Quella mattina Hoseok era rimasto seduto sul suo letto, immobile. Con sguardo vacuo, teneva tra le mani il suo vecchio cellulare che non usava più da dieci anni. Il display era ancora acceso su una pagina di notizie che riportava il titolo: "Busan: Ragazzo di 19 anni scomparso nel nulla."
La sera prima, dopo la discussione che aveva avuto con Yoongi, era tornato a casa e aveva recuperato il suo vecchio telefono. Era stato gettato in uno dei tanti scatoloni dopo l'ennesimo trasloco. L'aveva tenuto soltanto perché dentro al dispositivo era ancora presente il numero di telefono di Joon Pyo Gu. Yoongi aveva provato un milione di volte a buttarglielo via con l'intento di farlo andare avanti. Per fargli dimenticare, ma lui non ci riusciva. Aveva dovuto nasconderlo e costringersi a non pensare mai al suo hyung in presenza del suo amico. "Smettila di chiamarlo 'hyung', tu sei più vecchio di lui" l'aveva sempre sgridato Yoongi. Certo lui era più grande di almeno settant'anni, ma voleva davvero sembrare un ragazzo normale. Non poteva non portare rispetto a Joon Pyo. Ma Yoongi questo non poteva capirlo. Lui non aveva mai provato una cosa simile. Lui non portava mai rispetto a nessuno, perché non faceva parte della sua indole. Lui pensava solo a se stesso. Non come Joon Pyo-hyung. Non poteva dimenticare quel sorriso, il modo dolce in cui pronunciava il suo nome, il suo profumo. Gli mancava da morire.
Aveva ancora chiaro nella mente il giorno in cui lo conobbe per la prima volta dieci anni prima.
Erano le sei di sera. I locali avevano appena iniziato a prepararsi per il ciclo notturno e il "giovane" Hoseok si aggirava per i vicoli di Busan. Gli piaceva quella città. Era grande, ma abbastanza tranquilla. Lui e Yoongi si erano trasferiti da poco e Hoseok aveva cominciato a cercare lavoro. Di solito era lui che portava i soldi a casa. Il suo amico Yoongi aveva provato più e più volte a candidarsi per qualsiasi tipo di impiego, ma secondo i datori di lavoro lui non aveva abbastanza esperienza e, soprattutto, personalità. A Yoongi andava bene che dicessero che non aveva lavorato abbastanza, in fondo sulla carta aveva appena diciotto anni e frequentava ancora il liceo. Non poteva certo scrivere che era nato nel 1932, aveva combattuto la guerra coreana nel 1950 o che aveva partecipato alle proteste a Gwangju negli anni 80 dopo la repressione militare. Però dire che non aveva personalità, quello era troppo.
Hoseok si faceva sempre una sonora risata quando Yoongi gli raccontava l'ennesimo colloquio finito male. Voleva bene a Yoongi, ma anche lui ammetteva che non era una persona molto affabile. Proprio per quel motivo avevano concordato che Yoongi si sarebbe occupato di recuperare il cibo cacciando e Hoseok avrebbe pagato l'affitto.
Perciò quando Hobi uscì quella sera, tenendo stretto nella mano il suo dossier ben compilato con l'aiuto di Yoongi, non si sarebbe mai aspettato di fermarsi di fronte a una scuola di ballo. Guardava spaesato la porta di vetro che dava sulla hall. Il grande volantino colorato di giallo riportava in grandi caratteri rossi: "BIGHIT ENTERTAINMENT OFFRE DUE SETTIMANE DI CORSI GRATUITI. APPROFITTANE!"
Osservò il foglio per pochi secondi, poi la sua attenzione venne subito attirata da un sorriso smagliante e da una folta chioma di capelli ricci e castani.
A passo lento, attraversò la porta automatica e, un classico 'DIN DON', risuonò al suo passaggio. Venne subito investito da un profumo che era sicuro di non aver mai sentito prima. Per un istante non riuscì a realizzare dove fosse. Riuscì a mantenere il controllo e raggiunse la reception leggermente a disagio.
Lui era lì. Alto e bellissimo. Spalle larghe, sorriso splendente e sguardo penetrante. Per un secondo gli mancò il respiro.
"Buonasera, come posso aiutarla?"
"Vorrei iscrivermi"
Una lacrima sfuggì dal suo controllo correndo giù per la sua guancia e scagliandosi contro lo schermo del telefono. Abbassò di nuovo gli occhi sul dispositivo e rilesse con attenzione l'articolo. Era di dieci anni prima. Nell'esatto periodo in cui lui e Yoongi se n'erano andati. Nella sua testa erano balenate una marea di eventualità, una peggio dell'altra. La possibilità che fosse scomparso a causa sua lo colpiva come pugnali roventi. Se n'era andato e l'aveva abbandonato. L'aveva lasciato solo in quella città piena di creature che non aspettavano altro che divorare quel povero ragazzo. Era tutta colpa sua.
Scoppiò in un pianto disperato, affondando la testa nel cuscino di fianco a sé, cercando di soffocare i singhiozzi incontrollabili.
Però non sapeva che dietro la porta chiusa di camera sua c'era Yoongi ad ascoltare ogni suo singolo pensiero. Con la mano si premeva la bocca cercando di non emettere nessun tipo di gemito, mentre le lacrime gli rigavano il volto pallido.
"Hoseok, mi dispiace" pensò.
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Never Mind
FantasiA volte l'amore ti gioca strani scherzi. Un giorno credi di essere innamorato di un semplice ragazzo normale e il giorno dopo ti ritrovi a farti baciare il collo da un vampiro. [Yoonkook~Vmin]
