Ann accostò la macchina qualche metro più avanti del locale. L'entrata era circodata da numerose persone e i flash delle macchine fotografiche davano spezzoni di luce al posto.
L'enorme insegna, con il nome del locale alternava una luce bianca e una rossa. Le pareti erano di un rosso fuoco. Innumerevoli luci erano incastonate ad esse illuminando l'intero posto. Era davvero un bel locale, ne troppo pacchiano e ne troppo esagerato.
''Pensi che riusciremo a trovarli con tutta questa confusione?'' Ann parlò interrompendo i miei pensieri. ''Emh, chiama Marika digli di farsi trovare all'entrata o non so digli dove abbiamo parcheggiato''
Non so come o perchè ma un ondata di panico si impossessò di me al solo pensiero di entrare.
I ricordi di quella notte intasarono la mia mente e comincia ad agitarmi. Ero stata violentata proprio all'uscita di una discoteca.
Ero uscita per chiamare mia madre, per la troppa confusione mi spostai verso un vicolo e nell'angolo c'erano un gruppo di ragazzi che continuavano a fissarmi. Ridevano, scherzavano rumorosamente facendo battute alquanto schifose e perverse. Cominciai a dirigermi verso la discoteca ma qualcuno tirò il mio polso. Non riuscì ad indetificare bene il suo viso poichè aveva un occhio nero e l'altro con un segno violaceo. Del sangue secco gli ornava le labbra e un taglio ancora fresco sporcava la sua fronte. Pensai che era appena uscito da una rissa.
Barcollava, ma la sua presa era abbastanza forte da trascinarmi in profondità dell'oscuro e viscido vicolo. Scoppiai in lascrime quando capii le sue intenzioni. Mi spinse sul muro freddo di mattoni e si avvinghiò a me.
Cominciò a toccarmi, facendomi male. Strinse i miei seni con forza, le sue labbra succhiavano e mordevano il mio collo. La sua puzza di alcool e i miei continui singhiozzi non mi facevano respirare. Mi dimenai dalla sua presa ma scivolai sbattendo la testa sull'asfalto. Volevo perdere i sensi ma i miei occhi rimanevano aperti assistendendo e vivendo quell' adorabile inferno.
Le sue mani spinsero con forza verso l'alto la gonna del mio vestito. La testa mi pulsava e il sangue sporcava i miei capelli biondi. Sentivo le sue mani sul mio intimo che strappò via finchè qualcosa di grande, fastidioso e doloroso entrò in me. Piansi ancora di più a quel gesto. Usciva e entrare con dei colpi cosi forti e dolorosi quasi da farmi perdere i sensi. Potevo sentire il mio sangue che colava dalle mie gambe. La sua bocca sui miei seni, le sue mani circondavano le mie braccia lasciando i segni della sua presa.
Finalmente uscì, venendo sull'asfalto. Vomitò dentro un cassonetto e girò l'angolo del vicolo sparendo. Mi lasciò sola, vicino alla morte tanto desiderata.
''Jess, che hai?! Stai sudando e sei cosi pallida!!'' Ann cominciò a scuotermi. ''Sto bene e solo che..'' abbassai lo sguardo e innumerevoli lacrime rigarono il mio viso.
''Oh Jess, shhh non piangere ci sono io. Siamo tutti con te, non sarai mai sola, è passato shh..''' disse Ann prendendomi in un abbraccio e accarezzandomi i capelli. ''Scusami è stato solo un momento, mi riprendo subito.'''
''Non scusarti tesoro, so cosa hai passato. Se vuoi possiamo tornare a casa''
''Oh no, non preoccuparti. Devo andare avanti ricordi? Non posso farmi prendere dai soliti mostri, devo mandarli a fanculo'' dissi accennando un sorriso.
''Cosi ti voglio ragazza.'' disse Ann e mi abbracciò.
Prima di scendere dalla macchina mi sistemò il trucco andato a puttane. ''Sembri un panda ahaha, ma sei bella lo stesso tesoro.''
Scendemmo dalla macchina e ci dirigemmo verso il locale. Loro erano li, le ragazze e i ragazzi.
Le ragazze erano stupende. Marika aveva i capelli sciolti in grandi boccoli e un vestito turchese le ricadeva a metà coscia. Ally aveva un tubino nero con uno scollo a cuore, una grande collana le ornava il collo e i capelli erano tenuti in uno chignon. Jenny invece aveva un vestito rosso, con la gonna ampia che le ricadeva sopra il ginocchio e i capelli lunghi, neri sciolti.
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All through the night
RomanceHarry era il mio uragano, pura distruzione e passione. L'amavo fino a consumarmi il cuore.
