•Capitolo 3•Panna montata

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Stare davanti a una fotocamera nel modo più naturale possibile mi ha sempre fatto stare benissimo.
Fare la modella è un hobby, non un lavoro.
Fare la modella è una passione, un qualcosa che ho voluto fare di mia spontanea volontà, non un obbligo che mi è stato imposto da qualcuno.
Quando sono lì a posare davanti al fotografo la mia mente si rilassa e non mi porta a pensare alle mille preoccupazioni che affliggono la mia vita quotidianamente.

"Sorridi senza guardare l'obiettivo, sii più sciolta e spontanea!" Mi incoraggia Gino il fotografo, mentre io cerco di rilassare i muscoli ed eseguire tutti i suoi ordini.

Sento il rumore della fotocamera che scatta, il rumore della fama, il rumore dei soldi che mi saranno consegnati di diritto.

"Bene così, ora puoi fare una pausa!" Alza un pollice e mi sorride. Ricambio il sorriso e decido di andare a sedermi per riposarmi un po'. Questi tacchi alti mi stanno distruggendo, non li sopporto più. Prendo il telefono dalla borsa e noto che c'è un messaggio da Michele.
Mai aperto un messaggio così velocemente.

Michele:
"Clara, ti va di uscire con me adesso?"

Io:
"Sono in agenzia, non posso."

Michele:
"Non puoi o non vuoi?"

Io:
"Entrambe le cose"
"Non è vero, sto scherzando. Comunque non posso davvero, sono ancora in agenzia e torno a casa tardi."

Michele:
"Allora ti va se facciamo per le nove di stasera?"

Io:
"Stasera? Va benissimo, ma non incavolarti se farò tardi."

Michele:
"Vieni tu da me?"

Io:
"Falla tu la fatica di farti venti chilometri per una ragazza. Mi hai chiesto tu di uscire, non io."

Michele:
"Ma guarda un po' che caratterino."

Io:
"Va bene, hai vinto tu. Stasera vengo io da te."

Chiudo il telefono.
Mi sento al settimo cielo.

Fottiti, Michele.

***

Eccomi qui, a fissare l'armadio da mezz'ora per decidere cosa indossare per stasera. Sono super stanca, non ho voglia di uscire: mi si sono scaricate le pile e ho solo voglia di stendermi sul letto e dormire, ma il pensiero di vedermi da sola con Michele continua a tormentare la mia mente e mi fa passare tutta la stanchezza.

"Ma tu sei pazza!" Urla Gemma dal telefono "Nemmeno lo conosci e ci esci insieme?" Eccola lì, sempre pronta a farmi da angelo custode. Come farei senza la mia migliore amica?

"Gemma, un figo del genere non me lo ritrovo davanti tutti i giorni. È un'occasione d'oro."

"No, amore, questa è la buona occasione che vieni montata come la panna da un coglione qualsiasi!"

Alzo gli occhi al soffitto e, irritata, chiudo la chiamata senza risponderle ulteriormente. Con lei è sempre una battaglia persa. Potrebbe avere ragione, Gemma ha sempre ragione, ne sa una più del diavolo. Ma allo stesso tempo non me ne frega niente di ciò che pensa lei, Michele è un bellissimo ragazzo e non me lo lascerò scappare. Me lo voglio vivere come si deve stasera. Non mi era mai capitato di infatuarmi così tanto di un ragazzo.

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