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«È il suo compleanno» dice Junkyu ai suoi amici. Sono al solito tavolo in caffetteria e Mashiho non è ancora arrivato, forse gli stanno facendo gli auguri per i corridoi o forse è ancora in classe.

Junkyu non sa bene il perché, ma non è riuscito a dormire molto la notte scorsa.

Ha la nausea da quando si è svegliato quella mattina e non può negare che la colpa è proprio di Mashiho.

È cotto di lui da quasi un anno ormai e il pensiero che il ragazzo che gli piace gli sarà portato via e che lui non è la sua anima gemella gli fa venir voglia di piangere a dirotto.

Non dovrebbe sentirsi così, non quando Mashiho probabilmente nemmeno conosce il suo nome (e anche se lo sapesse, sarebbe solo perché deve – è parte del consiglio studentesco). Certo, alcune volte i loro sguardi si sono incrociati (e ogni volta Junkyu si era ritrovato ad urlare internamente e con il cuore che batteva così rumorosamente da non permettergli di sentire altro), ma non sono esattamente amici, quindi Junkyu odia il fatto che tutto ciò lo faccia stare così male quando non dovrebbe.

Quando Mashiho entra in caffetteria, il suo volto è illuminato da un sorriso più luminoso del solito e, per qualche strano motivo, gli fa battere il cuore più velocemente del normale. Junkyu abbassa lo sguardo sul cibo, perdendo improvvisamente l'appetito, e smette di ascoltare le chiacchiere dei suoi amici. Non si sente nemmeno in colpa per non star prestando attenzione perché, santo signore, Mashiho ora ha un'anima gemella e non c'è niente che lui possa fare a riguardo.

Si sforza di alzare di nuovo lo sguardo, vede Mashiho ridere al tentativo degli amici di sbirciare sul polso, dove si trova il tatuaggio. I loro fischi e le loro risate si riescono a sentire anche in mezzo a tutto il caso della caffetteria. A quanto sembra (o forse a parlare è la piccola speranza che Junkyu ancora nutre), Mashiho ancora non conosce la sua anima gemella.

I suoi amici smettono di infastidirlo e Mashiho osserva il proprio polso. Poi alza lo sguardo, incrocia quello di Junkyu e gli regala un sorriso genuino.

Il cuore di Junkyu fa un salto mortale. I suoi occhi si spostano alla velocità della luce e muove un po' la testa cosicché Doyoung, seduto davanti a lui, possa ostacolare la vista di Mashiho. Di nuovo si lascia sfuggire quel suono simile a quello di una balena agognante, ma questa volta è molto più rumoroso ed è ovvio che la balena sta soffrendo.

Doyoung sembra confuso. Si volta, ma Junkyu gli intima di non farlo, il tono di voce un leggero sibilo.

Sono appena stato beccato a fissare per la prima volta, pensa Junkyu. Morirò, mi ha sorriso mi ha sorriso perché mi ha sorriso–

«Junkyu» lo richiama Yedam.

Junkyu cerca di calmarsi, si fa serio, si raddrizza sulla sedia e si schiarisce la voce. Prende le bacchette.

«Sto bene» dice. E menomale che non voleva essere troppo ovvio.

Non alza più lo sguardo per il resto della pausa pranzo.

Sinking in the deep of right and wrong | Mashikyu [TRAD] Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora