla.

Poi decise di chiamare Noora, nonostante l'orario, ma preferì farlo mentre William dormiva. Mentre attendeva che la bionda rispondesse, decise di svagarsi su Instagram, dimenticandosi dello sconosciuto. Poco dopo la bionda rispose, ma Chris sentì alcuni passi provenire dal salotto, così borbottò delle scuse e chiuse la chiamata.

William era lì, in tutta la sua angoscia; neanche l'alcol era riuscito a rimuovere Noora Amalie Saætre dai suoi pensieri, e forse non ci sarebbe mai riuscito. 

"Grazie per esserti preso cura di me" disse grattandosi la nuca imbarazzato "ancora."

"Sei il mio migliore amico e ci sei sempre stato per me, è giunto il momento di ricambiare."

Ed era più che vero, c'erano sempre stati. l'uno per l'altro, sempre insieme, dal rubare figurine agli altri compagni di classe alle elementari, a fumare la prima sigaretta, a bere il primo shottino, la prima volta, le prime risse, le lezioni balzate per giocare ai videogames. Christoffer e William avevano condiviso le loro vite e sembravano uniti come fratelli, sembrava che nulla potesse dividerli.

"Mi ha chiamato mio padre, ieri sera" Chris spostò lo sguardo verso William dal suo cellulare e lo invitò a parlare.

"Vuole che torni a Londra, sai, per l'azienda e il resto."

"E tu che hai intenzione di fare?"

William sospirò "Non ne ho idea, non so che fare con mio padre, con l'azienda, con Noora...non so dove sbattere la testa. Vorrei tornare a Londra, mi trovo bene e ho un buon lavoro, sono vicino a mio padre e ho persone su cui contare e sono sicuro che anche a Noora piaccia Londra, ma non posso ritornare qui ogni volta che litighiamo. Non posso stare sempre ai suoi capricci, non siamo più dei liceali inesperti."

Chris lo guardò sorridendo; wow, non erano davvero più al Liceo, non erano dei Penetrators altezzosi a cui interessava solo trovasi qualche ragazza per ampliare la loro lista di conquiste. Erano adulti, William aveva un lavoro e Chris frequentava l'università, si stava per laureare in Economia e presto avrebbe lavorato nell'azienda di famiglia.

"Prova parlare con N-" Le parole di Chris furono bloccate dalla suoneria del suo cellulare. William guardò lo schermo e per poco non svenne, Noora stava chiamando Chris, alle 5.40 del mattino. 

Chris si affrettò a rispondere, evitando lo sguardo omicida del suo amico.

"Chris, dove diavolo sei stato tutta la notte? Sto provando a chiamarti da ieri!" William si avvicinò minacciosamente al ragazzo pronto a colpirlo, ma la voce di Noora dall'altro capo del telefono cambiò tutto. "Sei con lui?"

want you back; mohnstadDove le storie prendono vita. Scoprilo ora