Capitolo 2

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Arriviamo a scuola, scendiamo dalla macchina. Rivolgo un saluto a mio padre e ad Amy.
Osservo l'insegna gigante della scuola "Liceo Classico Giovanni Paolo"

Non mi era mancato per niente.

Alyssa entra con sicurezza all'interno della scuola senza aspettarmi.
Ma anche io non la trattengo.

Io rimango fuori ad ammirare quello che non mi era mancato. L'immenso prato verde che circonda l'istituto.
È che viene circondato da delle sbarre di ferro e un cancello per entrare.

Osservo la strada difronte a me che pullula di ragazzi che si affrettano ad entrare all'interno dell'edificio per evitare un ritardo il primo giorno.

Entro nel cancello e lancio un'occhiata ai popolari della scuola che sembrano non essere preoccupati per il ritardo.

Almeno loro.

Riguardo l'insegna rassegnata ed entro.

Ad attenderci ci sono i soliti bidelli che sembrano essere indaffarati anche il primo giorno di scuola.

Sospiro e penso che sarà l'ultimo anno che dovrò affrontare questo, sento una sensazione di sollievo. E senza perdere tempo vado a cercare il tabellone per vedere dove si trova la mia classe.

Mh,allora..

5A dove sei?

Inizio a guardare e vedo scritto 5A capisco dove si trova la mia classe .

Comprendo che si trova al 3 piano e alzo gli occhi al cielo immediatamente.

Sono in mega ritardo, e devo farmi pure queste rampate di scale.

Sbuffo e prendo lo zaino per poi dirigermi lungo il tragitto che porta alla mia classe.

Vedo gli altri ragazzi arzilli.

Ma questi come fanno? Per me dall'inizio fino alle fine è uno sfinimento.

Arrivo alla porta della mia classe, ed entro.

"Signorina De Santis anche il primo giorno in ritardo" mormora la professoressa Lorenzini .
Sono 5 anni che la sopporto, lei insegna matematica, ed io di matematica non ci capisco nulla.

Mi scuso con lei per il ritardo e proseguo dritto in cerca di un banco libero. Ma in fondo a destra vedo che Janis mi ha tenuto il posto.

Per fortuna c'è lei, ringrazio tutti i santi.

Janis è una delle persone più importanti della mia vita, è la colonna portante, se mi chiedeste per me il significato dell'amicizia, io farei il suo nome.

Mi accomodo e iniziamo a parlare di quello che abbiamo fatto nelle vacanze, insomma le solite cose di cui parliamo noi ragazze.

Giro la testa e mi accordo che nella fila a sinistra vicino a me c'è seduta Tiffany , crede di essere la più popolare. Non la sopporto. Insomma una ragazza facile che pur di avere un po' d'attenzione distrugge l'ultimo granello che gli rimane di coscienza.

La professoressa Lorenzini inizia a fare l'appello, finito l'appello inizia a spiegare. Parabole, equazioni, espressioni, e la mia faccia sembra dire "Ma che...?"

Grazie a dio finisce la sua ora.

Arriva la professoressa Senatore, sorride a tutti e ci chiede come abbiamo trascorso le vacanze.
Lei cerca sempre di farci confrontare, perché dovete sapere che la mia classe non è mai stata unita. Ognuno pensa a se stesso e alla propria determinazione.

Di certo io non mi aspettavo di dover condividere il cibo,però.

All'improvviso sentiamo bussare.

E SE TI AMO ?Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora