Chapter three

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La stazione di polizia era gremita di gente quando Louis vi mise piede.
Alzò gli occhi al cielo, lui odiava il caos, preferiva di gran lunga la serenità del suo appartamento, ma purtroppo si era dovuto recare alla centrale di polizia per poter far parte al caso, dato che l'ultima volta quasi non venne arrestato per il suo "voler condurre le indagini da solo", quindi, o si adattava a lavorare con la polizia, o non lavorava proprio e moriva di noia nel suo appartamento.
Di certo l'ultima opzione non gli andava molto a genio.

Si era recato principalmente per informare il commissario Corden dei suoi sospetti e delle sue teorie riguardanti il caso, ma purtroppo i suoi piani non andarono per il verso giusto quando si imbatté nell'ispettore Styles.

Che si odiassero entrambi era ormai risaputo all'interno della stazione di polizia e spesso i loro battibecchi infantili erano oggetto di attrazione generale; infatti tutti quelli presenti nella sala avevano teso le orecchie, pronti per divertirsi davanti all'ennesimo battibecco, che purtroppo non avvenne. Infatti l'ispettore Styles aveva borbottato qualcosa sul fatto di non avere tempo per battibeccare quel giorno e se n'era andato, lasciando tutti sorpresi, specialmente Louis, dato che non perdeva mai tempo per istigarlo.

Cercando di non far notare troppo il suo disappunto, causato dal mancato divertimento del battibecco, Louis si diresse a passo svelto verso l'ufficio di Corden, che spalancò senza troppi preamboli.
Aveva pur sempre una reputazione da insolente da mantenere.

Il commissario alzò gli occhi al cielo, ormai abituato ai modi di fare leggermente teatrali del detective, quindi «Hai novità?» gli chiese, facendogli cenno di accomodarsi su una delle sedie.

«Più che novità ho dei sospetti. - iniziò - Ho chiesto a Zayn di indagare sotto, perché la prudenza non è mai troppa e non voglio mischiarmi in certi affari, non di nuovo»

«Fai bene» annuì Corden «adesso spiegami cosa hai scoperto»

E mentre Louis iniziava a raccontare dei suoi sospetti e dei vari indizi che aveva trovato, qualcuno nella stanza accanto a quella del commissario, ascoltava tutto e borbottava maledizioni e insulti verso il detective Tomlinson.

Gliel'avrebbe fatta pagare, ne era certo.

***

Un colpo forte e mirato gli arrivò dritto nello stomaco, facendogli emettere un lamento soffocato.

«E così avevi eliminato tutto!?» urlò l'uomo, quasi completamente fuori di sé, mentre tirava un pugno sulla mascella dell'altro.

«Ma è stato così! Ho cancellato ogni prova che potesse ricondurre a voi!» cercò inutilmente di difendersi, ma ormai l'altro lo aveva in pugno, esattamente come le altre volte.

«Evidentemente non lo hai fatto abbastanza bene e ora la pagherai cara» ghignò l'uomo, facendo fare un inquietante scrocchio alle proprie nocche sporche del sangue della sua vittima.

Un urlo muto gli raschiò la gola quando cadde a terra e un potente calcio gli arrivò al costato.
Chiuse quindi gli occhi e cercò di proteggersi dai colpi come meglio poteva, mentre sperava che il tutto finisse il più velocemente possibile e cercava di pensare ai motivi per cui non aveva ancora mollato tutto.

Vide i suoi occhi.
E poi il buio.

***

Le stelle facevano da compagnia alla luna in cielo e risplendevano come piccoli brillantini sparsi da un bambino che usava il cielo come il proprio foglio.
Probabilmente era un'immagine troppo fantasiosa e infantile, ma hey— a Harry piaceva pensarla in questo modo.

Try To Guess ↬ Larry #Wattys2018Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora